Francesco Daberdaku

 

POESIE

 

CASTELLI DI SABBIA

 

 

Viaggiando

 

 

Viaggiando con la mente

all’interno di un sogno

ho costruito castelli

che eran solo di sabbia

ed ho volato con ali

che eran solo di carta.

Ma c’eran conchiglie

dentro a quella sabbia,

e quella carta era colma

di belle parole.

 

 

Fiori

Fiori che colsi

dentro al mio stesso cuore

per metterli in un vaso

all’interno dell’anima.

Seminati dal tempo

germogliarono in fretta

e prima che appassissero

li dovetti recidere.

E ne feci un bel mazzo

dal profumo soave,

ma sul prato del cuore

restano solo le lacrime

che ho dovuto versare

per poter cogliere

il meglio di me.

 

 

Sogno fuggente

 

 

Afferrare per i capelli

un sogno che si dilegua

nell’alba che sorge

prima che fugga veloce

per ricordarlo com’era

senza dovervi aggiungere

ciò che la razionalità

ne deforma l’immagine.

E, aggrappandosi a questo sogno

mantenerne l’illusione

carezzandola con una mano

e tenendola stretta con l’altra

come un amante

tenero e brutale

che non vuol perdere

l’oggetto del suo amore.

 

 

Nel sole

 

 

Mi sdraio nel sole

e con esso mi fondo,

e mi sento splendere

a illuminare il mondo.

E’ mio questo mondo, è dentro di me

e ti ci accolgo, caldo,

a dividerlo insieme.

E questo sole e questo mondo

divengono tutt’uno

e si spandono attorno

in un’unica luce

che rotola nel cielo

a illuminare il nulla.

 

 

Voglia di piangere

 

 

Soffrire dentro

e aver voglia di piangere

privi di un luogo ove poterlo fare

e soffocarla dentro questa voglia

e sentirla scendere

nel petto e dentro al cuore,

sentirla sotto la pelle

e nelle spalle che si stringono

e negli occhi che si appannano

colmi di lacrime

che non possono scendere

per non essere viste,

e parlar d’altro

tramutando in gioia

agli occhi degli altri

ciò che è solo tristezza

e di quanto si soffre

non lo saprà mai nessuno.

 

 

 

Come una piuma

 

 

M’immergo nel tempo

e mi beo

di sensazioni nuove

e di ricordi antichi,

e come una piuma

mi lascio trasportare

in un vortice di quiete,

e mi sento carezzare

da un cielo senza vento

in un universo senza confini

dove il corpo non ha materia

e la mente pura

veleggia libera

in un oceano di freschezza

tra sconosciuti lidi

persi nell’infinito

e nell’eternità.

 

 

 

Non come prima

 

 

Quando la incontrai

mi scoprii più vivo

e si fece strada

un sentimento nuovo,

e la gioia

divenne dolcezza,

la dolcezza poesia,

la poesia tristezza.

Poi ancora gioia,

ma non come prima;

poi ancora dolcezza,

ma non come prima;

poi ancora poesia,

ma non come prima;

poi ancora tristezza,

e questa sempre uguale.

Ma il ricordo è sublime

e quel sentimento,

che non vuol morire,

con la sua carezza

mi mantiene vivo.

 

 

 

Il tuo viso

 

 

Vedo il tuo viso

dietro scintillanti ragnatele

che, bagnate di rugiada,

scintillano nel sole

come argentei veli.

E non posso raggiungere

il tuo sorriso dolce

e le tue calde labbra

che, come un miraggio,

son vicinissime

ma inafferrabili.

E’ troppo bello questo velo,

è troppo dolce quest’immagine

per poterla distruggere,

e la conservo così

solo dentro al cuore.

 

 

 

Resurrezione

 

 

Eravamo già morti

prima ancora di nascere

perché ciò che volevano per noi

non era vita,

era un’immagine altrui

vuota di noi stesso.

E per risorgere, quanta fatica,

quanta amarezza e quanto dolore;

ci siamo rosi dentro

per riacquistare noi stessi,

per essere ancora ciò che eravamo

quando della vita eravamo

solo l’essenza.

Ci siamo conficcati

le nostre stesse unghie

nel cuore e nell’anima,

negli occhi e nella mente,

per lacerare ciò che il tempo

vi aveva accumulato, e liberare

ciò che ne era sepolto

per poterlo far risplendere

alla luce del sole

in una luminosità abbagliante

che né palpebre chiuse

né coprenti mani

potranno mai fermare.

Ed entrerà in occhi

che ne resteranno solo accecati

perché non vorranno vedere,

ma in altri occhi,

puri come i nostri, penetrerà con dolcezza

a fondere la nostra luce con la loro

e in essa riscopriremo noi stessi

e potremo riscaldarci

nel nostro stesso sole.

 

 

I tuoi occhi

 

Vedo i tuoi occhi dietro alle lenti

come attraverso una sfera di cristallo,

ed oltre a questo vetro io ci sono entrato

a vederli brillare da vicino della loro luce,

ed era una luce che veniva da dentro,

dall’anima e dal cuore, e mi avvolgeva

come una nuvola, immergendomi in essa.

Ed era soave, dolce ed estasiante

la carezza di questo sguardo, e rivedendolo

con gli occhi della mente, rimane puro

e brillante come allora, e questa carezza

che sembrava ormai ruvida, non lo è affatto,

perché la sento ancora e di essa mi beo nel sogno,

e, per chi i sogni li ha vissuti,

questi sono realtà.

 

 

Ricordi

 

 

Ascoltando un disco di vent’anni fa

e guardando nella fiamma dentro al focolare

rivedo immagini della nostra verde età,

quella che era ed alberga ancora nei nostri cuori,

e mentre lingue di fuoco scintillano

e sembrano divorare la nostra vita

portandosene via i resti avvolti nel fumo,

questi ricordi mi allargano il cuore

in una dolce tristezza che mi inumidisce

gli occhi ma non mi toglie il sorriso

perché questa sensazione che fa vibrare la pelle

in un brivido, è solo dolcezza

e non è triste questa tristezza,

è solo malinconia di cose belle,

e più la fiamma si fa viva

più sono consapevole che i ricordi

non sono cose morte

ma sempre vivi dentro di noi.

Vivono ancora e sono parte della nostra vita.

 

 

 

Settembre

 

 

A settembre

muoiono i sogni

spazzati dall’autunno

come foglie secche.

Sogni fioriti

sui verdi rami del cuore

che prima di cadere

brillano ancora

come raggi luminosi

tra le ingiallite foglie

che ancora gaie

riescono a splendere

dei colori più belli.

