Quando si parla di ipnosi si pensa solitamente
ad una esperienza che ha a che fare con il controllo da parte di una persona
sulla volontà di un'altra. Questa visione parziale e distorta non
permette di comprendere quali sono le esperienze dell’uomo interessate
direttamente o indirettamente dall’ipnosi.
L’ipnosi è un esperienza che
riguarda gli stati mentali che l’uomo vive costantemente, dallo stato
mentale di veglia, l’idea stessa di realtà condivisa nella vita
quotidiana, a tutti gli altri possibili stati mentali alternativi.
Per meglio intenderci sull’ipnosi
passando dalle idee ai fatti è utile comprendere alcuni punti
fondamentali:
Il peso delle parole con l’ipnosi;
sistemi di preveggenza e ipnosi; il senso del simbolo e del magico ed i
collegamenti con l’ipnosi; l’ipnosi nei sistemi di coercizione
psicologici, il lavaggio del cervello; i sistemi totalitari, Il carattere
illusorio della conoscenza, la realtà come trance condivisa..
Come fare cose con le parole.
Quando le parole riescono a
trasformare la realtà noi ne veniamo travolti e condizionati al punto
che tutto si trasforma in altro, senza lasciarci il tempo neppure di reagire,
le nostre aspettative si trasformano nella nostra realtà, qui si disvela
il segreto dell’ipnosi, far avvenire cose con parole.
A un malato grave e in punto di morte i medici
hanno francamente comunicato che non sanno diagnosticare la sua malattia, ma
che probabilmente potrebbero aiutarlo se conoscessero la diagnosi. Gli
comunicano inoltre che un famoso diagnosta visiterà nei giorni
successivi l'ospedale e sarà forse in grado di riconoscere la malattia.
Un paio di giorni dopo lo specialista arriva e
fa il suo giro. Giunto al letto del malato, gli getta un'occhiata frettolosa,
mormora «moribondus» e prosegue.
Alcuni anni più tardi l'uomo va a
trovare lo specialista e gli dice: «Volevo già da tempo
ringraziarla per la sua diagnosi. I medici mi avevano detto che avrei avuto la
possibilità di cavarmela se lei avesse potuto diagnosticare la mia malattia
e nel momento in cui lei ha detto 'moribundus' ho saputo che ce l'avrei
fatta» (Brancka Skorjanec, Il linguaggio della terapia breve, Ponte Alle
Grazie, Milano 2000, p. 26)
Il racconto appena citato fa riferimento a un
fatto veramente accaduto ed è un ottimo esempio di come sia possibile
"fare cose con le parole". Questo termine è presente nella
teoria degli atti linguistici di Austin (How to do things with words, 1962).
Secondo questa teoria un atto linguistico è una frase che non serve a
definire una cosa vera o falsa ma a porla in essere. Un enunciato di questo
tipo è detto performativo per distinguerlo dai constatativi.
Per chiarire meglio il concetto facciamo alcuni
esempi di atti performativi:
• Dichiaro guerra
• Mi scuso
• Vi dichiaro marito e
moglie
• Ti battezzo
• Ti nomino
• Ti condanno
• Ti avverto
• Ti lascio in
eredità
• Ti dò la mia
parola
• Con questo, sei
avvertito
• Scommetto con te 10 euro che domani piove
In realtà Austin finisce per superare
questa dicotomia tra constatativi e performativi con la semplice constatazione
che tutti gli enunciati oltre a significare qualcosa eseguono anche atti
particolari (evocano delle risposte) perché sono dotati di una forza
specifica che va oltre la loro forza letterale.
Un esempio di ciò può essere
l'uso indiretto: "Quella porta è aperta?", "Sai le
ore?". Oppure prendiamo una frase del tipo: "Ti avverto che il toro
caricherà". Tale frase compie l'azione di avvertire (performativo)
e predica qualcosa di vero o di falso (constatativo).
Si dice che un atto linguistico può
essere ben riuscito solo quando soddisfa e si attiene a una procedura
convenzionale esistente e lo fa in modo corretto e completo secondo il contesto
appropriato determinando così il risultato previsto secondo la
volontà dell'autore.
Per contesto appropriato si intende che le
circostanze, le persone, i pensieri, le emozioni e le intenzioni sono
appropriate e congruenti.
L’ipnosi non si ferma alle parole, utilizza il linguaggio in tutte le sue manifestazioni, quando una persona, che partecipa ad un rituale molto toccante, come può essere una funzione liturgica in un Santuario conosciuto, con una forte aspettativa di guarigione da una malattia, ad un certo punto entra in trance, anche senza rendersene conto e la sua attenzione si focalizza solo sulla monoidea di guarigione, se rimane concentrata sulla monoidea realizza un'ideoplasia, muovere proprie azioni solo col pensiero senza una diretta volontà, avviando un processo di auto-guarigione, più o meno veloce, che sicuramente risulterà efficace.
