Figlio di Lucio Anneo Seneca il Retore, studiò a Roma alla scuola del padre, sotto la guida di diversi maestri (declamatori e filosofi). Membro del senato sotto Caligola, coinvolto poi in un intrigo, fu esiliato da Claudio in Corsica (41-49); fu poi precettore e consigliere di Nerone, fino al 62. Implicato nella congiura di Pisone (65), ricevette dall'imperatore l'ordine di uccidersi. Centrali, nel suo pensiero - eclettico con tendenze allo stoicismo - furono la ricerca della virtus, intesa come vittoria della ragione sulle passioni, e il tentativo di conciliare e correlare la dimensione individuale e quella politica. Della sua vasta produzione ci sono giunti, oltre all'opera più celebre, le Lettere a Lucilio (in 20 libri), 12 libri di Dialoghi (tra cui La brevità della vita, L'imperturbabilità del saggio, La vita beata, La tranquillità dell'animo), alcuni trattati (I benefici), 9 tragedie, caratterizzate da enfasi declamatoria ed esasperate passioni, e l'Apocolocintòsi o Apoteosi della zucca, una divertente e corrosiva satira menippea (genere satirico misto di versi e prosa, spesso salace) sulla deificazione dell'imperatore Claudio. Lo stile teso e barocco di Seneca influì sulla prosa europea, soprattutto tra Cinque e Seicento.

 

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 Lettere a Lucilio

 

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