Nato da una famiglia modesta (il padre era carpentiere), lasciò gli studi appena undicenne per lavorare come apprendista tipografo. Nel 1838 si dedicò all'insegnamento, ma presto mutò ancora direzione e passò al giornalismo (1841), divenendo direttore del «Daily Eagle» di Brooklyn. Nel frattempo iniziò a pubblicare i primi versi. Lasciato il giornalismo nel 1848 per divergenze politiche, si volse all'attività paterna. Erano ormai gli anni di quei taccuini di note che diverranno in breve tempo i dodici canti del suo grande libro, Foglie d'erba, che da allora non cesserà di accrescere con prodigiosa continuità fino alla morte (dal 1855 in poi ebbe 10 edizioni). La prima edizione uscì nel 1855, ma per la sua «novità» non fu capita. Dopo una visita al fratello George, ferito nella guerra civile (1862), scoprì una vocazione di infermiere e si prodigò, durante gli ultimi tre anni del conflitto, negli ospedali da campo. Nonostante il consolidarsi della sua reputazione anche oltre oceano, nel 1865 fu costretto a lasciare il posto ottenuto al ministero dell'interno per lo scandalo suscitato dall'ardito linguaggio e dalle metafore sessuali di alcune sue poesie. Continuò comunque a lavorare in impieghi governativi sino a quando, colpito da una leggera paralisi (1873), si rassegnò a una vita più ritirata. Nel 1882 uscirono i suoi ricordi di guerra, con il titolo Giorni rappresentativi. Innovatore non tanto per l'audacia dei temi (l'esplodere dell'eros, la morte e la vita viste da vicino), quanto per il modo in cui vengono trattati, Whitman è considerato il maggior poeta dell'Ottocento americano. Il suo linguaggio, ricchissimo di immagini, tende a una piena comunione con la natura e con i sensi; nella loro straordinaria intensità, i suoi versi trascendono il proprio oggetto per immergerlo in un campo di energia ritmica e psichica ben più vasto.

 

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Giorni rappresentativi

 

 

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