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Psicologia dello sport: applicazione degli stati ipnotici

 

 

Da poco tempo l’ipnosi si è riscattata dalle connotazioni magico religiose che ne hanno limitato l’utilizzo e l'hanno confinata in pochi ambiti ristretti.

Per troppo tempo sull'ipnosi si è narrato di timori e paure derivate dai preconcetti popolari, letterari, spettacolari, purtroppo ancora oggi troppi medici e psicologici non la conoscono affatto. Il timore di perdere coscienza, perdere il controllo, di essere dominati dall'ipnotista costituiscono stupide assurdità per chi conosce questo bellissimo e piacevole stato mentale. Anche l'ansia di apprendere o il timore di non riuscire ci allontanano dalla nostra naturale tendenza ad accedere alle risorse creative della nostra mente.

L'ipnosi è uno stato mentale naturale, diverso dalla veglia e il sonno, in cui la recettività a stimoli esterni (eterocettivi) e interni (propriocettivi) si differenzia e si modula attraverso il monoideismo (possibilità di confluire selettivamente su di uno stato desiderato).

L'ipnosi può svilupparsi in modo spontaneo, autoprovocato o eterostimolato:

Le induzione ipnotiche, come tutti i contesti di apprendimento, sono favorite da:

L'induzione di ipnosi di solito, anche se deve essere sempre in tutto o in parte una creazione originale adatta all'interlocutore, una volta instaurato un rapporto positivo di comunicazione e di fiducia, è una prassi abbastanza semplice che ottiene rapidamente (mediamente in una decina di minuti) uno stato di trance operativo per il lavoro psicoterapeutico.

La trance ipnotica non viene ricevuta passivamente né attraverso i sensi né grazie alla comunicazione; viene attivamente costruita dal soggetto "cosciente".

La funzione dell'ipnosi è molteplice, favorendo la suggestione aumenta l'empatia, permette una percezione selettiva, favorisce l'esperienza limitandone il criticismo, consapevolizza l'aspetto costruttivo del lavoro cerebrale.

L'ipnosi permette l'organizzazione del mondo esperienziale del soggetto attraverso il linguaggio verbale, attraverso la voce, con la comunicazione corporea, non serve a "scoprire" una realtà oggettiva, bensì permette la costruzione di una realtà ontologicamente stabile, come spazio di comune unità (comunità).

Nelle situazioni di grosso impegno fisico risultano altrettanto importanti, accanto alle doti fisiche ed al livello di allenamento, anche capacità prettamente psicologiche quale il potenziale mentale che ogni individuo è in grado di esprimere accedendo allo stato di trance ipnotica.

L'allenamento mentale nello sport attraverso l'ipnosi e l'autoipnosi viene sviluppato utilizzando il concetto di monoidea dinamica, in relazione al rilassamento psico fisico, alla concentrazione, alla motivazione, al focus attentivo.

 

L'attività sportiva è la più, adatta alla dimostrazione delle prestazioni fisiche: il piacere che ne arriva, è di gran lunga maggiore di qualsiasi altra attività lavorativa, inoltre con essa è possibile dare libero sfogo alla propria personalità e la gioia del movimento, e lo spirito di lotta (come aggressività socialmente accettata) trovano la loro giusta espressione. Nello sport, come in nessun'altra attività, è possibile ottenere un grado massimo di miglioramento delle prestazioni.

La maggior parte delle ricerche sulle prestazioni umane, cioè sulla capacità di adattamento a particolari sforzi fisici, è riferita all'attività sportiva. Ci riferiamo qui alle esperienze di H. Lindemann, che ha studiato medicina ed educazione fisica, ed è stato egli stesso un atleta di alto livello. Nel 1956 egli attraversò l'Atlantico in 72 giorni con un comune canotto pieghevole; egli attribuisce all'IPNOSI il successo di questa avventura, che prima di lui altre 100-persone hanno pagato con la vita. Egli ha studiato anche gli effetti dell'PNOSI sulle prestazioni sportive, i cui risultati, fino a pochi decenni fa, venivano attribuiti esclusivamente all'allenamento fisico.

 

Aumento della prestazione con agenti chimici e psicologici.

 

In un esperimento in cui il soggetto doveva contrarre al massimo il bicipite del braccio destro sono state verificate le seguenti possibilità di elevare le prestazioni, che dopo assunzione di alcol furono di 1,8 kg, dopo adrenalina di 2,3 kg, dopo un eccitante (amfetamina) di 4,7 kg, dopo l'ipnosi di 9,1 kg e dopo comandi postipnotici di 7,6 kg. La superiorità dei mezzi psichici rispetto a quelli farmacologici fu quindi evidente. Intere compagini sportive sono state ipnotizzate prima degli incontri e hanno riportato notevoli successi. A questo punto ci si chiede se l'IPNOSI, come doping psichico naturale e consentito possa provocare miglioramenti nelle prestazioni. La risposta più netta e convincente ci è fornita dai risultati ottenuti da una squadra, di sci che, avendo praticato l'IPNOSI, vinse numerose medaglie d'oro, d'argento e di bronzo.

