Figlio di un proprietario terriero, studiò legge a Granada, ma a partire dal 1919 risiedette soprattutto a Madrid. Le sue vere passioni furono le arti: la poesia, il teatro, la musica, la pittura e il disegno (espose a Barcellona nel 1927). Esordì nel 1917 pubblicando versi su un giornale di Granada, ma fu a Madrid che entrò in contatto con le avanguardie e gli esponenti della cultura dell'epoca: J. Guillén, R. Alberti, D. Alonso, G. Diego, S. Dalí, M. de Falla (con il quale studiò musica), L. Buñuel. Dopo un breve soggiorno negli Stati Uniti (dal quale nacque l'opera Poeta a New York, pubblicata postuma nel 1940) e a Cuba, fece ritorno in Spagna, dove si schierò in favore della Repubblica. Nel febbraio 1936 fondò, con Alberti e J. Bergamín, l'Associazione degli intellettuali antifascisti. Pochi mesi dopo, il 19 agosto, fu fucilato dai franchisti, in circostanze ancora non ben chiarite. È stato uno dei maggiori poeti della generazione del '27, oltre che uno straordinario drammaturgo e uomo di teatro. Il paesaggio e il folclore andaluso, le antitesi natura-civiltà e istinto-ragione sono i motivi dominanti della sua poesia (il Poema del Cante Jondo e Romancero gitano, 1928; Lamento per Ignacio Sánchez Mejias, 1934) e dei suoi drammi (Mariana Pineda, 1927; Nozze di sangue, 1933; Yerma, 1934; La casa di Bernarda Alba, 1936). Notevoli anche le farse (La calzolaia ammirevole, 1930) scritte per il teatro universitario della Barraca.

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