La Commissione di Psicologia dello Sport il secolo scorso.
La Commissione entra con l'anno 2000 nel suo quinto anno di attività.
Dal '95 sono stati organizzati i seguenti convegni e serate a tema:
2 Ottobre 1999 Torino Unione Industriale
Articoli: pubblicazione di 3 articoli dei membri della Commissione sulla Gazzetta dello Sport 29 Maggio 1999 oltre a numerose pubblicazioni locali.
Inoltre dal Gennaio 1999 abbiamo dato vita al Dipartimento di Psicologia dello Sport
Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie Universita' di Torino (S.U.I.S.M.).
I membri della Commissione che dall'inizio hanno portato avanti l'intera attività sono:
Con la prima riunione nel "nuovo millennio", il gruppo della Commissione è ulteriormente aumentato segno dell'interesse e delle prospettive che si stanno delineando nell'abito della nostra disciplina, come nuovo referente all'interno del Consiglio dell'Ordine si è offerto Alberto Rossati, la sua è stata una scelta in quanto è interessato allo sviluppo della materia e ritiene che vi sia spazio perché ciò avvenga, a detta sua é una delle nuove frontiere occupazionali dello psicologo.
Qualche ragione in più per parlare di Psicologia dello Sport.
Proviamo a porci qualche domanda che ci possa avvicinare più facilmente all'idea di una professione emergente quale è quella dello Psicologo dello Sport..
Domanda:
Oggi che ci troviamo in un periodo di cambiamento, dove le persone non rincorrono più i bisogni ma mirano al proprio benessere, quale legame esiste fra attività fisica, umore e creatività?
Risposta:
Esiste uno stretto legame tra il movimento in generale e l'attività del cervello, in particolare dell'emisfero cerebrale non dominante, (l'emisfero destro per i mancini e sinistro per i destrorsi), in quanto emisfero deputato alla creatività, all'inventiva, ad elaborare la musica, l'arte, a costruire in fantasia, buon umore, emisfero implicato nell'elaborazione e nella comprensione delle battute di spirito come del sarcasmo, sede dunque del pensiero divergente.
In particolare l'attività fisica, libera da schemi rigidi (allenamenti e preparazioni atletiche strettamente finalizzate a se stesse), sotto forma di attività ludico motorie, dove il gioco, la passione ed il vivo interesse del confronto e dell'incontro con gli altri, vengono ad essere vissuti in primo piano, buon umore e creatività sono assicurati.
L'apprendimento di sport sottoforma di gioco e divertimento nei bambini, se svolti correttamente, lasciando molto spazio alla libera inventiva, all'estro, (c'é sempre tempo per sistematizzare l'apprendimento e confinarlo nelle rigide regole dei risultati a tutti i costi), può costruire legami positivi per tutta la vita tra il proprio sport, un atteggiamento positivo, costruttivo nonché l'uso e la crescita del pensiero divergente (creativo) come parte essenziale di sviluppo per l'intelligenza emotiva nell'età evolutiva.
Domanda:
Se un individuo non ha una spiccata capacità di coordinamento, necessaria per certi tipi di sport, può svilupparla o si deve limitare a un semplice esercizio fisico che gli assicurerà comunque dei benefici.
Risposta:
Dipende molto dall'età del soggetto, chiunque può migliorare il proprio coordinamento psico-fisico, il problema é il tempo che si dovrebbe impiegare per ottenere dei risultati apprezzabili, ad esempio in un individuo adulto, schemi mentali costruiti in funzione delle sue necessità, risulta difficile modificare tali abitudini se non cambiando radicalmente il proprio modo di organizzare l'esperienza, occorre liberarsi dalla critica, e come per un induzione in trance ipnotica lasciarsi condurre dall'istruttore.
L'apprendimento in generale non é tanto una questione di età, anche se é indubbio che un bambino venga favorito da un apprendimento immediato (per immedesimazione al di fuori della critica), l'apprendimento é prevalentemente legato al metodo usato ed alla motivazione che si possiede, ed alla capacità di sospendere il pensiero critico (pregiudizi, credenze, superstizioni ecc.).
L'ipnosi, abitualmente da noi usata con atleti professionisti come con atleti dilettanti per migliorare prestazioni, competenze, sicurezza, permette di considerare quanto un individuo allenato ad andare in trance o attraverso l'ipnosi o l'auto-ipnosi, sia in grado di accrescere e velocizzare i propri processi di apprendimento non per nulla l'ipnosi ha spinto ad inventare formule di apprendimento efficace come il training autogeno per il rilassamento e varie forme di training mentale, tecniche di visualizzazione, definizione del focus attentivo ecc.).