 

 

 

Novembre

 

 

Mi seppellisce, Novembre,

sotto un manto di foglie secche

ferito dietro ad una porta chiusa

senza una parola mai udita

da sorridenti labbra che ho conosciute,

senza uno sguardo che ho avuto,

che ho ridesiderato uguale

e forse non avrò più.

Ma quella coltre che mi ricopre

non sarà già il mio sudario,

il sangue gela, ma il cuore vive

e prima di morire combatto ancora

fino all’ultima goccia di sangue

fino all’ultimo respiro.

 

 

 

Immagine

 

 

L’immagine che ora mi giunge

ha vent’anni o poco più

ed è un’immagine dolcissima

perché rivista nel tempo

conserva ancora

la sua freschezza;

perché noi non siamo diversi

siamo ancora quelli di allora,

quelli che eravamo

e non sapevamo d’essere,

e ciò che abbiamo saputo

aggiungere a quell’immagine

che credevamo consumata

la rinverdisce del verde

più tenero e delicato

e non c’è niente

che la possa far sbiadire.

 

 

La verità

 

 

Sentimenti sepolti

sotto mucchi di rena

per non volerli vedere,

ma non si cancellano

se questi son veri.

Si può distrar la mente

un attimo, un’ora,

un giorno od una vita,

ma ciò che è vero

non si lascia uccidere,

salta sempre fuori

quando meno te lo aspetti.

 

 

 

Il puntaspilli

 

 

Mi sento

come un puntaspilli

su cui tutti piantano

il proprio ago.

Il primo fa male,

poi mi ci abituo;

anche il secondo,

poi mi ci abituo;

il terzo pure,

e così via.

Ma quando di aghi

ne sono colmo

o ne tolgono alcuni

o la tela si strappa.

Ma ciò nonostante

continuano a usarmi.

 

 

 

Draghi

 

 

Io non sono di questo tempo.

Sono forse un cavaliere errante

che cerca la sua battaglia.

Ma le battaglie di oggi

non sono più quelle del mio tempo.

Si credette che i draghi

si fossero estinti

con la scomparsa dei maghi;

ma quando questi finirono

i draghi cambiarono solo forma

e sono ancora tra noi.

 

 

 

 

OCEANI IMPAZZITI

 

 

 

 

L’ala del sogno

 

 

L’ala bianca del sogno

mi cullò un mattino

e mi riempì il cuore

di nostalgia.

Mi appannò gli occhi

e mi frantumò la voce

come sempre mi accade

quando mi sento avvolto

dall’alito della vita

e sto per rivivere

gli affetti più teneri.

Lei era lì,

apparentemente quieta,

con le stesse emozioni

che stentava a reprimere

tra imbarazzanti silenzi,

e mi guardava

con gli occhi velati

che, timorosi,

volevano esprimere

ciò che non mi poteva dire.

 

 

 

 

Come un tarlo

 

 

S’insinuò come un tarlo

nei miei pensieri

un sentimento nuovo

a scavarmi l’anima

e un’antica emozione

da tempo sopita

si risvegliò dal nulla

rinnovata nel tempo

e mi riempì il cuore

con quella sensazione

tenera e selvaggia

la cui inquietudine

ti eleva al cielo

oltre l’infinito

e insieme ti sprofonda

oltre la nuda terra.

 

 

Emozioni

 

 

C’è qualcosa di nuovo nell’aria

ma non ci è consentito

di respirarne il profumo.

Sono solo emozioni

scaturite dal cuore

che se ne stanno sospese

a navigare nel nulla

pronte ad essere colte

dagli istinti più puri.

Ma le dobbiamo lasciare

veleggiare nel tempo

affinchè la tempesta

non le debba ghermire.

 

 

Attimi

 

 

Attimi,

persi nel sole

e cullati dal vento

sospesi nell’aria

per captarli col cuore

composti solo

di fugaci sguardi

da occhi che brillano

di rotta emozione,

di cauti sorrisi

e di mezze parole

che prendono il posto

di un bacio mai dato

neppure a fior di labbra

e di frasi mai dette

per non rovinare tutto.

Strani momenti

da vivere in fretta

nel più profondo dell’anima

prima che la paura

ne spezzi l’incantesimo.

 

 

 

 

Sentimento strano

 

 

Amo l’amore

come esso ama me.

Mi baciò più volte

sulle labbra dell’anima

tra soavi musiche

di magici violini

e profumati petali

di mille e un fiore

mentre aliti di vento

freschi e turbinosi

agitavano i sogni

e li trasportavano

non già su quieti

ed assolati lidi

ma li sbattevano forte

su oceani impazziti.

Eppur lo amo

questo sentimento strano.

 

 

 

 

 

 

 

Dolci sensazioni

 

 

Piccole cose

troppo grandi per noi

riposte con cura

nei cassetti del cuore

chiudendole a chiave

a doppia mandata

affinchè la memoria

non ne uscisse furtiva

a ricordarci un affetto

che non potevamo vivere.

Eppure eran dolci

quelle sensazioni

che si agitavano in noi

rendendoci inquieti

e fuggitivi.

Fuggivamo da ciò

che ci rendeva felici

per angosciosa paura

di restar coinvolti

in qualcosa di magico

che prima o poi

ci avrebbe spezzato.

 

 

 

Sulle rive del tempo

 

 

Un dì c’incontrammo

sulle rive del tempo

e ci guardammo fissi

senza sapere perché.

Non sapevamo ancora

ciò che il destino

aveva in serbo per noi,

e ci trovammo smarriti

tra i confini del cuore

come bussole impazzite

senza una precisa meta,

e il sentimento

annientò la ragione

spezzando le catene

che imprigionavano i sogni.

 

 

 

 

Con me

 

 

T’ho portata con me

a navigare nei sogni

negli azzurri oceani

della fantasia

là dove il tempo

non ha più limiti

ed il silenzio

è solo poesia,

e i nostri corpi

teneramente avvinti

nel magico abbraccio

della più pura passione

suggellavano un patto

che sarebbe rimasto scritto

nei nostri cuori.

 

 

 

 

Segrete immagini

 

 

Immagini segrete

scolpite nella memoria

unico scrigno

ove poter nasconderle.

Incise sul cuore

e non sulla pietra

per farle risplendere

della luce più pura

senza che il tempo

le possa corrodere.

 

 

 

 

Come un’ape

 

 

Come un’ape mi posai

su un profumato fiore

a succhiarne l’essenza

tra bianche corolle,

ma mi fu consentito

soltanto per poco

di inebriarmi furtivo

del suo profumo soave

per non farlo appassire

tra atroci tormenti.

 

 

Timido bacio

 

 

Tiepido calore

di un timido bacio

dato di fretta

sfiorando appena

due labbra che fuggono.

Non fuggenti da me

ma da loro stesse

da ciò che vorrebbero

ma non osano dare

per paura di vivere

proibite emozioni.