 

Da cosa dipendono tali successi? E' stato dimostrato che il doping chimico non ottiene risultati migliori, rispetto ai casi in cui l'atleta supera la barriera psichica delle prestazioni tramite una reale e intensa motivazione".

Secondo Lindemann l'IPNOSI è più efficace per le sue numerosissime possibilità di aggancio. I fattori che hanno contribuito al successo della sua impresa sono: la possibilità di evitare ulcerazioni dovute

 

alla posizione, all'acqua salata (egli ha trascorso 72 giorni e notti sempre seduto) e all'iperemia della zona. Inoltre: "Chi pratica la distensione autogena consuma meno energie e meno calorie rispetto ad un individuo teso. La distensione profonda dà un senso di benessere. Chi è in grado di distendersi nella maniera giusta, dimentica le proprie ansie e paure naturali. Diminuisce anche la necessità di dormire e l'irrequietezza nello stare seduti; si riesce, infatti, a stare seduti così tranquillamente che passa molto, tempo prima che si avvertano disturbi. Bisogna poi aggiungere: 1) la possibilità di compensare notevoli riduzioni di sonno" con pause autogene di riposo (confermato anche da astronauti russi); 2) la capacità, ormai automatizzata, (Ai governare il timone con i piedi - anche nel sonno; 3) il superamento, delle allucinazioni che comparivano in seguito all'enorme deficit e sonno dovuto a tempeste che duravano giorni e giorni. Tutto, ciò stato, reso possibile da una preparazione durata mesi, in cui Lindemann si esercitava su due formulazioni di proponimenti: "Rotta ovest" e "Ce la faccio" che gli davano un "senso di sicurezza universale". Sono queste le condizioni psichiche che gli hanno permesso dì sopportare una lunga notte di tempesta disteso sulla chiglia scivolosa del canotto ribaltato.

Sintetizzando le considerazioni di Lindemann sulla sua impresa sportiva, notiamo che l'allenamento fisico ha avuto un ruolo molto secondario rispetto all'applicazione dell'IPNOSI. Ciò vale anche per un capitolo sul miglioramento delle prestazioni sportive, nel quale si parla esclusivamente di fattori psicologici: acquisizione di maturità e sangue freddo, con i quali è possibile superare "l'ansia della partenza", il "panico del palcoscenico", la paura davanti all'imponenza dell'avversario, ecc.

Riepilogando risulta che "il miglioramento delle prestazioni sportive è uno dei principali campi d'applicazione delI'PNOSI". Le indicazioni nel settore dello sport sono le seguenti: contratture e agitazione alla partenza; contratture dovute a complessi di inferiorità o ad atteggiamenti di aspettativa; incapacità di sfruttare al massimo le proprie possibilità e difficoltà a compiere i movimenti con scioltezza e leggerezza; debolezza di concentrazione nel giudicare la situazione, per cui ci si lascia sfuggire anche una vittoria sicura; nervosismo generalizzato, collegato con stati di insonnia prima della gara, e cosiddetta "febbre da competizione."

 

Analizzando le cause degli insuccessi di molti atleti di livello internazionale si è potuto constatare che "una delle ragioni principali è data da ipermotivazione" che provoca "uno stato ergotropico di tensione eccessiva". In luogo del doping rilassante (con psicofarmaci), che è vietato, si consiglia agli atleti instabili emotivamente l'applicazione delI'PNOSI,praticato regolarmente e poi eseguito in forma abbreviata prima dell'inizio della competizione. "La straordinaria sicurezza nell'atteggiamento durante la gara" è attribuibile esclusivamente alI'PNOSI, dato che nei casi in cui la calma viene mantenuta senza di esso "un tale atteggiamento si manifesta con un'intensità di gran lunga inferiore".

Impressionanti sono i risultati ottenuti con gli esercizi anticipatori: un gruppo di studenti di educazione fisica si "allenò" per due settimane rappresentandosi mentalmente la corsa agli ostacoli dieci volte al giorno per dieci minuti ogni volta. Nei 110 m ostacoli, si ebbe un tempo inferiore di 0,57 sec. Rispetto al gruppo di controllo il miglioramento della prestazione fu del 100%. Facciamo notare che si trattava solo di allenamento mentale senza immersione autogena.

 

Per concludere riportiamo alcune formulazioni di proponimenti che hanno lo scopo di rinforzare la motivazione all'allenamento e al miglioramento delle prestazioni:

 

 

In competizione con un avversario si può evitare i crampi con la formula:

 

Avversario indifferente, Io mantengo il ritmo

lo corro sciolto e do tutto.

 

 
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