ELEMENTI SULLA LEADERSHIP

Una delle più vecchie concezioni sulle persone al potere risponde a tre fondamentali meccanismi, riscontrabili nell'immaginario di ogni essere umano: l'idealizzazione (pensare ad una persona che sia in grado di detenere tutte le qualità importanti per l'uomo); l'identificazione (come dire che se gli voglio bene in un certo senso gli somiglio); la protezione (questa persona può salvarmi in ogni occasione).

In quest'ultimo immaginario è presente una concezione del potere decisamente astratta, lontana da una società dogmatica e progredita costruita da uomini che tengono ad esaltare le proprie doti e le loro capacità critiche.

E' indubbio che ci siano dei fondamenti legati al bisogno di potere, è lusinghiero sentirsi indispensabili, è semplice e diretto controllare la crescita di qualcun'altro, spesso è più difficile sapersi mettere da parte, spingere altri avanti, persone che hanno più doti di noi per un certo compito.

Spesso delegare ad altri certe mansioni è avvertito come una personale sconfitta, poi risulta difficile fidarsi del lavoro delegato, e di chi porta avanti per noi un certo progetto.

Educare in un certo senso è crescere ma a condizione di farlo seguendo la naturale evoluzione di chi ci è affidato, rimanendo pronti a metterci da parte ogni volta che la persona raggiunge una sua personale autonomia.

Un buon ideale, che permette di sviluppare in modo completo le funzioni educative, e quello di passare da una situazione di potere "su" qualcuno, ad una di potere "con" qualcuno. Questa è forse la migliore distinzione tra potere inteso unicamente come coercitivo e leadership.

Gli elementi che entrano in gioco nel rendere efficace la figura di un leader possono essere riassunti nell'essere accettato dai suoi collaboratori, nel riconoscimento da parte dei superiori della sua autorità di leader, nonchè nella complessità e strutturazione della mansione da svolgere.

Ma vediamo quali qualità e potenzialità è utile che un leader possegga. Il controllo è la posizione del leader nella scala gerarchica, permette di esercitare una guida sui suoi collaboratori, e richiede anche un sostegno verso gli stessi.

La stabilità, ovvero la capacità di rimanere sulle proprie posizioni garantendo la difesa dei diritti, del territorio, nonchè del gruppo stesso. Per ottenere tutto questo il leader deve dimostrare sicurezza verso i suoi collaboratori, dai quali potrà ottenere eguale contropartita.

La chiarezza nelle comunicazioni è un elemento indispensabile per dare efficacia e comprensibilità al messaggio. La comunicazione chiara e comprensibile richiede che siano condivisi e concordati valori e credenze tra i membri del gruppo, che esista una precisa traccia comunicativa, una circolarità della comunicazione, utile alle stesse relazioni interpersonali tra i membri del gruppo.

L'amore e un indubbio elemento aggregante per il gruppo, è l'elemento col quale il leader può creare la maggior unione nel gruppo e mantenerla nel tempo.

La conoscenza è un potere estremamente importante, da un lato permette di sentirsi preparati allo svolgimento delle proprie mansioni e competenze, dall'altro lato sviluppa il livello intuitivo della nostra conoscenza, che permette di cogliere nella globalità le leggi che regolano i sistemi delle variabili che ci troviamo intorno.

Mi riferisco a ciò che Jung ha esplicitato attraverso queste parole: "Ogni individuo ottiene informazioni dall'ambiente in base a due tendenze inconsce: l'intuizione, che si affida a risorse interne psichiche per incamerare dati; e la sensazione, che fa affidamento sulle fonti di dati esterni."

Il livello intuitivo lavora ad un alto grado di astrazione, cogliendo le cose nel loro insieme, il livello sensoriale, al contrario, lavora sugli aspetti concreti ed i particolari che costituiscono il contesto in cui si opera.

La conoscenza deve poi immergersi nella saggezza per poter riportare quelle doti indispensabili dell'esperienza che solo il viaggiatore esperto è in grado di sviluppare.

Il leader deve sempre essere messo in rapporto con la sua capacità di interagire con gli altri, all'interno di quel processo che possiamo chiamare leadership, come dire l'abilità ad influenzare le persone, motivandole, orientando il loro comportamento verso un preciso obiettivo da sviluppare.

Quattro sono le doti essenziali ad un leader, l'intelligenza, l'iniziativ, la sicurezza di sè, l'elasticità mentale, nonche, è indubbio la motivazione ad essere un leader.

Nel coordinare un nucleo di persone bisogna sempre aver presente i tre livelli in cui si muovono i gruppi: l'attività, ovvero il lavoro da svolgere; le interazioni, che avvengono tra le persone durante il lavoro comune; i sentimenti, che si creano nel gruppo anche al di là del lavoro effettivo, che vanno a stabilire il clima che viene vissuto.

Sarà compito del leader saper trovare a quale punto di questa triade si stabilisce il suo gruppo, scoprendo che ci saranno individuipiù preparati all'attività lavorativa, altri che ricercheranno le reti interattive all'interno del gruppo, altri ancora che troveranno prioritari i sentimenti come elemento di unione con gli altri.