Eppure le immagino

seppure nel sogno

voler ricambiare

un tenero affetto

e dolcemente posarsi

morbide sulle mie.

 

 

 

 

Fiore di campo

 

 

Si risvegliò all’alba

di un fresco mattino

un fiore di campo

neppur dei più belli

che però in se aveva

desiderio di vivere

la fresca carezza

di un alito di vento

e di farsi baciare

da gocce di rugiada

nell’attesa di chi

lo avrebbe raccolto

per poi rinchiuderlo

con tenero affetto

a vivere sempre

tra le ingiallite pagine

dei più cari ricordi.

 

 

 

Gettato via

 

 

Mi sono sentito

gettato via

come una scarpa stretta

che voleva calzare

un fatato piedino

credendo di vivere

una magica fiaba.

Mi sono sentito

come la punta

di una matita

violentemente spezzata

sopra una nuda roccia.

Calpestato nell’anima

e lacrimante nel cuore

con l’orgoglio spezzato

da una risposta

che aspettavo diversa.

Ma non le ho creduto

per un solo momento

e preferisco pensare

che sia una bugia

perché un bel sentimento

non può essere ucciso.

 

 

Non una parola

 

 

Cosa mi resta

da ricordare?

Soltanto momenti

abilmente repressi

composti solo

di nodi alla gola,

di occhi commossi,

di strette di mano,

fors’anche un sorriso

e una frase allusiva.

Non una parola

più ampia di tanto,

né una carezza

a sfiorarmi il viso,

neppure lo slancio

di un bacio improvviso,

né l’illusione

di avere vissuto

per un solo momento

qualcosa che avesse

un significato.

Ma ciò nonostante

mai e poi mai vorrei

guardarmi allo specchio

dovendomi chiedere

se, tutto sommato,

ne valeva la pena.

 

 

Giochi

 

 

Eravamo bambini

e giocavamo

con le ali della fantasia

nei verdi prati dell’innocenza.

Poi vivemmo la giovinezza

e cominciammo a giocare

tra dubbi e tormenti

nei giardini del cuore,

ma pur sempre

con le stesse ali.

Infine ci addentrammo

in quella che sembrava

la maturità,

e ai nuovi e sempre

più fragili giochi

volemmo tagliare

quelle bianche ali

tentando di farli

scendere al suolo,

e in questo modo

li facemmo cadere.

Eppure eravamo

gli stessi di sempre.

 

 

Veloce nel vento

 

 

Ho corso veloce

inseguendo il vento

là dove i limiti

non hanno confini

e mi sono smarrito

tra candide nuvole

credendo d’essere

un bianco gabbiano

alla ricerca

di remote isole

ave lasciare

la propria impronta.

Quando mi colse

un temporale

e, tra fulmini e tuoni,

mi si ruppe un’ala,

e le uniche tracce

che potei lasciare

furono quelle

delle mie ferite.

Però avevo pur sempre

lasciato qualcosa.

 

 

 

Pensieri e parole

 

 

E’ bello, dissi,

saper di essere

negli altrui pensieri,

e mentre parlavamo

col tempo che ci fuggiva

mi stringeva le mani

come un cenno d’intesa

a significare un affetto

che era ancora vivo.

Ci sei…Ci sei…

mi rispose piano

nel tono di chi

parla al proprio cuore

e tra un soffocato

e commosso sorriso

nell’andare via

mi lanciò un’occhiata

breve e malinconica

che non poteva dire

che cose già dette

ma che vivevano ancora

nei nostri ricordi.

 

 

 

Magica sorgente

 

 

Assetati di sensazioni

ci siamo abbeverati

alla magica sorgente

dell’immaginazione

là dove il nulla

ti scende nelle viscere

inebriandoti

col suo sapore.

E mentre volevamo

intensamente vivere

qualche emozione

ci negavamo il tutto

accontentandoci

di sole parole

rimandando ogni cosa

a tempi migliori

e, senza accorgerci,

ci lasciavamo alle spalle

la nostra gioventù.

 

 

 

 

 

 

Tappi di bottiglia

 

 

Siamo come tappi

di una bottiglia

che galleggiano leggeri

dentro una placida

coppa di Champagne

dopo aver provato

l’ebbrezza del volo

liberati da un vincolo

che ci stava stretto

dalla frizzante euforia

di mille bollicine.

E ci lasciamo trasportare

da una quieta apatia

nella vana speranza

di esser riusati

per tappare ancora

un’altra fonte

di uguale freschezza,

per riprovare

un’emozione più forte

che ci faccia volare

più in alto di prima.

 

 

 

Pensieri proibiti

 

 

Segreti pensieri

vaganti nel vuoto

dove non alberga

alcuna materia.

Strani pensieri

che si rincorrono

in un girotondo

non sempre festoso.

Pensieri proibiti

che dovremmo rinchiudere

in un buio cassetto

tra ammuffiti ricordi.

Ma non tutti possiedono

un cuore di pietra

e con la consapevolezza

di qualcosa che esiste

e al tempo stesso non c’è

li lascio vagare

liberi nella mente.

Ma creano solo

una gran confusione.

 

 

 

 

Calici di cristallo

 

 

Siamo come fragili

e luccicanti calici

di trasparente

e puro cristallo

posati su un vecchio

e traballante tavolino

che, nel tremare,

ad ogni soffio di vento

ci accosta l’un l’altro

facendoci tintinnare

in un unico

e delicato suono

mentre corriamo

il rischio di cadere

in attesa che un urto

più forte degli altri

ci frantumi mischiando

i miei cocci coi tuoi.

 

 

 

 

 

 

 

Neppure un istante

 

 

Sembrano storie storte

ma nell’attimo

in cui le viviamo

ci rendono padroni

della nostra vita.

Quando però volevamo

esser padroni

della nostra vita

non riuscivamo

ad aver nostro

neppure un istante.

 

 

 

Girovagare

 

 

Girovagare attorno

ai propri pensieri

assentemente assorti

in uno dei tanti

che non si riesce

ad afferrare

come se fosse

qualcosa di magico

che un incantesimo

ha condannato

a vagare nel nulla

negli oscuri meandri

della realtà più vera.

 

 

 

Le sbarre del tempo

 

 

Mi sento imprigionato

tra le sbarre del tempo

che invisibili incatenano

ogni attimo di vita

senza permetterci

di trovare noi stessi

facendo diventare

un sogno proibito

ogni anelito di libertà.

 

 

 

 

 

 

L’appuntamento

 

 

Nella mia vita

manca sempre

un appuntamento

e nella veloce

clessidra del tempo

inseguo qualcosa

che non so cos’è

e mentre la sabbia

in fretta si consuma

la sento scivolare

sulla mia esistenza.

