Chi era Gregory
Bateson?
Gregory
Bateson nasce nel 1904 in Inghilterra.
Figlio di un famoso genetista (William Bateson, fu il primo a coniare
il termine "genetica"), studia biologia e antropologia a Cambridge.
Nei primi anni 30 inizia a lavorare sul campo, in Estremo Oriente,
centrando subito i suoi interessi di antro pologo sui nessi tra
cultura e natura umana, storia e biologia. Nel 1932 conosce, in Nuova
Guinea, Margaret
Mead che sposerà nel 1935. Del suo
lavoro di antropologo rimangono due libri: Naven (del '36) e Il
carattere balinese, scritto nel 1942 insieme alla moglie. Ma il
contributo maggiore Bateson lo darà al dibattito in campo
psichiatrico ed epistemologico, influenzando psichiatri come
Ronald D.
Laing e fisici teorici come Fritjof Capra.
In campo psicoterapeutico il suo nome è strettamente legato al
"Gruppo di Palo Alto" e alle ricerche da esso svolte a partire dai
primi anni 50 nel campo della comunicazione umana. Da queste ricerche
emergeranno teorizzazioni importanti che - come nel caso del doppio
legame- daranno l'awio alla definizione di una pragmatica della
comunica zione umana e a coerenti modelli psicoterapeutici centrati
soprattutto sul gruppo familiare.
Al 1962 risale il definitivo distacco di Bateson dall'esperienza di Palo Alto, e la sua polemica (il suo "di sgusto") contro quella che venne definita "la metafora del potere": la necessità, sostenuta da altri membri del gruppo tra cui Jay Haley, che il terapista-osservatore-esterno esercitasse un controllo unilaterale sul sistema-familiare-osservato. Ma questo non fu il solo punto di discordia sul quale si esaurì una delle imprese intellettuali più proficue degli ultimi 40 anni. In tutta la sua opera di epistemologo Bateson si è impegnato infatti nello studio e nella definizione dei processi mentali (non è di certo un caso che in entrambi i titoli dei suoi due libri più importanti abbia voluto inserire il termine "mente"): ebbene, proprio in quanto mentali, quegli stessi processi venivano attivamente esclusi dal lavoro quotidiano di terapisti che, nell'alveo della pragmatica, si rifacevano ad un modello tipo blackbox della mente umana.
Da ultimo, ma non meno importante, va citato il suo contributo allo sviluppo delle nascenti teorie sulla ci bernetica, attraverso la sua partecipazione - tra la fine degli anni 40 ed i primi anni 50 - alle mitiche Conferenze della Josiah Macy Jr. Foundation. Vi parteciparono la moglie (già all'epoca affermatissima antropologa), neurofisiologi come Arturo Rosenblueth, John von Neumann (progettista dei primi computer), neuropsichiatri del calibro di Warren McCulloch, un teorico della comunicazione come Claude Shannon, il fisico Heinz von Foerster, Rapaport, Norbert Wiener... Gregory Bateson è morto nel 1980, a San Francisco; cremato per suo espresso desiderio presso una comunità zen, alla cui filosofia aveva aderito negli ultimi anni di vita.
Per capire meglio il pensiero di Bateson é bene considerare il significato che lui ha dato al concetto di Epistemologia.