Ci sono delle modalità che ognuno di noi tende a manifestare ogni volta che si trova a contatto con un nuovo gruppo, tali modalità d'approccio vanno da sentimenti d'amore, fino a sentimenti aggressivi e di odio, entrambi le modalità dipendono da schemi appresi nei primi anni di vita e sono vissute a livello emotivo, non razionale, dal momento che la ragione appare tardivamente nell'evoluzione dell'intelligenza del bambino; solo all'età di 11 - 12 anno è possibile' infatti, parlare di intelligenza ipotetico deduttiva, vale a dire di un ragionamento con tutti i carismi.

Si possono trovare persone che vanno contro la gente, che sono continuamente portati a misurarsi con gli altri, sempre alla ricerca del valore personale o del valore del gruppo di riferimento,sono persone che tendono a temere l'amore trovandolo pericoloso. Il valore di questi individui viene fuori ogni volta che il gruppo deve confrontarsi o misurarsi con compiti competitivi verso altri gruppi, in quel momento il loro carattere combattivo si manifesta a favore del gruppo d'appartenenza.

Il grande amico al contrario è un individuo che va verso la gente, rivolge la sua disponibilità agli altri, è una persona che guarda dietro a ciò che appare, rifiuta l'aggressività, forse perchèla teme, è un legame per il gruppo quando prevalgono momenti di conflitto ed aggressività al suo interno.

C'è poi il superlogico che prende le distanze da tutto e da tutti, mettendo in luce le sue qualità razionali, cercando comprensione e chiarezza, rifiuta le emozioni, mettendo in primo piano il controllo razionale anche sulle emozioni. E' una qualità questa fondamentale per il gruppo, portata da tali persone, nel momento in cui il gruppo stesso tende a lasciarsi troppo dominare dalla sfera emotiva, creando confusione e distrazione dal compito che si era prefissato.

I due elementi che formano un gruppo di lavoro possono essere sintetizzati, utilizzando il linguaggio di Bateson in contenuto e processo. Il contenuto riguardail cosa vuole fare il gruppo, mentre il processo riguarda il come, il metodo da seguire.

Per entrare più in merito possiamo vedere, all'interno del gruppo, persone orientate al compito, alla meta da perseguire, il che cosa per intenderci; altre, al contrario, più orientate alla relazione che esiste tra i membri del gruppo, un attenzione più rivolta al metodo da seguire per tenere assieme il gruppo.

Una particolarità,legata alla motivazione a collaborare all'interno del gruppo durante il raggiungimento di una meta, è che questa aumenta fino a che le probabilità di successo arrivano al 50 % per poi cominciare a diminuire, anche se le probabilità di riuscita continuano ad aumentare. Sembra dunque che la motivazione tenda a valori bassi se l'individuo tende a considerare quasi impossibile o quasi certo il raggiungimento di un obiettivo.

I principali fattori motivanti sono l'affermazione, personale o di gruppo, il riconoscimento dei risultati perseguiti, la maggior responsabilità, il lavoro stimolante, la crescita e lo sviluppo personale e del gruppo a cui si appartiene.

Per entrare in merito alle qualità del leader questi deve essere elastico, capace di adattarsi alle necessità del singolo, o del gruppo a seconda dei momenti. Deve essere in grado di stabilire quando guidare una persona sollevandola dall'angoscia di sentirsi persa, e quando lasciare andare i propri collaboratori, che dimostrano abilità nel compito, per la propria strada.

La guida e il sostegno, che si rapportano rispettivamente al cosa fare e al come farlo, e le relazioni da costruire all'interno del gruppo, possono essere così scomposti:

- Lo stile di guida, che comprende il fissare gli obiettivi, l'organizzare il laoro, il distribuire le mansioni, il fissare le scadenze, il dirigere e controllare verificando che tutto sia orientato al verso giusto.

 

- Lo stile di sostegno, che porta a comunicare, agevolare le relazioni, ascoltare in modo attivo, fornire una verifica del lavoro fatto, gestire eventuali conflitti presenti nel gruppo.

 

Se volessimo vedere uno scambio evolutivo tra questi due livelli potremmo dire che per il primo momento vanno istruite le persone verso il lavoro da fare, magari alzando il livello di guida; in un secondo momento va poi alzato il momento di sostegno in ciò che è già stato avviato al momento della guida, incrementando il livello di ascolto, scambio di informazioni e partecipazione, mantenendo alta la guida; in una terza fase la guida va diminuita, tenendo alto il sostegno, lasciado così libertà alle capacità dei singoli; infine, in ultimo stadio, si riducono entrambi i livelli di guida e sostegno, dimostrando in tal modo che le persone sono arrivate al momento in cui sono in grado di camminare da sole.

Arrivati a questo punto non ci resta che ricordare che ogni leader possiede un proprio stile, che cambia ed è cambiato da ciò che lo circonda, dalle situazioni, dal clima della vita attorno, dalle aspettative, i valori, la conoscenza, le esperienze, il carattere, la personalità, le necessità, i desideri, le capacità, così di seguito per tutti gli elementi che compongono la vita stessa.

Un fiume di cose trascinano il leader ed il suo gruppo, al punto da non poter far altro che buttarsi con coerenza e tempestività, nel rispetto di sè e degli altri, con precisione ed equità, tanto da essere tranquillo nell'affrontare la situazione nella sua complessità al miglior dei modi.

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