Commissione di Psicologia dello Sport informa Aprile 1999
Verso la
costituzione di nuove figure professionali.
La Commissione di Psicologia dello Sport a seguito del suo
terzo anno di sviluppo è entrata in una fase operativa nel
tentativo di affermare e realizzare non solo una corrente di
pensiero, ma, con una concreta e reale attività, la
costituzione di figure professionali, in ambito psicologico, capaci
di operare in realtà molto diverse.
Dopo un secolo di storia per l'occidente all'insegna dello sviluppo
della comunicazione nelle sue svariate forme, stiamo entrando in un
nuovo secolo in cui l'attenzione dell'uomo è spostata sul
benessere psico-fisico dell'individuo, dove la Psicologia dello Sport
può conquistarsi un posto fondamentale dal momento che si
interessa di salute mentale e di sviluppo delle potenzialità
mente/corpo degli individui.
Utilizzando una prospettiva innovativa, all'insegna del
costruttivismo1, il nostro modello di psicologia per lo sport si
presta molto bene ad aiutare individui, suggerendo e sviluppando
qualità e competenze sempre più utili nel conoscere,
organizzare e gestire la vita nella sua complessità.
Sempre più persone si dedicano a migliorare il proprio stato
psico-fisico in centri, palestre, luoghi dove poter praticare sport
ed ottenere prestazioni orientate a restituire equilibrio e
benessere; persino grandi aziende, negli USA in particolare, hanno
adottato strategie orientate al benessere, introducendo palestre e
centri fitness al loro interno, spingendo i propri dipendenti, anche
in orario di lavoro, a frequentare tali centri, tutto questo dopo
aver scoperto quanto risparmiavano in assenze per malattia e permessi
per cure e visite mediche. Ora la Psicologia dello Sport é la
disciplina più indicata a fissare gli elementi idonei a
restituire equilibrio e benessere a tutti coloro che, pur non essendo
disturbati psicologicamente, vogliono migliorare il proprio stato
psico-fisico, ecco la ragione del grande sviluppo e affermazione
della psicologia dello sport nella maggior parte dei paesi
occidentali.
A tale proposito alcuni membri della Commissione hanno istituto,
presso la sede dell'I.S.E.F. di Torino, un Dipartimento di Psicologia
dello Sport con la finalità di organizzare e coordinare
l'attività della Psicologia dello Sport in Piemonte. In questo
quadro, oltre ai servizi di consulenza, ricerca, diagnostica e
psicoterapia individuale e di gruppo, il Dipartimento ha istituito
corsi di formazione di diversi livelli, in modo da preparare e
corredare delle specifiche tecniche, metodiche e nozioni teoriche
chiunque volesse specializzarsi in questa disciplina, e così
offrire nuovi sbocchi professionali a studenti e professionisti
impegnati nello sport.
Nello sport moderno in effetti ormai non si può più
prescindere dal contributo della psicologia nella preparazione
dell'atleta, e degli operatori sportivi, così come in tutte le
implicazioni sociali, organizzative, comunicative e promozionali che
tale attività comporta; e questo non vale solo per lo sport in
senso stretto, ma anche per qualsiasi attività motoria mirante
alla crescita, alla correzione, al recupero funzionale, al sostegno
nel caso di malattie invalidanti.
Tra i corsi di formazione istituiti inizieranno, dal mese di maggio
1999, un Corso Base, e, a partire dall'autunno, un
Master di approfondimento in aree di perfezionamento
specifiche.
Tra le finalità
del Dipartimento con stretto riferimento all'attività della
Commisione:
La formazione.
Il dipartimento intende sviluppare un lavoro formativo su aree
differenti di professionalità organizzando:
1. Riunioni seminari, corsi e specializzazioni in psicologia dello
sport.
2. Formazione in psicologia dello sport rivolta a tutti gli operatori
del settore.
3. Master in aree specifiche di interesse.
4. Aggiornamento e riqualifica su diverse competenze
professionali.
La
ricerca.
Il dipartimento in collaborazione con il Centro di Medicina
preventiva e di ricerche in scienze motorie sempre dell'I.S.E.F.,
organizza e svolge attività nel campo della psicologia ed in
particolare nella psicologia dello sport; attiva e opera inoltre con
tutte quelle Istituzioni, private e pubbliche, che intendono avviare
un lavoro di ricerca e sperimentazione nell'ambito della psicologia
dello sport.
Il lavoro di ricerca prevede:
- indagini statistiche sulla popolazione
- sperimentazione ed ipotesi dell'attività fisico-sportiva
- studio ed elaborazione dei dati ottenuti dalle indagini
- pubblicazioni e commenti sul lavoro svolto
La consulenza.
Il dipartimento fornisce consulenza per l'orientamento allo sport
in età adolescenziale, ottimizzazione della performance
agonistica, progetti di intervento su singoli atleti, squadre,
federazioni, enti e società sportive. In collaborazione con
colleghi di altre regioni d'Italia, il dipartimento fornisce inoltre
dati e risultati di ricerche effettuate nel campo della psicologia
dello sport, disponibili presso la propria banca dati.
