Commissione di Psicologia dello Sport informa Aprile 1999


Bollettino Ottobre 1999

Bollettino Dicembre 1999


Verso la costituzione di nuove figure professionali.

La Commissione di Psicologia dello Sport a seguito del suo terzo anno di sviluppo è entrata in una fase operativa nel tentativo di affermare e realizzare non solo una corrente di pensiero, ma, con una concreta e reale attività, la costituzione di figure professionali, in ambito psicologico, capaci di operare in realtà molto diverse.
Dopo un secolo di storia per l'occidente all'insegna dello sviluppo della comunicazione nelle sue svariate forme, stiamo entrando in un nuovo secolo in cui l'attenzione dell'uomo è spostata sul benessere psico-fisico dell'individuo, dove la Psicologia dello Sport può conquistarsi un posto fondamentale dal momento che si interessa di salute mentale e di sviluppo delle potenzialità mente/corpo degli individui.
Utilizzando una prospettiva innovativa, all'insegna del costruttivismo1, il nostro modello di psicologia per lo sport si presta molto bene ad aiutare individui, suggerendo e sviluppando qualità e competenze sempre più utili nel conoscere, organizzare e gestire la vita nella sua complessità.
Sempre più persone si dedicano a migliorare il proprio stato psico-fisico in centri, palestre, luoghi dove poter praticare sport ed ottenere prestazioni orientate a restituire equilibrio e benessere; persino grandi aziende, negli USA in particolare, hanno adottato strategie orientate al benessere, introducendo palestre e centri fitness al loro interno, spingendo i propri dipendenti, anche in orario di lavoro, a frequentare tali centri, tutto questo dopo aver scoperto quanto risparmiavano in assenze per malattia e permessi per cure e visite mediche. Ora la Psicologia dello Sport é la disciplina più indicata a fissare gli elementi idonei a restituire equilibrio e benessere a tutti coloro che, pur non essendo disturbati psicologicamente, vogliono migliorare il proprio stato psico-fisico, ecco la ragione del grande sviluppo e affermazione della psicologia dello sport nella maggior parte dei paesi occidentali.
A tale proposito alcuni membri della Commissione hanno istituto, presso la sede dell'I.S.E.F. di Torino, un Dipartimento di Psicologia dello Sport con la finalità di organizzare e coordinare l'attività della Psicologia dello Sport in Piemonte. In questo quadro, oltre ai servizi di consulenza, ricerca, diagnostica e psicoterapia individuale e di gruppo, il Dipartimento ha istituito corsi di formazione di diversi livelli, in modo da preparare e corredare delle specifiche tecniche, metodiche e nozioni teoriche chiunque volesse specializzarsi in questa disciplina, e così offrire nuovi sbocchi professionali a studenti e professionisti impegnati nello sport.
Nello sport moderno in effetti ormai non si può più prescindere dal contributo della psicologia nella preparazione dell'atleta, e degli operatori sportivi, così come in tutte le implicazioni sociali, organizzative, comunicative e promozionali che tale attività comporta; e questo non vale solo per lo sport in senso stretto, ma anche per qualsiasi attività motoria mirante alla crescita, alla correzione, al recupero funzionale, al sostegno nel caso di malattie invalidanti.
Tra i corsi di formazione istituiti inizieranno, dal mese di maggio 1999, un Corso Base, e, a partire dall'autunno, un Master di approfondimento in aree di perfezionamento specifiche.

Tra le finalità del Dipartimento con stretto riferimento all'attività della Commisione:

La formazione.

Il dipartimento intende sviluppare un lavoro formativo su aree differenti di professionalità organizzando:
1. Riunioni seminari, corsi e specializzazioni in psicologia dello sport.
2. Formazione in psicologia dello sport rivolta a tutti gli operatori del settore.
3. Master in aree specifiche di interesse.
4. Aggiornamento e riqualifica su diverse competenze professionali.

La ricerca.

Il dipartimento in collaborazione con il Centro di Medicina preventiva e di ricerche in scienze motorie sempre dell'I.S.E.F., organizza e svolge attività nel campo della psicologia ed in particolare nella psicologia dello sport; attiva e opera inoltre con tutte quelle Istituzioni, private e pubbliche, che intendono avviare un lavoro di ricerca e sperimentazione nell'ambito della psicologia dello sport.
Il lavoro di ricerca prevede:
- indagini statistiche sulla popolazione
- sperimentazione ed ipotesi dell'attività fisico-sportiva
- studio ed elaborazione dei dati ottenuti dalle indagini
- pubblicazioni e commenti sul lavoro svolto

La consulenza.

Il dipartimento fornisce consulenza per l'orientamento allo sport in età adolescenziale, ottimizzazione della performance agonistica, progetti di intervento su singoli atleti, squadre, federazioni, enti e società sportive. In collaborazione con colleghi di altre regioni d'Italia, il dipartimento fornisce inoltre dati e risultati di ricerche effettuate nel campo della psicologia dello sport, disponibili presso la propria banca dati.