  

 

CONCHIGLIE

 

 

Furtivo nel buio

 

 

Ho felpato i miei passi

per entrarti nel cuore

attento a non fare

troppo rumore,

ma camminando

furtivo nel buio

nella gran fretta

sono inciampato

e rompendo il silenzio

son caduto facendo

un fracasso infernale,

ma la cosa alla fine

non ti è dispiaciuta,

ci siamo così

guardati negli occhi

e insieme ci siam fatti

una sonora risata.

 

 

 

Cavalcando nel tempo

 

 

Ho cavalcato

impetuoso nel tempo

inseguendoti sempre

pere mille esistenze

e, come in un sogno,

ogni qual volta

ti raggiungevo,

mentre ti guardavo

danzarmi attorno leggera

su verdi prati

profumatamente fioriti,

come un miraggio

ti dissolvevi

mentre disperatamente

tendevo le braccia

per afferrarti.

Un giorno che fui

più veloce del vento

e più impetuoso del tuono

ci fu consentito

di fermare il tempo

e tentammo di vincere

il nostro destino,

ma poi fui costretto

a riudire i suoi tocchi

che con violenza

ti portavano via.

Ma sto cavalcando

ancora qui attorno

e non ti perdo di vista

un solo momento,

e alla prossima vita

ti ritroverò ancora.

 

 

 

Temporale di Luglio

 

 

Cogliesti la mia anima

in una calda estate

di molti anni fa

e un dì di Luglio

in un temporale

spezzammo le catene

che imprigionavano i sogni,

e mentre i tuoni

rompevano l’aria

e chiari lampi

illuminavano il buio

ho avvertito il tempo

che per noi si fermava

per lasciarci vivere

una magica favola.

Poi tu riponesti

tutto in un cassetto

tra i tuoi più cari

ma passati ricordi,

mentre per me il cielo

si tingeva di rosa

e questi sogni

li lasciavo volare

tra silenziosi gabbiani

a profumare un’aria

che avrei respirato

tutta la vita.

 

 

 

 

Conchiglie

 

 

Conchiglie

che non cogliemmo mai

d’inverno in riva al mare

lasciando sull’umida sabbia

orme a testimonianza

della nostra storia.

Idealizzati progetti

per sempre costretti

a vagare nel vuoto

come sogni proibiti

lasciati sospesi

a luccicare nel vento

come frutti immaturi

che non avremmo mai colto.

Desideri smarriti

nel labirinto

della nostra vita.

…e ci tormenta

una costante inquietudine

per non aver realizzato

questi piccoli

sogni ad occhi aperti.

 

 

 

Sono qui

 

 

Sono qui

gelosamente custodito

in segreti cassetti

dove il passato

non è solo un ricordo

ed il presente

è solo un’illusione.

Sono qui

perché sono ancora vivo

e non ho mai

annegato i miei sogni

nel nero mare

dell’indifferenza.

Sono qui

perché il tempo

non mi ha rivestito

il cuore col cemento

dell’abitudine.

Sono qui

perché mi confondo

ancora ad ogni

piccola emozione.

Sono qui

perché non voglio

esser sepolto

nei cimiteri

della giovinezza

dove nel nome

della realtà

alla ricerca

di falsi miti

ci si fa vanto

della propria

imbecillità.

 

 

 

Le mani nel vento

 

 

Ho teso le mani

furtivo nel vento

per poter afferrare

ciò che trasportava,

e non c’erano solo

granelli di sabbia

o rinsecchite ali

di morte farfalle,

ma mille ricordi

di passate esistenze

che sussurravano

tutta la storia

della nostra vita,

di ciò che è stato

ed anche di quello

che abbiamo sognato:

conchiglie mai colte

d’inverno sulla sabbia,

impronte non lasciate

sulla riva del mare

camminando nella nebbia

mano nella mano,

corse su teneri

verdi prati fioriti,

amori afferrati

per i capelli

nel solo spazio

di un momento rubato

nell’attimo stesso

in cui il destino

li portava via.

Ci ho trovato frammenti

della storia del mondo,

spicchi di sole

da incollare nel cielo,

pagine strappate

da ricomporre,

ammuffiti ricordi

da spolverare,

foglie ingiallite

da rinverdire,

spenti sorrisi

da rismaltare,

piccole lacrime

per dissetare il cuore.

E in mezzo al tutto

ci siamo noi,

padroni del cielo

e della terra

capitani del tuono

e cocchieri del vento

che reggendone le briglie

inseguiamo spavaldi

stelle comete

alla ricerca

della nostra anima.

 

 

Cercando tesori

 

 

Ho volato nel cielo

in direzione del sole

alla ricerca di

qualcosa per cui

valesse la pena di vivere.

Mi sono immerso

in fondo all’oceano

tra smaglianti coralli

di purissime perle

a cercare l’essenza

della felicità.

Ed ho incontrato

un solitario gabbiano

alla ricerca

di un’amicizia

con cui dividere

l’ebbrezza del volo.

Ed ho nuotato

con variopinti pesci

che muti cercavano

tesori in fondo al mare.

E mi sono trovato

ai confini del mondo

dove la pioggia

e il vento

facevano eco

alla mia solitudine.

E senza trovare

ciò che avevo cercato

mi rendevo conto

che forse era nascosto

nel profondo del cuore.

 

 

 

 

Sul filo delle parole

 

 

Abbiamo camminato

sul filo delle parole

sospesi nel vuoto

come equilibristi

in un circo senza rete,

e toccando il cielo

solo con un dito

senza poterlo afferrare

a piene mani,

mentre il pericolo

ci rendeva esitanti,

ci tenevamo per mano

cercando ciascuno

tra le frasi dell’altro

un bel ricordo

da serbare nel cuore.

Ma in questa ebbrezza

di affetti repressi

ci restava soltanto

la malinconia

di una bella storia

vissuta a metà.

Però è una frase dolce

nella mia vita

che mai desidero

dimenticare

anche se inquieto

così come ora

mi tormenterò sempre

per non avere

beffato il destino

trovando il coraggio

di osare di più.

 

 

Le candele del cuore

 

 

Ho visto brillare

le candele del cuore

quelle che con luce

tremula e fioca

danno agli affetti

un chiarore più vivo

e che con un gioco

d’ombre e bagliori

danno alla mente

sensazioni strane

lasciando galoppare

su focosi destrieri

i fatati folletti

dell’immaginazione.

 

 

 

 

 

Fiore non colto

 

 

Ho respirato

il profumo di un fiore

già da tempo sbocciato

ma non ancora appassito

….ma non lo colsi

….lo lasciai dov’era

nel giardino dei sogni

dove le illusioni

giocano con il cuore

e dove il tempo si ferma

per chi non conosce età.