L’atto di fede contiene gli stessi
ingredienti di un’indizione ipnotica:
·
forte aspettativa positiva (che possa succedere)
·
attivazione emotiva (carica emotiva)
·
abbassamento della critica (pensiero indifferenziato)
·
monoideismo (sviluppo della stessa idea)
Questi elementi garantiscono l'attivazione
dell'emisfero destro capace di influire con ideodinamismi sul corpo e sistema
neurovegetativo: il cervello pre-ipotalamico, mobilizza l'energia
emotivo-affettiva collegata alla monoidea per dar luogo ad una sintesi di
neurotrasmettitori, di mediatori, di peptidi e di ormoni, all’interno
dell’ipotalamo che fa da trasformatore, queste sostanze a cascata
trasmettono l'informazione sia nel resto del cervello post-ipotalamico, e sia
nel resto del corpo, per trasformarla in azione.
Sistemi predittivi e veggenza.
In riferimento ai mentalismi, (virtuosismi di
pensiero logico ed intuitivo) come capacità predittive, previsioni,
considerazioni sul futuro, analizzando il modo di operare dei veggenti è
possibile suggerire delle regole per risultare loro pari:
Fare tante previsioni, e sperate che qualcosa
si avveri. Se ciò avviene, esibirle con orgoglio. Ignorare le altre.
Essere vaghi e ambigui. Le dichiarazioni
precise possono essere sbagliate.
Usare molto simbolismo. Essere metaforici e
utilizzare immagini di animali, nomi e iniziali. I credenti possono combinarle
in molti modi.
Per ogni previsione cercare di coprire ciascuna
possibilità e scegliere quella che si verifica come il
«reale» intendimento della vostra previsione.
Indicare sempre un'origine divina per le vostre
predizioni. In questo modo, i detrattori dovranno prendersela con Dio.
Non importa quanti errori farete, andate
avanti. I credenti non prenderanno in considerazione i vostri sbagli e
continueranno a seguirvi.
Predicare catastrofi: i devoti si ricorderanno
più facilmente e diventano di gran lunga le più celebri profezie.
Per fare un po’ di autocritica anche
l'ipnotista fa cose analoghe. Per poter essere efficace copre tutte le risposte
possibili, rimane molto vago e ambiguo, fa uso di un linguaggio immaginifico e
metaforico, incorpora tutti gli eventi e li utilizza a suo favore
prendendosi il merito, evoca entità non verificabili come l'inconscio,
nel caso in cui realizza fenomenologie negative come
l’impossibilità ad alzarsi, a parlare, il suo prestigio viene
enormemente ampliato. Possiamo però aggiungere che seguendo il principio
della regola aurea del buon ipnotista: ogni persona al termine di un’induzione
deve poter portare con se qualcosa in più di positivo e questa è
la differenza che fa la differenza.
Parole senso e significato nel contesto
magico.
Il lavoro con l’ipnosi avvicina al mondo
della magia in quanto crea possibilità e nuovi ordini attraverso
percorsi diversi da quelli condivisi, permete un riordino
dell’esperienza, pensiamo all’idea di scoperta, in fondo la
scoperta, come l’induzione ipnotica, come un sogno guidato, è un
atto di magia, unisce cose e persone in un modo nuovo, differente.
"La scoperta consiste nel vedere
ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò che nessuno ha
pensato" ci è
suggerito da Szent-Gyorgy, la psicoterapia lavora sul cambiamento e permette ad
ogni individuo di reincorniciare la propria visione del mondo, è
possibile usando l’ipnosi far cambiare comportamenti e pensieri che la
persona ha organizzato in base alla propria esperienza.
Il pensiero arcaico, antico è ad un
tempo pensiero empirico/tecnico/razionale da un lato e
simbolico/mitologico/magico dall’altro. Il segno ed il simbolo si
distinguono in due sensi diversi:
- un senso indicativo e strumentale in cui
prevale l'idea di segno
- un senso evocatorio e concreto in cui prevale
l'idea di simbolo (croce cristiana, croce uncinata ecc.)
Con le parole vengono evocati percorsi
strutturati di esperienze differenti, l’ipnosi guida alla struttura dei
propri piani comportamentali, ogni nome racchiude in se il segno ed il simbolo,
il significante (segno arbitrario), il significato (senso), il referente (l'essere
o la cosa nominata).
Il pensiero mitologico si rifà
all'intelliggibilità del vivente, il particolare, ed il concreto, tutti
gli eventi sono dei segni, vanno interpretati, collegandoli tra loro si creano
nuove associazioni che orientano nella lettura delle proprie esperienze.