Inoltre il dipartimento, sempre in stretta collaborazione con la
Commissione di Psicologia dello Sport promuove iniziative culturali e
informative avvalendosi di strumenti di comunicazione quali convegni,
tavole rotonde, giornate di studio, seminari, dibattiti etc, dialoga
con i mass-media mediante articoli e pubblicazioni.
Attraverso l'intera attività del dipartimento e della
commissione intendiamo quindi essere operativi sul territorio
piemontese; per ogni informazione e comunicazione di pubblico
interesse, per poter dialogare con colleghi ed operatori sportivi,
per la diffusione della cultura legata al mondo dello sport siamo a
disposizione presso i locali
del
DIPARTIMENTO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT,
I.S.E.F., ISTITUTO SUPERIORE DI EDUCAZIONE FISICA PIAZZA
BERNINI 12 TEL 011 7764708 FAX 011748251 10143 TORINO, come a
tutte le riunioni della commissione stessa presso i locali
dell'ORDINE, regolarmente comunicate alla segreteria.
Per la Commissione di psicologia dello Sport dr. Chisotti Marco.
1 Breve nota sul
Costruttivismo.
Con costruttivismo si indica un orientamento, condiviso in molte
discipline, secondo il quale la realtà non può essere
considerata come un qualcosa di oggettivo, indipendente dal soggetto
che la esperisce, perché è il soggetto stesso che crea,
costruisce, inventa ciò che crede che esista. La realtà
non può essere considerata indipendente da colui che la
osserva, dal momento che è proprio l'osservatore che le
dà un senso partecipando attivamente alla sua costruzione.
Secondo i contributi dei suoi principali esponenti (George Kelly,
Ernst von Glasesfeld, Heintz von Foerster, Umberto Maturana,
Francisco Varela, ecc.), gli assunti più importanti condivisi
dai costruttivisti possono essere così sintetizzati:
a) partecipazione attiva dell'individuo nella costruzione della
conoscenza;
b) esistenza di una struttura cognitiva di base che, in ogni
soggetto, dà una determinata forma all'esperienza;
c) visione dell'uomo come un sistema auto-organizzantesi che protegge
e mantiene la propria integrità.
Il concetto fondamentale del costruttivismo è che la
conoscenza umana, l'esperienza, l'adattamento, sono caratterizzati da
una partecipazione attiva dell'individuo. Siamo noi che letteralmente
creiamo le "realtà" alle quali poi rispondiamo. Questo aspetto
costituisce un punto fondamentale nella "Teoria dei Costrutti
Personali" di G.A. Kelly (1955), autore comunemente considerato uno
dei padri del costruttivismo in psicologia. Le capacità del
sistema non sono esclusivamente reattive (classificare e organizzare
le informazioni in arrivo) ma sono funzionalmente anticipatorie e
attive.
Si possono individuare due tipi di costruttivismo: il costruttivismo
critico e il costruttivismo radicale.
I costruttivisti critici sono essenzialmente "realisti": non
negano l'esistenza di un mondo fisico reale, sebbene riconoscano i
limiti nel conoscere questo mondo direttamente o approssimativamente.
Nell'ambito della psicologia del lavoro le implicazioni dei concetti
di cui il costruttivismo si fa portavoce portano a considerare le
organizzazioni come luogo paradigmatico in cui la realtà
costruita viene socialmente condivisa. La visione che i membri di
un'organizzazione hanno sia del mondo che dell'organizzazione stessa
in-fluenza le attività svolte, le decisioni da prendere, le
strategie da seguire e, in ultima analisi, l'intervento
dell'organizzazione nella realtà.
Il considerare i soggetti come coloro che costruiscono, interpretano
le realtà, con le quali poi l'organizzazione si trova a fare i
conti, porta necessariamente a focalizzare l'attenzione sull'analisi
dei processi soggettivi che so-stanziano la realtà
organizzativa.
I costruttivisti radicali negano qualsiasi tipo di esistenza
che vada oltre a quella prodotta dai pensieri. La conoscenza non
riguarda più una realtà "oggettiva" ontologica, ma
esclusivamente l'ordine e l'organizzazione di esperienze nel mondo
del nostro esperire. E' un approccio non convenzionale al problema
della conoscenza e del sapere. Parte dallíidea che la
conoscenza, non importa come sia definibile, è nella testa
delle persone, il soggetto pensante non ha alternative diverse dal
costruire quello che conosce in base alle proprie esperienze.
L'elaborazione dellíesperienza costituisce líunico
mondo nel quale coscientemente si vive; la vita può essere
raggruppata in diverse categorie di esperienza, quali le cose, se
stessi, gli altri, e così a seguire, ma tutti i tipi di
esperienza sono essenzialmente soggettivi, e sebbene si possa trovare
modo di credere che la propria realtà possa non essere diversa
da quella delle altre persone, non si ha alcuna maniera di sapere se
sia la stessa, così anche per ciò che riguarda
líesperienza e líinterpretazione del linguaggio.