 

 

 

Voglio…

 

 

Voglio riuscire

a far vivere i sogni

quelli scrutati

da una mente furtiva

come il destino

dentro a una magica

sfera di cristallo.

Voglio afferrare

con entrambe le mani

quello che sembra

irraggiungibile.

Voglio poterti

tenere per mano

sulle rive di un lago

e sentire il calore

di una carezza,

poterti parlare

scrutando i tuoi occhi

e vederli brillare

con la luce del cuore.

Voglio sentire

sulla mia schiena

correre il brivido

dell’emozione,

e sentirti tremare

ma non di paura.

E voglio udire

almeno una volta

le tue labbra dischiuse

a bisbigliarmi

una piccola frase

che racchiuda tutto

ciò che provi per me.

 

 

 

Sogni sospesi

 

 

Respiriamo

profumi soavi

tra le ali

della fantasia

dove una storia

di sentimenti

gioca tra i fiori

delle illusioni.

Restano sogni

affascinanti

in equilibrio

tra le parole

che cercan

di cadere

tra le braccia

del fato,

ma se ne stanno

sulla corda tesa

mentre il destino

se ne sta a guardare

qualcosa che

non potremo

mai chiamare

col suo vero nome.

 

Tra le ali del tempo

 

 

Mi sono addormentato

tra le ali del tempo

ed ho visto scorrere

come in un film

tutte le immagini

della mia vita.

Ed ho ritrovato

occhi profondi

che mi scrutavano

in un cuore smarrito,

ho risentito braccia

stringere con affetto

la mia inquietudine,

ho riprovato

emozioni profonde

che risalivano

tumultuose correnti.

Ed ho tentato

di ripercorrere

la stessa via

cercando di bere

alla magica fonte

della giovinezza

quella che sgorga

dalle sorgenti del cuore.

E con te feci

insieme il cammino

e dividemmo

le stesse emozioni

e la stessa inquietudine,

e con gli stessi occhi

abbiamo guardato

le acque limpide

del lago dell’anima,

dove esitando

sulle sue rive

ci tenevamo per mano

senza tuffarci.

 

 

Sentimenti nascosti

 

 

Sentimenti nascosti

tra le pieghe

di un opaco ventaglio

impiegato a nascondere

il rossore del viso

mentre gli occhi tradiscono

le più forti emozioni

che, come una conchiglia

a sussurrarci

il canto del mare,

con l’intensità

di uno sguardo

mi riscaldano l’anima.

 

 

 

Ho amato

 

 

Ho amato il vento

che ti spettinava

i capelli.

Ho amato la pioggia

che li faceva cadere

bagnati sul viso

mentre un ombrello

troppo stretto per due

non bastava a coprirci.

Ho amato il sole

che li dorava

giocando allegro

tra i suoi biondi fili.

Ho amato la sabbia

che ci penetrava

irritante negli occhi.

Ho amato il mare

che ci salava la pelle

e ho amato i fiori

che colsi per te.

Ho amato tutto ciò

che non abbiamo vissuto,

quello che entrambi

abbiamo sognato

ma che ci affrettammo

rapidi a cancellare

con un colpo di spugna

prima ancora

che fosse mai nato.

 

 

 

 

Nello stagno del cuore

 

 

Ho lanciato

un piccolo sasso

nello stagno

del tuo cuore,

e cerchi concentrici

come mille vibrazioni

ti hanno fatto tremare

di emozione e paura

per avere vissuto

ancora una volta

aliti di freschezza

che entrambi avevamo

dimenticato

pagando un tributo

troppo pesante

all’esattore

della realtà,

sacrificando persino

un profondo sospiro

sull’altare

della nostra vita.

 

 

 

 

Ho udito

 

 

Ho udito

il sospiro del vento

far timido eco

alla mia solitudine.

Ho udito

il fragore del mare

salutare furioso

la mia irrequietezza.

Ho avvertito

un frammento di tempo

allontanarsi da me

per inseguire un sogno.

Ho visto

lampi di smarrimento

attraversare veloci

dolci occhi confusi.

Ho avvertito

brividi di paura

di fronte allo spettro

della tenerezza.

Ho udito

fermare i battiti

del proprio cuore

perché orecchi indiscreti

non ne udissero i palpiti.

Ho visto

gettare al rogo

i sogni più belli

sull’alto colle

del compromesso.

 

 

 

 

Ho visto

 

 

Ho visto occhi brillare

con la luce del cuore.

Ho visto gli stessi occhi

col lume feroce

della più gelida

razionalità.

Eppure eran gli stessi

quegli specchi d’anima

nelle cui acque mi ero

tuffato alla ricerca

di aliti di vita

mentre lei accecava

persino la memoria

affinchè non vedesse

l’erba tenera e verde,

quella che un dì di sole

spuntò fresca e ridente

attorno agli appassiti fiori

del suo giardino.

Gettava via

dopo un solo istante

ciò che era sbocciato

dentro alla sua anima

per mancanza di un vaso

ove conservare

le più profumate

emozioni.

 

 

 

Frammenti nel nulla

 

 

Vago sperduto

dentro alla mia anima

raccogliendo frammenti

disseminati nel nulla;

sono briciole di cuore

lasciate cadere

a segnare la via,

quella che porta

al centro dell’universo

dove gli interrogativi

cessano di esistere

e dove le certezze

non sono mai tali;

dove il buio non è buio

e la luce non è luce,

dove reale ed irreale

sono gli specchi

uno dell’altro

e dove l’unico suono

è un pulsante battito

a scandire il ritmo

della vera esistenza.

 

 

 

Voglia di sensazioni

 

 

Non voglio aloni

di santità

a rivestirmi

d’inesistenza,

bensì sentire

la pioggia e il vento

sferzarmi l’anima

con le ruggini funi

della passione

e col tormento

dell’inquietudine.

Voglio sentire

l’alito del peccato

accarezzare

la mia fantasia.

Voglio smarrirmi

per labbra vermiglie

e valicare

i confini del cuore

dove l’illecito

e la purezza

incatenati

da fili d’erba

si tengono per mano

e camminano insieme

nei lunghi viali

dell’indifferenza.

 

 

 

Le scale dei ricordi

 

 

Dei miei ricordi

più intimi e cari

con passo svelto

ho salito le scale

quando un umido velo

di vermiglio rossetto

togliesti alle tue labbra

per donarlo alle mie

apostrofando con forza

le più mute parole.

Poi col tuo fazzoletto

cancellasti ogni traccia

che nessuno potesse

rubarne il segreto,

ma un sigillo indelebile

mi avevi impresso nel cuore

in un’inquieta primavera

a restarvi per sempre.

