Il ruolo della concentrazione nell'atleta

dr. Giuseppe Vercelli

 


E' capitato a tutti noi di trovarci in situazioni di disorientamento nello spazio e nel
tempo, situazioni in cui sembrava di essere sulla soglia di ingresso di un altro stato
dell'essere, in cui il nostro punto di vista individuale perdeva significato e si
percepiva intuitivamente una grwìde armonia.
Può darsi che siamo arrivati a queste esperienze dopo esserci "persi" dentro un film
(o libro, oggetto d'arte o brano musicale) coinvolgente; o in un momento di
fantasticheria nei pressi di un ruscello di montagna, oppure a causa di una febbre alta,
a seguito di un evento traumatico, sotto effetto di droghe o durante il parto per le
donne, guardando le stelle o innamorandosi.
L'elemento provocatorio di questi momenti è che ci fanno perdere il controllo di noi
stessi, eppure tutto sembra in regola e in armonia.
La condizione essenziale per provare queste esperienze è che esse non siano mediate
dal nostro intelletto. Spesso, tuttavia, immediatamente dopo il loro passaggio, le
nostre menti analitiche (emisfero sinistro) riprendono il sopravvento e noi tentiamo di
classificare quanto è accaduto: ed è qui che cominciano le difficoltà.
Ora ciò che a noi interessa è il raggiungimento di uno stato di coscienza che permetta,
nella pratica sportiva, di portare la mente dell'atleta a fissarsi unicamente sul suo
oggetto di interesse, cioè la gara o l'allenaniento, e a mantenere l'attenzione su esso.
Esistono diverse tecniche o vie per raggiungere questo stato di coscienza, identificato
anche come "flusso" di coscienza, compito del preparatore psicologico è quello di
trovare la tecnica
più utile per il tipo di personalità dell'atleta che ha di fronte.
Per sviluppare doti mentali di assorbimento totale nell'attività da svolgere, come
quella competitiva, occorre sviluppare la capacità di concentrazione.
Per fare ciò
è fondamentale l'auto-osservazione. Esercizi che si possono fare nella
pratica quotidiana sono quelli di portare e mantenere l'attenzione su parti del corpo
per tutto il giorno; oppure muoversi con un certo grado di controllo e non
automaticamente.
Nello specifico concentrarsi significa fissare la mente su un solo pensiero e cacciare
fuori tutti gli altri (monoidea): la concentrazione è la chiave di accesso alla
consapevolezza, ciò lo stato in cui la mente osserva se stessa. Concentrarsi su un
obiettivo significa anche rottura totale con la coscienza normale.
Ogni stato mentale
è composto da un insieme di proprietà, chiamate fattori mentali,
che si combinano per caratterizzarlo e definirlo. Tutto ciò che siamo è il risultato di
ciò che abbiamo pensato: ha la sua base nei nostri pensieri, è formato dai nostri
pensieri.
L'incapacità di percepirsi con chiarezza, senza distorsioni o pregiudizi di alcun
genere, è il nucleo di tutti gli stati mentali nocivi. Inoltre le principali distrazioni
sono: rabbia, malanimo, pigrizia e apatia, agitazione ed ansia, dubbi e scetticismo.
Lo strumento per ottenere uno stato mentale salutare è quello di rimpiazzare i fattori
nocivi con i loro opposti polari. Il principio che permette ciò è simile all'inibizione
reciproca usata nella desensibilizzazione sistematica, dove il rilassamento inibisce il
suo opposto fisiologico, cioè la tensione. Non è possibile una via di mezzo tra fattori
nocivi e salutari.
Quando un determinato fattore salutare è presente in uno stato mentale, il fattore
nocivo che esso sopprime non può ricomparire. Il principale fattore salutare
dominante è la "penetrazione", cioè la chiara percezione dell'oggetto quale realmente
è (una pista con le sue reali difficoltà), che si oppone all'illusione (una pista difficile
per le difficoltà che vedono gli altri), che è principale fattore nocivo. La
consapevolezza è invece la chiara e prolungata comprensione di un oggetto: con la
penetrazíone costituisce i due fattori salutari principali, sufficienti per lo stato
positivo: dove c'è chiarezza non ci può essere illusione. E' evidente che ogni fattore
influenza sia il corpo che la mente.
Ricordiamo che la realtà è solamente una convenzione convalidata dal consenso.
li segreto della concentrazione è la capacità di riportare indietro volontariamente