Inoltre il dipartimento, sempre in stretta collaborazione con la Commissione di Psicologia dello Sport promuove iniziative culturali e informative avvalendosi di strumenti di comunicazione quali convegni, tavole rotonde, giornate di studio, seminari, dibattiti etc, dialoga con i mass-media mediante articoli e pubblicazioni.

Attraverso l'intera attività del dipartimento e della commissione intendiamo quindi essere operativi sul territorio piemontese; per ogni informazione e comunicazione di pubblico interesse, per poter dialogare con colleghi ed operatori sportivi, per la diffusione della cultura legata al mondo dello sport siamo a disposizione presso i locali del
DIPARTIMENTO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT, I.S.E.F., ISTITUTO SUPERIORE DI EDUCAZIONE FISICA PIAZZA BERNINI 12 TEL 011 7764708 FAX 011748251 10143 TORINO, come a tutte le riunioni della commissione stessa presso i locali dell'ORDINE, regolarmente comunicate alla segreteria.

Per la Commissione di psicologia dello Sport dr. Chisotti Marco.

1 Breve nota sul Costruttivismo.

Con costruttivismo si indica un orientamento, condiviso in molte discipline, secondo il quale la realtà non può essere considerata come un qualcosa di oggettivo, indipendente dal soggetto che la esperisce, perché è il soggetto stesso che crea, costruisce, inventa ciò che crede che esista. La realtà non può essere considerata indipendente da colui che la osserva, dal momento che è proprio l'osservatore che le dà un senso partecipando attivamente alla sua costruzione. Secondo i contributi dei suoi principali esponenti (George Kelly, Ernst von Glasesfeld, Heintz von Foerster, Umberto Maturana, Francisco Varela, ecc.), gli assunti più importanti condivisi dai costruttivisti possono essere così sintetizzati:

a) partecipazione attiva dell'individuo nella costruzione della conoscenza;

b) esistenza di una struttura cognitiva di base che, in ogni soggetto, dà una determinata forma all'esperienza;

c) visione dell'uomo come un sistema auto-organizzantesi che protegge e mantiene la propria integrità.

Il concetto fondamentale del costruttivismo è che la conoscenza umana, l'esperienza, l'adattamento, sono caratterizzati da una partecipazione attiva dell'individuo. Siamo noi che letteralmente creiamo le "realtà" alle quali poi rispondiamo. Questo aspetto costituisce un punto fondamentale nella "Teoria dei Costrutti Personali" di G.A. Kelly (1955), autore comunemente considerato uno dei padri del costruttivismo in psicologia. Le capacità del sistema non sono esclusivamente reattive (classificare e organizzare le informazioni in arrivo) ma sono funzionalmente anticipatorie e attive.
Si possono individuare due tipi di costruttivismo: il costruttivismo critico e il costruttivismo radicale.

I costruttivisti critici sono essenzialmente "realisti": non negano l'esistenza di un mondo fisico reale, sebbene riconoscano i limiti nel conoscere questo mondo direttamente o approssimativamente. Nell'ambito della psicologia del lavoro le implicazioni dei concetti di cui il costruttivismo si fa portavoce portano a considerare le organizzazioni come luogo paradigmatico in cui la realtà costruita viene socialmente condivisa. La visione che i membri di un'organizzazione hanno sia del mondo che dell'organizzazione stessa in-fluenza le attività svolte, le decisioni da prendere, le strategie da seguire e, in ultima analisi, l'intervento dell'organizzazione nella realtà.
Il considerare i soggetti come coloro che costruiscono, interpretano le realtà, con le quali poi l'organizzazione si trova a fare i conti, porta necessariamente a focalizzare l'attenzione sull'analisi dei processi soggettivi che so-stanziano la realtà organizzativa.

I costruttivisti radicali negano qualsiasi tipo di esistenza che vada oltre a quella prodotta dai pensieri. La conoscenza non riguarda più una realtà "oggettiva" ontologica, ma esclusivamente l'ordine e l'organizzazione di esperienze nel mondo del nostro esperire. E' un approccio non convenzionale al problema della conoscenza e del sapere. Parte dallíidea che la conoscenza, non importa come sia definibile, è nella testa delle persone, il soggetto pensante non ha alternative diverse dal costruire quello che conosce in base alle proprie esperienze. L'elaborazione dellíesperienza costituisce líunico mondo nel quale coscientemente si vive; la vita può essere raggruppata in diverse categorie di esperienza, quali le cose, se stessi, gli altri, e così a seguire, ma tutti i tipi di esperienza sono essenzialmente soggettivi, e sebbene si possa trovare modo di credere che la propria realtà possa non essere diversa da quella delle altre persone, non si ha alcuna maniera di sapere se sia la stessa, così anche per ciò che riguarda líesperienza e líinterpretazione del linguaggio.


ARTICOLI E NOVITA'

PSICOLOGIA SPORT

PAGINA PRINCIPALE

IPNOSI COSTRUTTIVISTA

CORSI FORMAZIONE