 

 

 

Illusioni

 

 

Tra le braccia del vento

mi sono addormentato

a lasciarmi cullare

come un bambino

mentre l’aria sussurrava

una lenta melodia

ricca dei suoni

dell’immaginario

tra le cui note

frenetiche danzavano

solo dolci illusioni

che alla luce del giorno

si dissolvevano

lasciandomi solo

tra più robuste braccia

che erano quelle

della mia inquietudine.

 

 

Oltre i limiti

 

 

Con unghie sanguinanti

ci siamo arrampicati

su frammenti di tempo

spingendoci al di sopra

dei limiti del lecito

dove quiete carovane

riposano in attesa

d’esser divorate

dal vento dell’oblio

che tenace consuma

tutto ciò che è stato.

Ma noi già eravamo oltre

dove le immagini sono

solamente un sogno

ed inquieti destini

cercano una ragione,

là dove l’inquietudine

ha per migliore amica

la fantasia

e l’emozione è vissuta

come un dono del cielo.

 

 

 

 

Seduto su una nuvola

 

 

Se c’è qualcosa

oltre il settimo cielo

io stavo lì

seduto su una nuvola

a contemplare un vuoto

ricco d’immagini:

Occhi che ridono

di giovinezza

e mani che sfiorano

morbidi misteri.

Sorrisi dolci

scappati dal cuore

da una finestra aperta

su un mondo di sogni.

Sospiri profondi

quelli dell’amore

a sovrastare

le urla del silenzio.

Teneri abbracci

ricchi di poesia

scambiati con gioia

tra tanta emozione.

Io stavo lì

dove mi ero arrampicato

per rubare la luna

mentre tu, complice,

mi porgevi la scala,

dolce compagna

della mia fantasia.

 

 

 

Perché?

 

 

Perché t’inseguo

affannosamente

tra i tortuosi sentieri

di un angosciante destino?

Mille peripezie

per afferrare il nulla

a caccia di sogni

che si frantumano

senza una ragione.

Ieri un sorriso

ed un appuntamento

ma allor che tendo

lesta la mia mano

trovo solo un miraggio

e frasi inattese

a pungermi l’anima.

Non sei nulla

di ciò che vorrei,

forse sei l’eco

della mia inquietudine,

eppure ti cerco

per dissetarmi il cuore

come una sorgente

fresca e spumeggiante.

Perché ti accarezzo

quei capelli strani

che belli non sono?

Perché li spettino

come fili d’erba

baciati dal vento?

Perché mi emoziono

a posar le mie labbra

sulle tue labbra morbide

intese a trasmettersi

aliti di vita?

Eppure sei strana:

un attimo dolce

come degli Dei l’ambrosia

e poi sei feroce

esecutrice e schiava

della più cieca

razionalità.

Ed io sono qui

col viso tra le mani

e mi chiedo chi sei.

Sei ciò ch’io vorrei

far credere al cuore

o ciò che una mente

perfida e beffarda

sussurra gelida

alla ragione?

Perché mi fai credere

di desiderarmi

come io ti desidero,

legittimi eredi

di una bella favola

e dopo un istante

m’inviti ad estirpare

le radici dei sogni,

come se questi fossero

soltanto i miei?

Vorrei tanto capirti

ma spesso mi sfuggono

i tuoi velati sussurri.

Vorrei che togliessi

le tue lenti opache

quando credi di guardare

dentro alla mia anima.

Mi sembra talvolta

di dialogare

tra gli echi di Babele

sull’antica torre.

Allora ti prego,

quando sei con me,

guardami negli occhi

ed ascolta il silenzio;

forse ti parlerà di me,

ti dirà chi sono.

Dirà che per me

non esiste un ieri

diverso da oggi

così come

non esiste un oggi

diverso dal domani;

dirà che non sono mutevole

come le stagioni.

Se mi affanno tanto

per piantare un seme

lo attendo con ansia

il germoglio del suo fiore,

e quando è sbocciato…

…ebbene lo respiro

anche se la pioggia

si diverte perfida

a ostacolarmi il cammino.

Quello che non amo

sono gli inviti al ballo

dove poi mi ritrovo

a danzare da solo

al malinconico suono

di un valzer mediocre.

Non amo neppure

far da perla rara

confuso e in compagnia

di mediocri perle

ad adornare il collo

di giulive regine

ingenue protagoniste

di storie senza storia.

Non invitare

con sguardi e sorrisi

dolci libellule

a posarsi sul seno

per dopo, perfida,

strappar loro le ali.

Perché ti diverti,

come un gioco perverso,

ad invitarmi

ad un desco felice

per poi presentarmi

tra una carezza e un bacio

l’amaro piatto

che detesto di più?

Non sono Rosmunda

né tu il mio Alboino,

e su questo piatto

per me velenoso

trovo solo l’immagine

di una pessima cuoca

ed è proprio questo

che mi fa più male.

Non sono neppure

un fondo di bottiglia

attraverso cui guardare

un universo vuoto;

sono fragile, è vero,

ma più trasparente

e più delicato,

e se qualche volta

somiglio a uno specchio

riponi l’impulso

di rompermi a pezzi;

pensa che quello specchio

riflette l’immagine

della tua stessa anima.

Tienimi in uno scrigno

come un bene prezioso

nell’angolo più segreto

che conservi nel cuore

e nascondi la chiave

come già faccio io

con le cose che amo.

Una cosa, ti prego,

devi ricordare:

Tirami fuori ogni tanto,

devo respirare!

Per durare nel tempo

mi nutro di sorrisi,

di baci e di carezze,

ma soprattutto

di calde emozioni

e d’irrazionali follie.

Se non merito questo,

gettami via.

Sii solo certa

di pensarlo davvero.

 

 

 

 

Tra la terra e il cielo

 

 

Non ho attraversato

i confini del tempo

alla triste ricerca

di lugubri fantasmi

in un deserto d’ombre,

ma per ritrovare

un mondo sospeso

tra la terra e il cielo

là dove vagano

i nostri spiriti inquieti,

e chiedere loro:

Chi sono?

Chi sei?

e, senza risposta,

poter chiedere ancora:

Le voglio bene….Perché?

Perché?

Perché?

 

  

 

 

CHIAVI DI VIOLINO

 

 

Un alito di vento

 

 

Mi è giunto improvviso

un alito di vento

fresco come le brezza

di primavera

e come la primavera

mi ha rinverdito il cuore

lasciando sbocciare

sopite emozioni

che come corolle

si aprono al mattino.

Le voglio cogliere

queste emozioni

e porle tra le pagine

di una bella storia,

una storia ancora

tutta da scrivere

riposta nell’anima

al riparo dei turbini

prima che questi

la spazzino via.

