Pavese, Cesare

scrittore (Santo Stefano Belbo 1908-Torino 1950). Contribuì, specialmente con la sua opera di traduttore, a far conoscere in Italia la narrativa americana. Antifascista militante, fu condannato al carcere e al confino. Nel 1936 pubblicò Lavorare stanca, in cui, in polemica con l'ermetismo, tentò di realizzare una forma nuova di poesia-racconto. Nel romanzo Paesi tuoi (1941), per la prima volta Pavese presentò la trasposizione, in un paesaggio italiano, della tecnica narrativa americana. Durante la guerra Pavese scrisse uno dei suoi racconti migliori, La casa in collina, in un momento di crisi e di solitudine. Nel 1946 pubblicò Feria d'agosto; nel 1947 Il compagno e i Dialoghi con Leucò, rielaborazione problematica di miti classici; nel 1949 La bella estate. L'ultimo romanzo, La luna e i falò (1950), imperniato sul conflitto, drammatico e centrale nella sua vita, tra l'amara esperienza cittadina e la nostalgia struggente della campagna, è considerato il suo capolavoro. Le poesie, raccolte nel volume Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (postumo, 1951), il diario Il mestiere di vivere (postumo, 1952), e le Lettere 1945-1950 (postume, 1966) costituiscono le più disperate testimonianze della sua tormentata vicenda di uomo e di scrittore, deluso dall'esistenza, conclusa con il suicidio.

 Libri presenti dell'autore da scaricare in formato pdf:

 

La luna e i falò

 

 

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