Ad esempio l'analogia tra sfera umana e sfera
naturale ha portato a considerare i caratteri antropomorfi del cosmo, un
paradigma antropo socio cosmico di riferimento. Questa visione identificativa e
proiettiva ha portato a delineare l'influsso degli astri sulla vita delle
persone, tanto da rendere gli individui influenzabili dalle predizioni
ipnotiche dei programmi che l’astrologia declina per ogni periodo ed
attività umana.
Prendendo in considerazione
la magia possiamo egualmente vedere come si intreccia al mondo
dell’ipnosi.
La magia obbedisce alla regola dello scambio,
la magia corrisponde al pensiero simbolico/mitologico nello stesso modo si
può sostituire al termine magia il termine ipnosi:
1) L’Ipnosi come l'azione magica si fonda
sull'efficacia del simbolo, evocare e contenere ciò che il simbolo
simboleggia.
2) L’Ipnosi come la magia si fonda
sull'esistenza mitologica dei doppi, degli spiriti, delle reliquie, delle
statue, delle immagini, delle esperienza reali o immaginarie presenti in noi.
3) L’Ipnosi come la magia si fonda
sull'analogia, la forza dei simboli figurativi di immaginette, fantocci,
bambole.
4) La magia utilizza il sacrificio, che porta
fertilità, si ingrazia gli spiriti, ottenendo protezione, e sviluppando
l'idea di purificazione, l'ottica del sacrificio è ancor oggi molto
utilizzata per poter ottenere vantaggi, con l’ipnosi si lavora associando
esperienze tra loro ed ottenedo risultati analoghi.
5) Tutte le magie del doppio si ritrovano ad
agire su bambole, feticci, simbolismi, così strutturando parti
differenti in un individuo con l’ipnosi è possibile creare nuovi
significati, comportamenti.
6) La magia si fonda sulla potenza simbolica
del linguaggio, sulla potenza analogica del mimo (comunicazione non verbale), e
sulla potenza del rito, l'integrazione dell'universo mitologico che permette di
stabilire il commercio con gli spiriti, nell’ipnosi succedono cose
analoghe, l’immaginario si confonde con il reale, si emulano
realtà possibili che poi si strutturano nei programmi di vita delle
persone.
Simboli mito e magia devono essere uniti e
proposti assieme perchè ognuna di esse possa dare un risultato compiuto, il pensiero razionale/empirico/tecnico
si fissa sull'oggettività del reale, il pensiero mitologico si basa
sulla soggettività dell'esperienza, la realtà soggettiva,
l’ipnosi dal canto suo declina questi due livelli su di un unico piano
esperienziale.
Nel pensiero simbolico/mitico/magico soggettivo
ed oggettivo non sono dissociati si confondono, la rappresentazione si confonde
con la cosa rappresentata, immagine e parola sono ad un tempo
segni/simboli/cose (nome evocatore, immagine evocatoria, cosa evocata), il
linguaggio è ancora indissociato non distingue tra indicazione ed
evocazione, prosaico e poetico. Ogni attività mentale indifferenziata,
l'attività della retromente, tende a reificarsi, ad unire immagine, parola e cosa, tende alla
proiezione/identificazione, questo è anche il livello che l’ipnosi
sfrutta, utilizzando l’attività del cervello
“rallentata” (onde alfa) nello stato di trance, rispetto allo stato
di veglia, il pensiero indifferenziato, e l’attività ideomotoria
conseguente.
Anche il pensiero razionale tende alla
semplificazione quando degenera nella razionalizzazione, risultato
dell'attività di computazione che mette in primo piano soltanto
entità dotate di senso, i segni ed i simboli, tanto da credere che
l'universo emetta segni, mentre è la mente ad inferire segni, senso e
significato dall'universo stesso.
Caso ed evento fortuito sono stati solo
tardivamente ammessi dall'evoluzione della conoscenza.
Il pensiero simbolico/mitologico/magico
utilizza l'identificazione per analogia, struttura la metamorfosi come formula
onnicomprensiva e potenziale.La soggettività tende ai miti e
l'oggettività tende a distruggerli, ma l'oggettività ha bisogno
di un soggetto e il soggetto ha bisogno dell'oggettività, il soggetto
che è all'interno del pensiero simbolico/mitologico/magico controlla
dall'esterno il pensiero empirico/razionale/logico che gli serve a imporre il
suo potere sulle cose.
Il mondo magico trae i suoi limiti dai limiti
di quelli della mente:
·
l'incapacità o la grande difficoltà di fare tesoro
dell'esperienza ed imparare dai propri errori
·
l'incapacità o la grande difficoltà di modificare i
propri schemi mentali, in funzione delle novità
·
l'incapacità o la grande difficoltà di discernere i
veri presupposti, problemi e
criteri di giudizio da quelli falsi, raccogliendo una inutile mole di dati di
riferimento
·
l'incapacità o la grande difficoltà di concepire
mezzi adeguati ai fini, ricordare i fini nell'uso dei mezzi, cause finali da
cause efficenti
La definizione di magia: è la scienza o
meglio l'arte di causare il verificarsi di cambiamenti conformi alla propria
volontà.