 

 

 

 

 

Sto ascoltando

 

 

Sto ascoltando

i battiti del cuore

cantare un canto inquieto

che mi parla di te.

Sto ascoltando

i sussurri dell’anima

bisbigliare piano

per non svegliare i sogni.

Sto ascoltando

i tarli della lussuria

divorare voraci

le radici dell’impossibile.

Sto ascoltando

il fruscio dei tuoi capelli

tra le mie dita attente

a non perdere tutto.

Sto ascoltando

il battito d’ali

della mia fantasia

solcare i limiti

dell’immaginazione.

 

 

 

 

Calde labbra

 

 

Son così morbide

le tue calde labbra,

le stesse labbra

su cui ci scambiamo

aliti di vita,

le stesse labbra

con cui soffi scherzosa

sulle mie scintille

tentando di impedire

un incendio doloso,

le stesse labbra

che negli istanti più dolci

cacciano con le risa

i tuoi desideri più veri

quelli che con gli occhi

non riesci a nascondere,

le stesse labbra

con cui sulle mie

suggelli nel cuore

un affetto proibito.

 

 

 

 

 

Bianche pagine

 

 

Voglio riempire

le pagine bianche

di questa bella favola

prima di scrivere

la parola fine.

Storia composta

di baci e carezze

e di tanta inquietudine

così come inquiete

son le nostre vite.

Forse è soltanto

nostalgia di emozioni

perdute in un pozzo

ai confini del tempo.

Forse è ricerca

di immagini nuove

nello strano specchio

della nostra anima.

O forse è solo il segno

da imprimere su un cuore,

un eterno ricordo

che ci renda immortali

tra storie senza storia.

 

 

Dedicate a te

 

 

Penso a te, triste

tra i tuoi pensieri

senza poter far nulla

per cacciarli via

e sento il peso

di questa impotenza

come un macigno

a schiacciarmi il cuore.

E non posso far nulla

di ciò che vorrei:

prenderti per mano

e portarti a volare

nei cieli limpidi

della fantasia

dove l’eco dei ricordi

è così lontano

da non udirlo più.

Ma io volo sempre

su cieli in tempesta

con nuvole e tuoni

a farmi compagnia

là dove i sogni

sono solo inquietudine.

Però ho un’emozione

sempre pronta nell’anima

e una calda carezza

che conservo nel cuore.

Non son grandi cose

ma se lo desideri

in questo momento

le dedico a te.

 

 

 

 

Lo so!

 

 

Lo so

d’essere un fiore

non sbocciato sul cuore

ma che ha le radici

nate nell’amarezza,

figlie della solitudine

e della malinconia.

Lo so

che non basto a riempire

l’immenso giardino

che sta dentro di te.

Lo so

che il mio profumo svanisce

nell’attimo stesso

in cui l’hai respirato.

Però son sbocciato

in un modo o nell’altro

e quando mi poserai

tra le pagine di un libro

spero solo sia il diario

dei tuoi ricordi più belli.

 

 

 

 

Le ali della libertà

 

 

Ho ritrovato le ali

della libertà

quelle con cui si vola

dentro i cieli del cuore,

quelle con cui si vola

ai confini della fantasia,

quelle con cui si vola

oltre i limiti del tempo,

quelle con cui si vola

dentro i misteri dell’anima,

quelle con cui si vola

in compagnia dei sogni.

Ho ritrovato le ali

della libertà

quelle di un gabbiano

ad esplorare il mare,

quelle di una rondine

che torna a primavera,

quelle di una grand’aquila

spiegate sulle alte vette,

le ali di chiunque

voli senza catene,

quelle di chi non ha limiti

all’interno di se.

 

Nel giardino dei sogni

 

 

Vola con me

nel giardino dei sogni,

sogni che durano

lo spazio di un istante,

sogni che si nascondono

con la luce del giorno,

sogni che si nutrono

di trepidanti attese,

sogni che fanno

battere più forte il cuore,

sogni che si dissetano

nelle forti emozioni,

sogni che danno

serenità e tristezza,

sogni che fanno

a loro volta sognare,

sogni che non svaniscono

perché essendo sogni

nessuno teli può

mai portare via.

Vola con me

nel giardino dei sogni

dove le rose

crescono senza spine,

dove dopo ogni tempesta

splende l’arcobaleno.

 

 

 

Il tuo mondo

 

 

C’è un mondo in te

che vorrei esplorare

come un navigante antico

a cercar nuove terre

oltre oceani immensi

a volte silenziosi e quieti

a volte tormentati e ondosi

sovrastati da un cielo

ogni giorno diverso,

ora abbagliante e limpido,

ora irriverente e ombroso.

Voglio conoscere

tutti i tuoi segreti,

eletto tra gli eletti,

a rimirar tesori

nascosti in uno scrigno

al riparo dell’abitudine

e celati alle brame

di mediocri predoni.

Voglio entrarti nell’anima

in punta dei piedi

per bere alla fonte

della sincerità.

Voglio sentire i battiti

delle tue emozioni

fare eco alle mie

fermando per un attimo

la clessidra del tempo.

 

 

 

 

 

 

Un momento solo

 

 

Fermati un attimo

un momento solo

e lasciati andare

per un istante

sull’ala morbida

delle mie carezze

in un volo planare

tra i mille profumi

della primavera.

Vola leggera

dentro alle nuvole

dove i sogni arrossiscono

solo al calar del sole.

Lasciami entrare

nel tuo sorriso

danzando al ritmo

dei battiti del cuore.

Lasciami entrare

sotto alla tua pelle

a percepire i brividi

delle tue emozioni.

Lasciami entrare

nei tuoi specchi d’anima

che, azzurri, brillano

un po’ anche per me.

 

In chiave di violino

 

 

Voglio udir l’eco

delle mie parole

sussurrate piano

per non svegliare il vento,

voglio vederle

attraverso i tuoi occhi

entrarti nel cuore

come un sasso a tuffarsi

in uno stagno quieto

in un ritmico espandersi

di cerchi d’acqua

che sempre più si allargano

in dolci emozioni

mentre ranocchi increduli

intonano inquieti

senza poter capire

uno strano canto

in chiave di violino.

 

 

 

Sono stanco

 

 

Sono stanco…

di scrivere storie

che hanno tutta l’aria

di una bella favola

senza poter mai porvi

un punto esclamativo!

Sono stanco…

di averti tra le braccia

e mentre ti bacio

dovermi sentir solo.

Sono stanco…

di cantarti una canzone

e sentirmi negar l’eco

delle tue emozioni,

di donarti tutto

ciò che ti parli di me

privo di uno slancio

che nella sua pienezza

mi dica tutto di te.

Sono stanco…

di trattarti solo

come un bene prezioso

a pagare le colpe

di chi ti getta via

con te trincerata

in illuse attese

ad aspettar fantasmi

dietro uno stupido muro

di inutili parole.