un'attenzione vagante.
La concentrazione potenzia ed amplifica l'efficacia di ogni tipo di attività. Se la
mente del maestro di karate vagasse, egli si romperebbe la mano, non il mattone o la
tavoletta.
Presso il Dipartimento si stanno studiando le correlazioni neurofisiologiche che
permettono l'accesso ed il mantenimento a stati mentali salutari (o positivi) in
sportivi di alto livello.
Gli studi neurofisiologici hanno messo in evidenza la diversa attivazione corticale
nello svolgimento di determinati compiti. Se sono attivate troppe aree diventiamo
sovraeccitati e la nostra prestazione è scarsa; se sono attive poche aree, siamo deboli.
Il cervello e le nostre masse muscolari lavorano al meglio quando sono attivate solo
le aree che sono essenziali al lavoro del momento: questo è il compito dell'A.G.S., la
Strutturazione Globale dell'Atletà, con i suoi percorsi mirati la creazione di un
personale e sperimentato segnale di accesso allo stato ottimale.
Dal punto di vista neuropsicologico è inoltre importante la ricerca della "coerenza7
tra gli emisferi, gli atleti migliori hanno elevata coerenza. L'utilizzo di sistemi di
monitoraggio all'avanguardia permette di valutare in modo oggettivo i progressi
dell'atleta che si sottopone al training AGS di vigilanza rilassata per aumentare la
capacità di rilevamento sensorio e di controllo muscolare.
Le proprietà terapeutiche di un adeguato training psicologico vanno al di là del
miglioramento della prestazione sportiva e dagli studi fatti possiamo trovare benefici
nel senso di: combattere l'ipertensione e il mal di testa, controllare l'ansia senza l'uso
di farmaci, ottenere l'accesso a ricordi e sentimenti bloccanti, equilibrare il
metabolismo corporeo, favorire l'aumento delle difese immunitarie, aumentare gli
anticorpi del gruppo T-Helper contro le malattie infettive, combattere le malattie
cardiache tramite la diminuzione della risposta del corpo alla norepineffina, ormone
da stress, abbassamento dei livelli di colesterolo del sangue, aumento della soglia del
dolore.
L'allenamento alla concentrazione porta inoltre ad un passaggio da "stato salutare"
della persona a "tratto salutare". Gli stati salutari (interruttore) durano solo per il
periodo desiderato, applicando una determinata tecnica. 1 tratti salutari sono
cambiamenti della coscienza che sono diventati abituali e spontanei, cioè per esempio
capacità totale di controllo dell'ansia.
Effetti di tecniche psicologiche sui tratti di personalità sono per esempio
l'affinamento percettivo e la diminuzione della distraibilità, stabilità automatica e
repentino recupero dell'eccitamento da stress, abbassamento generale del livello di
ansia, potenziamento di una zona interiore di controllo.
Come accennato all'inizio, la capacità di concentrazione permette l'accesso
all'esperienza di flusso, straordinariamente utile alla pratica sportiva. Lo stato di
flusso è l'esibizione di mezzi abili in risposta alle esigenze del momento. Lo stato di
flusso permette di:
- fondere azione e consapevolezza nella concentrazione prolungata sul compito del
momento
- focalizzare l'attenzione in un puro coinvolgimento (senza interesse per l'esito)
- dimenticanza di sé con elevata consapevolezza dell'attività
- doti adeguate a soddisfare la domanda dell'ambiente
- chiarezza riguardo agli stimoli situazionali e alla migliore risposta da mettere in
atto.
Il flusso si attiva quando c'è un adattamento ottímale tra la propria capacità e le
richieste del momento. La concentrazione iniplica piccole aree chiaramente
demarcate di eccitazione corticale, circondate da aree di inibizione. Per esperire il
flusso è necessaria flessibilità: il sempre-ansioso non la sperimenterá mai. Il flusso
porta a chiarezza di percezione, attenzione, imperturbabilità, elasticità, efficacia ed
abilità nell'azione. Le caratteristiche del flusso sono: azione libera dall'ansia,
chiarezza di percezione, accuratezza della risposta, piacere dell'azione per se stessa.
Ricordiamo inoltre l'importanza di saper apprendere in un determinato stato di
coscienza: la rievocazione sarà migliore in quello stesso stato.

 

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