Il presupposto della magia è che
qualsiasi cambiamento si richieda, può essere provocato mediante
l'applicazione di un giusto grado d'una certa forza, nel giusto modo,
attraverso il giusto mezzo ad un giusto oggetto.
Da qui i seguenti corollari:
- Ogni atto intenzionale è un Atto
Magico, in quanto è una forza di volontà applicata con modi e
mezzi idonei al raggiungimento di un obiettivo.
- Il primo requisito necessario per provocare
qualsiasi cambiamento è la completa comprensione, qualitativa e
quantitativa, delle condizioni di partenza.
- Il secondo requisito necessario per provocare
qualsiasi cambiamento è la capacità pratica di mettere in azione
le forze adatte alla situazione.
Se prendiamo l'esempio di un atto magico del
tipo "con questo sortilegio io ti libero dal malocchio!" sappiamo che
può avere effetto solo se le persone coinvolte hanno i pensieri, i
sentimenti e le intenzioni richieste dalla procedura e se la procedura è
stata eseguita come richiesto. Inoltre questa procedura o prassi il più
delle volte si fonda su convenzioni ratificate dalla comunità di
appartenenza.
Il potere della magia risiede proprio nella
capacità della parola di suscitare immagini e emozioni
nell'interlocutore.
Per il mago l'immaginazione è
realtà, perché quando un uomo immagina qualcosa crea
effettivamente una forma pensiero sul “Piano Astrale”. Questa forma
pensiero può avere effetti benefici o malefici una volta che è
stata vitalizzata dalla Volontà, dall'Emozione e dalla Fede. A questo
proposito scriveva Paracelso: "L'immaginazione è come il sole, la
cui luce non è tangibile, e tuttavia può incendiare una
casa".
Queste forme pensiero hanno una caratteristica
peculiare, possono sfuggire al controllo del loro creatore che ne rimane
effetto.
Qualcosa di simile accade quando acquistiamo un
cagnolino per il nostro piacere, perché ci tenga compagnia. Col tempo
esso diventa il nostro padrone, ne siamo dipendenti e dobbiamo soddisfare tutte
le sue voglie.
In altri casi le forme pensiero sono create e
potenziate dalla collettività. Si parla allora di una eggregora,
cioé di una creazione sul piano astrale frutto della forza psichica
congiunta di un certo numero di persone costituenti la catena magica.
I cerimoniali magici hanno proprio la funzione
di creare e potenziare queste forme pensiero tramite il coinvolgimento emotivo
nei confronti di qualcuno, di qualcosa, di un'idea; in genere qualunque
cerimonia tende ad apportare un tono emotivo, mantenedo un atmosfora
“magica”, dove gli stessi cerimonieri sono in uno stato di trance
condivisa col resto del pubblico partecipe.
In altri casi succede che la forma pensiero
sopravviva all'autore. Per esempio i mondi descritti da Tolkien esistono ancora
e possono essere visitati da tutti noi quando leggiamo i suoi libri. Lo stesso
vale per qualsiasi personaggio di fantasia. Questi personaggi esistono in un
mondo parallelo, chiamatelo come volete piano astrale o mondo 3 come lo
chiamava Popper, il mondo dello spirito umano delle sue storie e racconti
continuamente potenziato e vitalizzato da tutti coloro che vi credono ancora.
Una cosa esiste e vive per quanto viene evocata, il semplice ricordo evoca
mondi che quando sono condivisi divengono, giocoforza, esperienze collettive di
trance, l’ipnosi è dunque costantemente presente come dimensione
individuale o collettiva dell’esperienza. Qunado si dice che
l’esperienza è la causa ed il mondo ne è la conseguenza si
declina un atto magico, si connota, meglio detto si costruisce, una
realtà, il mondo, partendo dalla condivisione di una punteggiatura di fatti, l’esperienza appunto.
Ogni “fatto” sussiste sul piano
reale per una punteggiatura, descrizione, fatta sul piano formale, astratto; la
prassi operativa, processo, equivale alla descrizione di un osservatore
rispetto ad un osservato, l’ordine dichiarato per tale processo equivale
ad una proposta “rappresentativa”, un listato di comandi che deve
essere eseguito se si desidera comprendere l’esperienza suggerita.
Quando per esempio si segue con devozione una
certa tradizione spirituale viene spesso chiesto all'adepto di visualizzare la
catena dei guru fino al capostipite perché gli impartiscano
l'insegnamento, magari durante il sogno, e lo proteggano nel suo cammino.
