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Thursday, March 21, 2002


LA RISCOSSA DEL COUNSELLOR

Sempre di più, senza chiamarlo con il suo vero nome, si parla della necessità, nella società odierna, della figura del counsellor, di una figura che sappia ascoltare, capire e recuperare una dimensione di affettività che a tanti manca e che tanti fa soffrire.
Paola

Da un trafiletto de “TUTTO SCIENZE - La Stampa”/Scaffale del 20 marzo 2002, redatto da Piero Bianucci.

PSICOTERAPIA PER IL BISOGNO D’AMORE

Nei paesi ricchi oggi un quarto della popolazione soffre di disturbi affettivi e il 70% delle prestazioni richieste alo psichiatra “sono di carattere prettamente tecnico: lo si consulta perché si è apatici o aggressivi, delusi nell’amore o nel lavoro”. Sono dati che lo psichiatra e psicoterapeuta Giacomo Dacquino richiama nelle prime pagine del suo ultimo libro, dedicato al “bisogno d’amore” e all’immaturità affettiva che a tanti impedisce di dare una risposta soddisfacente a questo bisogno.
Sono una trentina di casi clinici, incorniciati da una breve introduzione e una breve conclusione. Storie di ragazze spregiudicate e insoddisfatte, schiavi del video, di internet o dello spinello, forzati della dieta e della palestra, infedeli platonici e reali, femministe castranti e maschi malati di narcisismo, uomini e donne alle prese con gli anni che passano, con malattie che mutilano.
Casi concreti, che tuttavia qui si purificano dei loro particolari contingenti e assurgono ad altrettanti paradigmi di condizioni umane purtroppo sempre più diffuse, nelle quali molti si riconosceranno. Per tutti Dacquino è un interlocutore disposto all’ascolto, all’interpretazione e infine ai consigli. E indica una via di uscita che li riassume: “E’ necessario porre rimedio alla degenerazione dei buoni sentimenti, specie nei rapporti di coppia e familiari, correggere la tendenza alla frigidità affettiva, recuperare i valori del voler bene e dell’amore maturi”.

Giacomo Dacquino: “Bisogno d’amore”, Mondadori, 180 pagine, 15.60 euro.

Il libro non l’ho ancora letto, ma mi pare interessante andare a vedere di cosa si tratta anche perché, il prossimo libro sull’argomento, lo scriviamo noi corsisti del Counselling. Che ne dite?
Paola


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