Domanda:
Per quanto riguarda l'allenamento ci sono differenze in funzione dell'età? Fasi in cui è bene potenziare, consolidare o comunque non abbandonare una qualsiasi forma di esercizio fisico?
Risposta:
Dipende dallo scopo che ci si prefigge, é indubbio che per un corretto equilibrio psico-fisico é utile mantenere, fino a che fisicamente si regge, una propria attività fisica che implichi in sé aspetti piacevoli, motivanti ed interessanti, che sia dunque un attività psico-fisica, che interessi a tutti gli effetti la mentecorpo (tutto attaccato e non per un errore ortografico).
Quando si possiedono più energie è bene potenziare la parte fisica ma soprattutto sviluppare dei buoni schemi mentali che ci danno la possibilità di utilizzare al meglio le nostre risorse, prevenire gli infortuni, ottimizzare la performance.
Domanda:
Quale ruolo può avere uno Psicologo dello Sport al'interno del mondo sportivo?
Risposta:
oltre che di attivazione
il lavoro dello Psicologo dello Sport è orientato all'attività di controllo, insegnare a controllare la "macchina" psico-socio-bio-fisica.
Molte volte ci si cura di potenziare la macchina biologica, (anche con l'uso sconsiderato di sostanze dannose e illegittime), e ci si dimentica di fornire in dotazione all'atleta un "volante" per avere il controllo della "macchina".
Molto si può fare per il benessere dell'individuo orientando ad una corretta psicologia dello sport ragazzi, genitori, adulti, allenatori, tutti coloro che praticano o vivono lo sport, e che troppo spesso fanno un gran polverone generando solo confusione in merito.
L'abbandono dell'attività sportiva giovanile è in aumento, aggressività e violenza gratuita fuori e dentro agli stadi la conosciamo molto bene, il fenomeno del doping sembra incontenibile, le soluzioni cercate troppo spesso ricalcano vecchi ed inutili paradigmi positivisti che non scalfiscono neppure alla superficie i problemi.
Al contrario le ultime considerazioni delle neuroscienze sull'intelligenza, a proposito di una corretta crescita psicofisica in un individuo, pongono in posizione centrale l'intelligenza emotiva, elemento fondante della coscienza morale dell'individuo e le correlazioni tra il movimento, fondamentale alla sopravvivenza, e lo sviluppo stesso dell'intelligenza nell'individuo.
La Psicologia dello Sport risulta essere una disciplina idonea a trattare la complessità di certi fenomeni, per la sua interdisciplinarietà che prende in considerazione studi e ricerche nel campo delle neuroscienze, della cibernetica e del costruttivismo radicale.
Purtroppo in Italia, a differenze di tutto il resto del mondo occidentale, lo Psicologo dello Sport é assente come figura professionale, mentre la sua attività, proprio per la sua interdisiplinarietà, si discosta dalla psicologia classica e dagli studi specifici nel campo della psicopatologia, trovandosi nella pposizione privilegiata in cui contribuire attivamente al benessere psico-fisico dell'individuo.
La Commissione di Psicologia dello Sport il secolo a venire.
In programma per l'attività relativa all'anno 2000 si presenta ricco, a breve è prevista per il 29 Marzo 2000 alle ore 21 presso i locali dell'Ordine una serata sul tema "Ipnosi e Sport" , inoltre nel corso dell'anno seguiranno altri incontri a tema interdisciplinare, con l'intento di tenere acceso l'interesse e il confronto e per delineare meglio la professionalità operativa dello Psicologo dello Sport.
E' in progetto un nuovo convegno internazionale in collaborazione con il C.O.N.I. regionale e l'Università di Torino, dove ritrovarsi e parlare di Psicologia dello Sport in collaborazione con membri e delegati provenienti da altre realtà territoriali.
E' nostra intenzione avviare ricerche di mercato per lo sviluppo della Psicologia dello Sport in collaborazione con la facoltà di Economia e Commercio di Torino.
Tutte le attività qui riportate sono frutto di spese personali da parte dei membri della Commissione, la futura attività sarà dunque subordinata all'entità del contributo economico che l'Ordine sarà disposto a destinare allo sviluppo, divulgazione ed affermazione della Psicologia dello Sport.
Per la commissione dio Psicologia dello Sport Marco Chisotti.
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