Talvolta capita che queste idee, o descrizioni,
cominciano a proliferare in modo "selvaggio", è per esempio il
caso delle leggende metropolitane. In certi ambienti esoterici per esempio, la
leggenda vuole che il romanzo Necronomicon di Howard P. Lovecraft si riferisca
a divinità arcaiche realmente esistenti, divinità che il mago
sarebbe in grado di evocare. Secondo Crowley invece gli spiriti e le
entità con cui il mago viene in contatto sono manifestazioni di livelli
(individuale o collettivo) dell'inconscio dell'uomo.
In modo simile in ipnosi si parla di
monoideismo: quando una persona concentrandosi su un solo punto arriva ad
annullare tutto il resto e si fa guidare da quel punto, da quell'immagine. In
ipnosi si è dimostrato che tramite le ideoplasie, le forme pensiero,
è possibile agire sul proprio corpo.
Effetti particolarmente evidenti di questo
fenomeno sono presenti nelle sette, nei fondamentalismi, anche il monoideismo
dell’atleta è l’elemento che gli consente di superare
ostacoli per altri insormontabili. Il monoideismo plastico non è altro
che un fenomeno molto potente di risposta ideodinamica presente per esempio
nella gran parte dei cosidetti "fenomeni paranormali" come il
tavolino che si sposta, il pendolino che si muove, la scrittura automatica, la
rotazione della bacchetta dei rabdomanti. Tutti questi fenomeni si verificano
quando la mente è assorta in concentrazione, allora i muscoli
obbediscono alla immagine mentale senza che l'operatore sviluppi un intenzione
volitiva diretta. Recenti studi sui fenomeni di telepatia del cervello,
condotti con la PET, Tomografia ad emissione di Positroni, hanno rilevato la
presenza di un sincronismo funzionale in relazione ad uno stimolo ricevuto da
uno dei due individui, mostrando l’attivazione, per tutta la durata dello
stimolo, di stesse aree del cervello; questa rilevazione è stata fatta
tra due individui, tra loro molto legati, in cui era presente una forte intesa,
(partner, parenti, amici intimi)che erano stati divisi in due ambienti separati
e schermati e che si trovavano ad una quindicina di metri di distanza. Questo
esempio, pioniere nella ricerca sulla telepatia, mette in luce come possano
esistere fenomeni, difficilmente rilevabili scientificamente, i cui effetti
spiegherebbero la capacità percettiva di certi individui con doti
particolari di veggenza, la loro straordinaria capacità deriverebbe
dalla possibilità di sincronizzarsi sull’attività cerebrale
dell’altra persona, descrivendone gli effetti, vissuti in diretta, nella
propria esperienza mentale.
L'ipnosi non è altro che una trance, uno
stato di forte attenzione responsiva, in cui ci si sincronizza con
l’altro su di una stessa lunghezza d’onda, creando uno stato di
coscienza alternativo condiviso, nella cui posizione si attiva un potenziale
mentale e si verificano fenomeni di ideoplasia, un’attivazione mentale
che genera effetti e sviluppa risposte in base agli obiettivi declinati.
Ipnosi, lavaggio del cervello e destrutturazione dei piani d’azione.
George Miller, Eugene Galanter, Karl Pribram,
nell'opera Piani e struttura del comportamento, un opera orientata allo
sviluppo degli studi sul comportamento nella psicologia dell’individuo,
descrivono l'attività pianificatrice dell'uomo secondo degli schemi
d'azione che possono essere scomposti e analizzati a più livelli come il
linguaggio:
"Questo tipo di organizzazione del
comportamento è senza dubbio più evidente nel comportamento
verbale umano. I fonemi individuali sono organizzati in morfemi, i morfemi
vengono uniti per formare i sintagmi (phrases), questi in sequenza appropriata
formano una frase (sentence), e una stringa di frasi forma l'enunciato
(utterance). La completa descrizione dell'enunciato implica tutti questi
livelli." (George A. Miller, Eugene Galanter, Karl H. Pribram, Piani e
struttura del comportamento Franco Angeli Editore, 1973 Milano, p. 29)
In quest’ottica l'uomo crea una
"organizzazione gerarchica del comportamento", un Piano è
l'equivalente di un programma di un calcolatore capace di determinare una
particolare strategia d'azione: "Un Piano è ogni processo
gerarchico nell'organismo che può controllare l'ordine in cui deve
essere eseguita una serie di operazioni." (Id., Ibid., p. 32)
L'uomo non potrebbe neanche alzarsi dal letto
senza piani cioè senza una serie di schemi comportamentali. I Piani sono
inerenti alla conoscenza normativa (regole) e pragmatica (esperienziale) della
vita, permettono di orientarci nel mondo attraverso una serie di routines che
si sono cristallizzate grazie alla ripetizione. Una volta “cablati”
questi schemi di comportamento possono essere riprodotti senza lo sforzo
cognitivo originario.
