Il radunarsi delle persone in gruppo.

LA STRUTTURA

L'OBIETTIVO

IN AZIONE

RISULTATO


TRE ESEMPI DI GRUPPI


IL LEADER FRONTALE


IL LEADER INTERNO


IL LEADER ESTERNO





Come svelare gli ingranaggi del gruppo


Tra un plotone di bersaglieri e un complesso rock c'è, a prima vista, una differenza abissale. Ma se si scava un po', e si usano i parametri illustrati qui sotto, si scopre che tutti i gruppi per quanto diversi funzionano in modo simile.

LA STRUTTURA

Quanti sono i membri e chi li comanda.

Oltre che dal tipo di leader, che può essere un membro interno, un osservatore esterno o un capo autoritario




l'efficienza di un gruppo dipende dal numero dei compononti (in genere non devono essere più di 12) e, naturalmente, dalle capacità dei membri. Anche quella di sdrammatizzare.

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L'OBIETTIVO

Qual'é davvero la missione da combattere

Ogni gruppo ha un obiettivo: il mutuo soccorso o l'apprendimento, ma anche il divertimento, la conquista del potere o l'esercizio della violenza. A volte l'obiettivo non è esplicito, ma per giudicare l'efficienza del gruppo bisogna saperlo riconoscere. Agli ultrà di calcio non serve essere esperti di tattica calcistica. ma di autodifesa si.

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L'AMBIENTE

Quanto contano i fattori estemi

Pesa molto anche l'ambiente in cui un gruppo si muove. E' probabile che un'azienda conservatrice imponga ai suoi gruppi di ricercatori una forte gerarchia interna e li costringa a non scostarsi dagli obiettivi. Una azienda giovane e in espansione preferirà invece gruppi di pari grado, e li lascerà più liberi di scegliere i filoni di ricerca.

IN AZIONE

Ora il gruppo si mette a funzionare

A questo punto lo stile del capo è essenziale: è un leader da tempo di guerra, che dà il megiio nelle difficoltà (come Churchill), o un leader da tempo di pace, più capace di mediare? Entra anche in gioco I'entusiasmo del gruppo (è ben diverso un plotone di ergastolani dalle finaliste di Miss Italia). Infine il linguaggio, cioè la capacità di capirsi tra i membri, e la coesione cioè quella di andare d'accordo.

RISULTATO

Non basta essere produttivi

Il gruppo ha agito. Resta da capire se con successo o meno. Per stabilirio si usa un doppio metro. La produttività, cioè se l'obieffivo iniziale è stato raggiunto: alla fine di un intervento chirurgico, per esempio, si dovra vedere come sta il paziente. Poi c'è la soddisfazione dei singoli componenti: una squadra di calcio può vincere un campionato, ma se i giocatori non sono pagati perderà quello dopo.

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Tre esempi di gruppi:

Sala operatoria

Gruppo di pari grado guidati dal più esperto, che però deve affidarsi alle competenze altrui.

Esercito

Gerarchico, per funzionare si divide in gruppi più piccoli (plotoni, ecc...).

Escursionisti

Classico caso in cui l'obieffivo va concordato tra i membri ma può anche essere cambiato durante l'azione.

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Il leader frontale



Il direttore della banda è un leader dittatore: tutti dipendono da lui e devono vederlo. Come nei comizi politici e negli eserciti.

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Il leader interno



Nei gruppi di tifosi o di amci il leader viene scelto dal gruppo.
Ha un ruolo centrale e infatti riesce a tenere il gruppo unito.

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Il leader esterno




A scuola o nelle terapie di gruppo il leader è colui che dà l'impulso al gruppo e poi sta a guardare.

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