Pirandello

 

scrittore e drammaturgo (Agrigento 1867-Roma 1936). Nel 1894 cominciò a dedicarsi alla narrativa con racconti e romanzi d'ambiente piccolo-borghese nei quali prevalgono ancora i canoni naturalistici (L'esclusa, 1901). Nel 1903, in seguito al dissesto economico dell'azienda paterna e alla malattia della moglie, fu costretto a intensificare il proprio lavoro, e scrisse il romanzo Il fu Mattia Pascal (1904), che segnò l'apparizione del primo personaggio pirandelliano concepito fuori d'ogni giustificazione veristica. Tra il 1910 e il 1915 portò a maturazione quello sconcertante dissolvimento del personaggio che culminerà in Uno, nessuno e centomila (1925-1926). Contemporaneamente, si aprì per Pirandello la grande avventura teatrale, che lo portò nel giro di pochi anni alla fama internazionale. Nelle novelle (poi raccolte con il titolo definitivo di Novelle per un anno, 1922-1937) sono già presenti i più notevoli temi del teatro pirandelliano: la dolente visione del mondo, il gioco tra finzione e realtà, il dramma dell'essere e dell'apparire. Dopo le commedie in dialetto (Liolà, 1916; Il berretto a sonagli, 1917; entrambe poi ritrascritte in italiano), l'autentica proiezione drammatica si rivela appieno nel 1917 con Così è (se vi pare) e con Il piacere dell'onestà. Seguirono, a ritmo serrato, Ma non è una cosa seria (1918), Il giuoco delle parti, L'uomo, la bestia e la virtù (1919), Tutto per bene (1920) e Come prima, meglio di prima (1920), che valse allo scrittore il primo successo di pubblico. Nel 1921, con Sei personaggi in cerca d'autore, e nel 1922, con Enrico IV, s'aprì la grande stagione pirandelliana, che proseguì con Vestire gl'ignudi (1922), L'uomo dal fiore in bocca (1923), La vita che ti diedi (1923), Ciascuno a suo modo (1924), Questa sera si recita a soggetto, Come tu mi vuoi (1930), Trovarsi (1932), I giganti della montagna (postumo, 1937). Nel 1929 fu chiamato a far parte dell'Accademia d'Italia e nel 1934 gli venne assegnato il premio Nobel per la letteratura. L'apparizione di Pirandello costituisce l'avvenimento capitale della storia del teatro italiano nel Novecento e uno degli avvenimenti chiave del teatro europeo contemporaneo. Il palcoscenico non è più la scatola magica per fornire un'illusione, ma il luogo dove la realtà stessa è messa in questione di fronte a un pubblico partecipe. Su questo nuovo palcoscenico, libero d'ogni orpello, Pirandello conduce il suo processo alla società contemporanea, alle sue ipocrisie, alle sue menzogne, alle sue violenze, alle sue assurdità. Tutta la sua opera è imperniata sul problema della identità profonda delle persone: l'uomo non è quasi mai quello che crede di essere né quello che gli altri credono che sia.

 

 

Libri presenti dell'autore da scaricare in formato pdf:

 

Il fu MattiaPascal

 

Sei personaggi in cerca d'autore

 

 

 

 

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