Programmare
Da "pro-gramma" = manifesto che anticipa. Programmare significa
allocare nel tempo degli eventi sufficientemente noti nelle loro caratteristiche.
Un programma richiama immediatamente alla mente un calendario di date, una lista
di attività scandite in modo definito. Il programma è
_ l'ultimo atto del processo di gestione del futuro e diventa possibile solo dopo
che siano stati chiariti gli obiettivi verso i quali si vuole tendere (momento della
strategia) e siano state definite le risorse con le quali li si vuole raggiungere
(momento della pianificazione).
Una riunione si programma soltanto dopo aver definito per quale
ragione la si indice e con chi.
La programmazione, a differenza della strategia e della pianificazione, non può
essere un fatto di vertice o di delega a enti specializzati. Ogni manager è
programmatore costante di sé e del suo micro sistema e da nessun altro che da
lui stesso dipende la possibilità di programmare.
Da una ricerca rivolta ad alcune centinaia di operatori aziendali alla domanda: «Possiede
un'agenda sulla quale segna i suoi prossimi impegni?». Le risposte dei quattro
quinti degli intervistati sono state affermative. Ma ad una seconda domanda: «Quante
ore dei prossimi 10-30-100 giorni lavorativi sono già programmate sulla sua
agenda e completate dall'indicazione della ragione, luogo ed eventuali interlocutori,
del suo impegno?»
Solo il 40% delle ore disponibili erano già impegnate in modo preciso per i
successivi dieci giorni; e quando l'ottica si spostava dal breve al medio termine,
la caduta di programmazione raggiungeva per i prossimi cento giorni lavorativi il
valore dell'11%.
L'ingegner Modesto Cornaglia, direttore delle relazioni aziendali del gruppo UNICEM,
parlando ai laureati neoassunti della sua azienda ha detto loro:
E’ indispensabile che il manager fin da giovane si dia, nella vita professionale,
un metodo di utilizzo del tempo che deve essere assai diverso dal metodo che si adotta
nel mondo dello studio. Due sono gli ambiti temporali fondamentali in cui si svolge
la vita adulta. Il primo riguarda il progetto globale dell'intera esistenza di ciascuno,
è un tempo di progettazione e pianificazione, e si considera lungo come la vita
stessa. Si può chiudere una parentesi della propria esistenza e iniziarne un'altra,
ma più il tempo intero dedicato al progetto viene intensamente utilizzato, più
il progetto stesso riceve implementazione. Il secondo ambito riguarda invece il tempo
presente, I'istante che viviamo. E’ essenziale a mio parere, che ognuno viva il momento
attuale come se fosse l'unico e l'ultimo concesso per dimostrare le sue capacità
e il contributo che vuole dare sul lavoro e in ogni altro campo.
In entrambi i casi descritti, noi avvertiamo quanto il tempo sia scarso: esso è
prezioso e va impiegato con la massima attenzione. In questo si esercita la nostra
prima responsabilità.
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