Con l'ipnosi ci si trova in una condizione
analoga, il problema da risolvere è come fare in modo che una persona
smetta di portare avanti i propri Piani e accetti di eseguire un Piano
suggerito dall'ipnotista.
Secondo Miller, Galanter e Pribram, con
l’ipnosi si ha qualcosa di simile al sonno profondo: il soggetto elimina
il proprio linguaggio interno col quale elabora normalmente i suoi Piani
d'azione e a questo subentra la voce ed il Piano dell'ipnotizzatore.
Gli autori per avvalorare la loro tesi
riportano le descrizioni di Weitzenhoffer circa l'incapacità o la
difficoltà a parlare dei soggetti in trance profonda (p. 130).
Per far smettere a una persona di elaborare
Piani occorre impegnarla su argomenti particolarmente noiosi, insignificanti o
ripetitivi come la concentrazione continuata su un punto luminoso, oppure si
possono dare una serie di istruzioni particolarmente difficili e in
contraddizione fra loro per indurre uno stato di confusione. Sovraccaricando il
sistema cognitivo, l'ipnotista riesce a interrompere la capacità del
soggetto di pianificare adeguatamente e quindi può suggerire una serie
di istruzioni che vengono accettate come rimedio allo stato confusionale (p.
125). È curioso il fatto che il Piano sostitutivo deve essere presentato
al soggetto come se fosse suo, come se stesse nascendo autonomamente al suo
interno; in altre parole non deve essere percepito come una imposizione inculcata
dall'operatore, ma come un programma che potrebbe essere stato costruito
dall’individuo stesso (p. 125).
Queste pratiche vengono utilizzate anche nel
cosidetto “lavaggio del cervello”:
"Il primo passo dovrebbe presumibilmente
essere quello di far smettere alla persona di far Piani da solo. Ciò si
può realizzare frustrando deliberatamente ogni Piano fatto autonomamente
che tenti di eseguire, anche quelli rivolti alle sue funzioni coorporee
più personali. L'obiettivo è fargli credere che possono essere eseguiti
solo i Piani che originano da chi ti tiene prigioniero. Gli si può
assegnare il compito di confessare, ma senza dargli la più vaga idea di
ciò che deve confessare. Qualunque cosa confessi sarà errata o
insufficiente.." (p. 132)
Anatomia di una struttura totalitaria
Lifton nel suo studio (Lifton R. J., Thought
reform and the psychology of totalism, Norton Library, New York, 1963,
pp.420-434) ha individuato otto caratteristiche che sono riscontrabili
all’interno di un sistema totalitario:
1. Controllo dell'ambiente, lo stato
totalitario risulta onnipresente richiamando continuamente l’attenziione
su di sé.
È essenziale il controllo del
comportamento. L'ideologia totalitaria deve permeare ogni realtà, il
suddito non può essere mai lasciato solo, egli deve trovare
continuamente modo di imbattersi nel potere e nella dottrina onniscente del
Governo.
I flussi comunicativi provenienti dall'esterno
vengono regolarmente censurati e alterati e al contempo viene lasciato ampio
spazio alla propaganda di regime.
Le comunicazioni tra individui vanno regolate;
lo scopo finale è giungere al controllo dei sentimenti delle convinzioni
e in genere della vita interiore del suddito di modo che le
controargomentazioni vengano sedate sul nascere.
Per quanto riguarda i prigionieri nelle carceri
cinesi il controllo dell'ambiente e del carcerato è evidente e totale.
Tramite confessioni e autocritiche in gruppo si richiede la fusione con
l'ambiente circostante. Il carcerato sotto continue pressioni non riesce più
mantenere quel distacco che gli consentirebbe di passare relativamente
"indenne".
Attraverso il siitema di punizioni e premi
impara anche a rispondere correttamente alle aspettative degli aguzzini,
d'altronde non ha altra via di uscita se non adattarsi all'ambiente ostile.
Sviluppa dunque un'attenzione responsiva ed impara a cogliere ogni segnale
verbale e non verbale per andare incontro alle richieste degli aguzzini e
anticipare le pressioni dell'ambiente. In altre parole impara a seguire la
corrente piuttosto che contrapporsi ad essa. Quando sarà pronto
potrà partecipare attivamente nella conversione e manipolazione dei
novellini, e questa azione insieme alle false autoaccuse estorte è una
mossa fondamentale nel processo di rieducazione e indotttrinamento.
In particolare sono quattro i livelli attivati
in un sistema educativo:
1. Caricamento
·
Un programma viene proposto come base
·
Il programma si npresenta come un piano completo di comportamento
2. Feed-back positivo
·
Sono premiati tutti gli atteggiamenti in linea con il programma
·
Vengono dati riconoscimenti diretti ed indiretti a chi si allinea
col piano programmato
3. Feed-back negativo
·
Sono puniti direttamente o indirettamente atteggiamenti non in
linea coi piani proposti
4. Censura dei piani
alternativi
·
Ogni iniziativa personale creativa viene disincentivata
2. Richiesta di purezza, il ben ed il male sono
coniugati perfettamente con le intenzioni del regime.
