I cognitivismo, il più recente indirizzo della psicologia, è sorto a metà degli anni Sessanta con le ricerche di U. Neisser, Psicologia cognitivista (1967) e prosegue poi con J.S. Bruner, Alla rícerca della mente (1983) e H. Gardner, La nuova scienza della mente.G983). Fra i suoi protagonisti vi sono anche ricercatori di intelligenza artificiale, come M. Minsky, La società della mente (1986).
Il cognitivismo assume come compito proprio ciò che il comportamentismo giudicava impossibile: l'analisi della mente. Si ritiene che un obiettivo di tale complessità possa essere affrontato solo con un forte livello di interdisciplinarità; per questo il cognitivismo definisce se stesso come una scienza di frontiera, un sapere trasversale che intende collegare conoscenze fino a oggi cresciute separatamente. Lantropología permette di rilevare le eventuali differenze fra il modo di operare della psiche nelle società primitive e in quelle evolute; la neurologia studia la base fisiologica della mente, tentando in particolare di risolvere il dibattito fra locazionismo e olismo dell'attività cerebrale; l'informatica offre il supporto matematico (la teoria dell'informazione), mentre una particolare importanza ha l'apporto dellafilosofia. Affer~ ma H. Gardner in Formae mentis (1883) che «le discussioni dei filosofi greci, così come quelle dei loro successori del periodo illuministico, hanno un posto di rilievo in molte pagine della letteratura cognitiva e servono come logico punto di partenza per le investigazioni contemporanee». Per esempio il cognitivismo riconosce il proprio debito con la psicologia dell'atto inaugurata in sede filosofica da E Brentano che, in netta opposizione all'associazionismo di origine empirista dominante nella seconda metà dell'Ottocento, sosteneva l'esistenza di una funzione selettiva della psiche (una dimensione costruttiva e intenzionale dei suoi processi) già a partire dal momento 'basso' della percezione.
I cognitivisti contestano i due capisaldi del comportamentismo: la passività della mente e l'impenetrabilità dei suoi processi sulla base di tre princìpi propri del loro orientamento.
L'approccio del cognitivismo è fortemeninterdisciplinare. L'analisi della mente umana, la macchina più complicata di tutto l'universo, richiede infatti una ricerca pluridisciplinare. Il cognitivismo intende essere, più che una psicologia, una sintesi integrata di tutti i possibili appioci, secondo il modello del'cliamante'.

La macchina di Turing consiste in un nastro scorrevole diviso in caselle numerate e una testina capace di riconoscere la presenza, in ogni casella, degli stati apertochiuso (1 o 0), secondo la logica binaria. Purché non si pongano limiti alla lunghezza del nastro e al tempo necessario per espletare le operazioni, la macchina è in grado di compiere funzioni di qualsivoglia complessità. Nei suoi termini essenziali ogni computer è una macchina di Turing: tutte le sue funzioni (sia l'esecuzione di programmi sia l'archiviazione di dati) sono idealmente descrivibili come procedimenti eseguiti da un lettore su un nastro numerato. Nell'illustrazione, schema concettuale della macchina di Turing: sempli cemente un lettore e un nastro infinito.

La macchina di Turing in uno schema analogo: un leire e un naro numerato.
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