E’ feroce e graffiante

questo strano affetto,

un attimo prima

tenero e appassionato

e subito dopo

incapace di sciogliere

granitiche pietre

accumulate nel cuore.

Sono stanco…

di veder sbocciar fiori

a cui poi ti diverti

con improvvisi soffi

a far cadere tutti

i loro bianchi petali.

Sono stanco…

di soffrire sempre

allo stesso modo

disarcionato da sogni

che non riesco a domare

ma che si agitano in me

come galoppanti destrieri.

Sono stanco…

di chiedermi sempre

se merito questo

e sentir la mia anima

urlare di no!

Sono stanco…

Sono stanco…

Sono stanco…

 

 

Sassi

 

 

Non voglio

confonder sassi

con pietre preziose,

ma neppur voglio

pietre preziose

confuse coi sassi.

Voglio vederle brillare

se son pietre preziose

con tutte le loro

mille sfaccettature

che lasciano irradiare

mille luci diverse

ma tutte comunque

di smagliante bellezza.

Se invece son sassi

li voglio tenere

chiusi nel palmo

della mia mano

affinchè non possano

farmi del male.

S’esser sassi dovessero

pur vorrei averli cari,

li vorrei arrotondati

da carezzar tra le dita

come un bene prezioso

quasi fossero gemme;

opachi di fuori

ma splendenti nel cuore

a pulsare emozioni

che nessuno conosce;

e lisciarli, vorrei,

ed ancora lisciarli

con carezze leggere

ed ancora carezze

fino a sentirli

fremere caldi

tra le mie dita,

affinchè anche un sasso

non sia solo un sasso

ma, trattato con cura,

sia qualcosa di più.

 

 

 

 

Magica chiave

 

Non è chiave che serva

ad aprir serrature

che non sian quelle

della porte dell’anima.

E’ di forma gentile

elegante e flessuosa

e per taluni è soltanto

un tratto di penna

a tracciar ghirigori.

Ma per noi che leggiamo

con occhi diversi

è qualcosa di magico

che fa battere il cuore.

E’ un percorso ideale

per volar sulle nuvole,

è un suono del cielo

che fa vela nel vento,

è un segreto mistero

per giocare tra i sogni.

 

 

 

 

Ha un nome

 

 

Ha un nome

ciò che ci spoglia

di ogni ancestrale pudore

mentre avvinti ci perdiamo

in un passionale abbraccio.

Ha un nome

il brivido che percorre

i nostri frementi e sudati corpi

mentre si fondono

tra il canto dei grilli

e fari d’auto indiscreti.

Ha un nome

ogni reciproca carezza

ogni luccicante sguardo

ogni affannoso respiro

ogni bisbigliato gemito

ogni battito del cuore.

Ha un nome

ciò che dobbiamo nascondere

agli occhi di tutti.

Ha un nome

ciò che non possiamo

pronunciare neppure

sottovoce nel buio.

Ha un nome

ciò che vogliamo negare

persino a noi stessi.

Ha un nome

che lo si voglia o no!

 

 

 

 

Sogni

 

 

Sogni,

che s’infrangono

come un’onda

sugli scogli

del vero

Sogni,

che volano liberi

in un cielo stellato

destinati a svanire

alla luce del giorno

Sogni,

eterno tormento

di anime inquiete

alla ricerca

di un significato

Sogni,

che se chiudi gli occhi

ti accarezzano il cuore

inaccessibile scrigno

affinchè nessuno li rubi.

 

 

Dentro a un castello

 

 

Dentro a un castello

colmo di sogni

guardo nel vento

ed ascolto il cielo.

Il cielo mi porta

i battiti di un cuore,

il vento mi porta

trasparenti carezze.

E sopra di me

un mare impertinente

ruggisce d’impazienza

con le sue onde inquiete

a recitare un monologo

che nessuno ascolta.

 

 

 

In un mondo di sogni

 

 

Ti voglio accompagnare

in un mondo di sogni

dove le carezze sono carezze

ed i sorrisi sono sorrisi,

là dove il cuore batte

più in fretta della vita,

dove gli affetti volano

a ridestar le stelle

per poi tuffarsi

nella spontaneità del mare

a lasciarsi cullare

dalle onde più inquiete

quelle che cantano

quando si addormenta il sole.

 

 

 

Smarrito passero

 

 

Ho raccolto

un passero smarrito

che volando tra i sogni

s’era strappato un’ala,

e l’ho tenuto caldo

sotto all’ala mia

ad ascoltare

il canto del silenzio

e il sussurro dell’anima.

Insieme poi

abbiamo volato liberi

oltre i proibiti limiti

di un ignoto cielo

attraversando muri

di sfrenate passioni

oltre i quali trovare

un po’ di tenerezza.

E volavamo sbattuti

da tempeste d’inquietudine

alla ricerca di un lido

dove uno solo

sarebbe approdato

mentre l’altro restava

con le ali tese

a sfidare un vento

gelido e feroce.

 

 

 

Sono a caccia

 

 

Sono a caccia

dei miei vent’anni.

Sono a caccia

dei miei ideali.

Sono a caccia

di sentimenti nuovi,

nuovi come le gemme

di primavera.

Sono a caccia

di fresche emozioni,

fresche come la neve

appena caduta.

Sono a caccia

d’un paio d’ali

per volare oltre

i più lontani confini

dove non ci siano limiti

alla mia libertà.

 

 

 

Interrogando il fato

 

 

Me ne stavo lì

a interrogare il fato

senza risposta alcuna

perplesso ed impotente

travolto da un’infinità

d’inquietanti misteri

a chiedermi perché

l’oggi non è come ieri,

perché certe immagini

che se ne vanno dal cuore

col mutare cromatico

delle stagioni,

a chiedermi perché

è sempre chi più dà

a ricever di meno,

perché la coerenza

non sia di questo mondo,

perché la memoria

non abbia la sua casa

nel cuore di ciascuno.

 

 

 

 

 

Cos’è?

 

 

Cos’è

che ha accostato

le mie labbra alle tue

Cos’è

che in entrambi ha acceso

lampi di desiderio

Cos’è

che ha portato il mio corpo

così vicino al tuo

Cos’è

che ci tiene fissi

nei reciproci pensieri

Cos’è

che ci smarrisce

nei labirinti del cuore

Cos’è

che ti abbandona tenera

tra le mie braccia

Cos’è

che ti scioglie tra le mie dita

come neve al sole

Cos’è

quel battito d’ali

che ci porta lontano

Cos’è

che soffoca nel nulla

l’urlo di un orgasmo

Cos’è

che ti imprigiona in gola

un desiderio di pianto?