Nel movimento totalitario sono presenti grosse
pressioni sul piano morale.
Il mondo viene diviso in assolutamente buoni e
assolutamente cattivi. Ma la perfezione assoluta così come immaginata e
richiesta dallo Stato è in realtà impossibile. Se il futuro
radioso tarda ad arrivare occorre rafforzare il controlo ed eliminare il
marcio. Qualunque cosa fatta in nome della purezza è alla fine morale.
3. Manipolazione mistica., un alone di mistero
circonda il potere, una precisa gerarchia aiuta a mantanere l’ordine
stabilito.
Un'aurea mistica circonda il Partito il quale
è detentore di una verità assoluta, il quale in virtù del
suo potere e prospettando scopi irragingiungibili mantiene un senso di colpa
esistenziale nel suddito e una vulnerabilità che può essere
manipolata agevolmente.
L'onniescenza dei vertici organizzativi e del
leader non è meno evidente quando in virtù della loro benevolenza
desiderano perdonare il peccatore redento, un modello perpetuato anche dai
totalitarismi religiosi.
"L'individuo dunque finisce per applicare
la stessa polarizzazione totalitaria fra bene e male anche ai suoi giudizi e al
suo carattere: tende a impregnare certi aspetti di se stesso di eccessiva
virtù, e a condannare ancor più eccessivamente altre
caratteristiche personali [...] Deve guardare alle sue impurità come se
originassero da influenze esterne [...] In tal modo, la tendenza psicologica
universale verso la "proiezione" è alimentata e
istituzionalizzata..." (p. 425)
4. Culto della confessione, lo stato
totalitario deve conoscere tutto, deve poter disporre di tutte le
“confidenze”, delle voci, dei detti e dei non detti.
L’identità personale lascia il posto a quella collettiva.
In stretta realzione con la domanda di purezza
troviamo il culto della confessione che presume una resa del proprio io e una
fusione con l'ambiente circostante.
Non c'è nulla che possa restare nascosto
al Governo, anche i pensieri e le emozioni più riposte.
Nell'istituzione totalitaria la confessione,
piuttosto che funzionare come sollievo viene usata come mezzo per manipolare il
"peccatore".
5. L’ideologia del partito è
elevata a scienza sacra, è la scienza del partito, il sistema di
conoscenza approvato, il piano di attività promosso e permesso,
La dottrina del Partito acquisisce la sembianza
di una scienza sacra. Le opinione contrarie non solo sono criminali ma sono
anche pazzesche perché non scientifiche.
6. Linguaggio ideologicamente connotato,
costruisce nel quotidiano la psicologia del partito, slogan ed attribuzioni
significato guidano le letture dei fatti mantenendo l’identità
delle persone allineate alla struttura cognitiva dello stato
Il linguaggio totalitario è basato su un
gergo riduttivo, zeppo di luoghi comuni e frasi fatte ripetute fino alla noia.
7. Dottrina sopra la persona, il meme, la
particella logica dell’idea, è sopra all’individuo
L'ortodossia chiede che l'individuo si adatti alla
dottrina.
In effetti la divisione manichea della
realtà presume un solo e unico modo di pensiero e comportamento in
accordo con un grande piano di salvezza che considera intrisicamente cattivi
tutti gli altri modi di essere. Mentre la propaganda altera l'interpretazione
dei fatti presenti e passati il linguaggio interiorizzato serve per la
costruzione di un certo modello del mondo che unitamente alla manipolazione
della coscienza e della memoria (false confessioni, autocritica) dei
prigionieri di guerra è efficace per la costruzione del nuovo sé.
8. La dispensa dell'esistenza, il credo
condiviso è l’unica realtà accettata, non sono previsti
altri pensieri che possano lasciare spazio all’iniziativa individuale.
La dottrina del partito introduce l'ultima
caratteristica del sistema totalitario: solo coloro che si accordano col modo
giusto e naturale di vedere la vita possono avere diritto all'esistenza e
essere riconosciuti come persone.
Il carattere illusorio della conoscenza, la realtà come trance condivisa.
Nell’essere umano le vie di entrata del
cervello, (apparato sensibile), rappresentano solo il 2% del complesso, il 98%
concerne il funzionamento interno, si è costituito dunque
nell’uomo un mondo psichico relativamente indipendente,nel quale fermentano
bisogni,sogni, desideri, idee, immagini, fantasmi, e questo mondo impregna di
sé la nostra visione del mondo esterno. Inoltre la mente è in
grado di mentire a se stessa (self-deception), egocentrismo,
autogiustificazione, proiezione sugli altri sono tutti meccanismi che
alimentano l’illusione. La memoria dal canto suo contribuisce ancora
all’autoinganno, la mente tende a deformare i ricordi attraverso
proiezioni e confusioni inconsce, i ricordi possono poi essere fonte di
convinzioni reali quando sono costruiti, al contempo possono scomparire senza
lasciar traccia.
