GASSINO TORINESE

AI NOSTRI GIORNI

 

Il Comune di GassinoTorinese si trova lungo la Statale 590, tra S. MauroTorinese e Chivasso. Con le frazioni di Bardassano e Bussolino e le loro valli, racchiude una porzione largamente incontaminata della CollinaTorinese e dei Po (inclusa nei progetti: Sentieri della CollinaTorinese e Pista Ciciabile dei Po).

Non è certa l'origine romana, suggerita dalla pianta dei borgo, ma il nome, dal suono longobardo, appare nei documenti dell'anno Mille come centro di culto e "terra forte" strategica.

Lo stemma delle Tre Zappe indica la vocazione agricola dei territorio e l'indipendenza dai blasoni feudali, ma anche la capacità dei soldato-contadino gassinese di erigere opere di difesa contro le prepotenze dei vicini e le scorribande dei barbari.

Nella sua lunga storia, il Comune ha sfruttato l'autonomia che gli veniva dall'essere un nodo di comunicazione e difesa tra diversi principati. La vivacità dei commerci è testimoniata dalla presenza di portici e dalla memoria di un porto sul Po, più volte costruito e distrutto nel XIV secolo.

Centro di 8.500 abitanti inserito nell'area metropolitana torinese, Gassino se ne distacca per la sua posizione su di un contrafforte collinare, coronato dalla Chiesa della Confraternita dello Spirito Santo, che, come una Superga minore, ne proclama da lontano la presenza e l'identità.

Tra gli altri monumenti caratteristici, ricordiamo la Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo, il Castello di Bardassano e la settecentesca Villa Bria, in territorio di Bussolino.

 

DUE RIGHE DI STORIA

Il primo Signore di Gassino fu tale Alberico che il Marchese Arduino d' Ivrea aveva insediato intorno all' anno 1000, per cercare di controbattere le mire espansionistiche del vescovo di Torino Landolfo, cappellano di Enrico 11, sovrano di stirpe germanica. Da allora fino a circa il 1300 Gassino rimarrà un libero Comune, governato da un Sindaco, chiamato anche Signoria, rimanendo, però, sempre nell' orbita di influenza dei Marchesi del Monferrato. In questo periodo di tempo il Comune vede aumentare sempre di più la sua influenza politica, economica e militare verso i territori limitrofi ( dispute con Castiglione e Chieri ) fino a diventare un importante punto di transito sulla strada che da Torino portava ad Ivrea, facendo pagare un dazio ai mercanti che vi transitavano. Si arriva così al 20 maggio 1306, data in cui il principe Filippo d' Acaja, precursore dei Savoia, nomina in Gassino il primo Castellano nella figura di Guido Carmenti. Si deve precisare che Gassino si era alleata a Filippo d' Acaja per paura che il Marchese del Monferrato, sino ad allora suo alleato, la cingesse d' assedio visto il potere che il Comune aveva acquisito. Il primo Castellano si circonda, per il disbrigo delle faccende nel suo Comune, da un numero imprecisato di borghesi ( circa venti ) abitanti in loco, che formavano così la sua Credenza. Da qui il nome di Credendari.

 

Il Principe lasciava pieni poteri al Castellano e quindi, quest' ultimo, amministrava a suo piacimento il Comune. Era anche suo compito amministrare la Giustizia.

 

 

FOTO STORICHE DI GASSINO ANTICA

Panorama Gassino

Borgata sobrero (ex calzaturificio)

Case nuove

Chiesa gassino

Corso Vittorio centrale

CorsoVittorio con gente

Corso Vittorio scuola

Vorso Vittorio tramvia

Entrata Gassino

Parrocchia

Piazza Umberto I°

Antico porto natante

Piazza re Unberto

Via Casole

Viale

Via Torino

Altra veduta via Torino

Via Vittorio Emanuele

Rivalba

Rivalba piazza comune

Cinzano

Sciolze centro

Sciolze piazza San Rocco

 

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