Le illusioni sono facilmente tracciabili
attraverso l’esperienza dell’ipnosi, la struttura delle idee
può favorire il perpetuarsi delle illusioni. Nell’ipnosi,
attraverso l’esperienza della trance si accettano, si abbassa la barriera
della critica, viene favorita l’esperienza dell’ascolto, dunque la
trance permette una maggiore attenzione all’esperienza esterna rispetto
all’esperienza interna, solitamente dominante. Di solito la mente accellera
il processo percettivo attraverso l’anticipazione dei fatti, nella
memoria si depositano esperienze, ricordi, considerazioni nonché
conclusioni che vengono utilizzate continuamente, la trance condivisa struttura
un processo organizzativo anticipatorio, nella stessa misura in cui abbiamo
bisogno di percepire attraverso le nostre anticipazioni e conoscenze pregresse.
L’esperienza cognitiva logico/razionale
è un esperienza sequenziale in cui si susseguono gli eventi e si
orientano attraverso tracce differenti, contemporaneamente gli anticipi
all’esperienza guidano le conseguenze, l’esperienza
cognivìtiva inconscia può viaggiare in parallelo con altre
esperienze cognitive ed intessere una complessità di legami creativi
altrimenti “evitati” dal dominio cognitivo logico/razionale.
Durante la trance ipnotica la persona percepisce parallelamente eventi
cognitivi differenti e li interseca in modo creativo tra loro rendendoli
contemporaneamente “veri” attraverso un accreditamento interiore
legato all’impossibilità di distinguere tra realtà e
allucinazione della mente.
Lo stesso effetto lo viviamo durante la
condivisione del mondo “reale”, l’idea di realtà
percepita dall’esterno, l’intreccio in questo caso è tra un
mondo sequenziale logico/razionale, il metodo condiviso, e la traccia personale
che il mondo interiore lascia in ogni individuo. Ciò che permette di
distinguere tra veglia e sogno, tra immaginario e reale, tra soggettivo ed
oggettivo è l’attività razionale della mente, che fa appello
al controllo dell’ambiente, al controllo della verifica, al controllo del
sapere comune, al controllo del confronto con gli altri, azl controllo
corticale attraverso la memoria, le operazioni logiche, la razionalità
accomoda fantasia e creatività, la razionalità è utile
fino a che non si trasforma in razionalizzazione, a questo punto la logica
delle idee, l’ideologia, sovrasta e declina l’esperienza stessa, il
mondo che ne deriva è in questo caso una logica necessità.
Guardando l’oggetto con cui sto
costruendo questo articolo mi rendo conto dell’effetto che ha su di me,
nella mia mente nonn c’è bisogno di quest’oggetto, ma la sua
presenza mi fa sentire e percepire la realtà, senza l’oggetto
potrei avere la stessa idea naturalmente, ma attraverso l’oggetto io mi
permetto di avvicendarmi nell’illusorio mondo percettivo trasformandolo
nell’esperienza che mi causa il mondo condiviso.
Conclusioni.
La lettura delle esperienze fin qui riportata permette di utilizzare l’ipnosi come una chiave di lettura degli eventi umani, in particolare sottolinea quanto gli stati mentali siano alla base di ogni atto di coscienza da parte dell’uomo, e come dal loro studio ci sia permesso accedere al profondo dominio di esperienza fino a ieri considerate inspiegabili.
Molto importante risulta l’imprinting che riceviamo
nell’infanzia, l’ipnosi si “impara” da bambini,
l’impostazione funzionale che si riceve, pur nella sua
complessità, l’imprinting culturale, all’origine delle
credenze e delle idee, esercita da sempre un controllo sull’uomo.
Da quando l’homo sapiens ha sviluppato deliri,
massacri, crudeltà, adorazioni, estasi, sublimità sconosciuti al
mondo animale noi viviamo in un mondo di miti, segni e simboli.
La società addomestica gli individui che creano la
società, miti ed ideologie fagocitano i fatti, siamo in un mondo grazie ad un metodo,
dipendiamo dal metodo attraverso il quale ordiniamo il mondo ed il mondo
dipende da noi che l’abbiamo creato e lo manteniamo.
“El camino se hace al andar” Antonio Machado
(“La via si fa con l’andare”, in questa citazione si
sintetizza il mio lavoro sull’ipnosi, l’interesse con cui continuo
a declinare esperienze differenti con l’esperienza dell’ipnosi, una
continua ricerca della struttura che connette le esperienze del vivere, questo
il testimone che lasciamo a tutti coloro che desiderano seguire le nostre
esperienze formative.