"IL PENSIERO CHE VEDE"
(Titolo di un' opera del pittore Rene' Magritte)

"La causalita' e' il piu' radicato pregiudizio (o superstizione) della cultura occidentale al quale siamo tanto affezionati perche' ci permette di sentirci al riparo dalla nostra ignoranza."
L. Wittgenstein
"Nella prospettiva delle neuroscienze cognitive ogni persona possiede realta' molteplici, possiede cioe' un sistema concettuale complesso e altamente differenziato che integra molteplici visioni del mondo e molteplici aspetti del se'."
George Lakoff

Partendo da una considerazione laterale (il pensiero laterale e' da considerarsi come il pensiero metaforico) nello sviluppo del nostro lavoro in ambito della Commissione di Psicologia dello Sport, vogliamo portarvi uno spaccato di cio' che andiamo approfondendo nei nostri studi; consideriamo per un attimo questa tesi: lo sport sta alla vita come la metafora sta al pensiero.
La nostra idea dello sport e della psicologia ad essa legata non riguarda solo piu' il modo con cui definiamo un approccio psicologico allo sport, o teorie e tecniche per ottimizzare il rendimento agonistico, la nostra concezione vuole evadere la ristrettezza specialistica ed elitaria di una disciplina per considerare, in modo metaforico, il significato stesso di essere uomini che pensano ed agiscono.
Se consideriamo l'apprendimento cognitivo cioe'la conoscenza un processo di approssimazione del reale attraverso assimilazione ed accomodamento (Piaget), questa sviluppandosi attraverso la metafora della vita non ci permette di scindere l'attivita' fisica dalla dimensione di pensiero ad essa legata, cosi' come non e' possibile scindere l'esperienza, nella sua dimensione corporea e mentale, dall'immaginario ad essa collegata, dai presupposti mentali, dalle aspettative, profezie ecc.
Non esiste alcun insieme di concetti letterali che si proietti direttamente sul mondo e che ci dia la possibilita' di avere una verita' assolut; questo ci impone di rifiutare tutte le forme di fondamentalismo siano queste di tipo religioso, morale, politico, o scientifico, cosi' se il nostro modo di fare psicologia in generale, come di fare Psicologia dello Sport parte da considerazioni prototipe, non puo' essere giusto considerare regole e spiegazioni rigide, l'unico modo che abbiamo per procedere e' utilizzare il pensiero laterale.
A tal fine fare psicologia per noi, in particolare fare Psicologia dello Sport, ha voluto dire prendere una direzione ben precisa attraverso tappe successive:

* mettere a fuoco in modo attento il radicarsi del significato nell'esperienza corporea dell'individuo (psyche e soma, psicosomatica)
* definire fino in fondo il ruolo dell'immedesimazione e dell'incarnazione nel nostro modo di concettualizzare e ragionare
(percepire riconoscere ed utilizzare contemporaneamente attraverso l'esperienza)
* studiare la forza dell'immaginario in tutte le forme di pensiero
(sogno della realta' e realta' del sogno)

Nel portare avanti la nostra attivita' ci siamo sempre piu' orientati ad una filosofia dove il corpo e l'immaginazione prendono a costruire il reale, e lo fanno attraverso la definizione dello spazio e del tempo, in un continuo susseguirsi di attivita' e di pensiero.
Il pensiero che vede dunque e non il pensiero che guarda, si puo' infatti guardare senza riuscire a vedere oltre l'immagine, il senso, la spiegazione che diamo dei fatti; lo sport e' una dimensione psico-fisica del vivere che permette a chi lo pratica di andar oltre alla percezione meccanica di un fatto e vedere, svelare, far emergere da un uni-verso un pluri-verso. In questo la Psicologia dello Sport entra a considerare la logica del senso che viviamo, e nel considerare i presupposti di tale senso si spinge a pensare la Psicologia della Salute; al di la' della patologia cosa puo' essere incluso nella dimensione normale dell'esistenza, cosa riguarda la qualita' della nostra vita?
La mente e il corpo non sono separati, le due realta' sono un tutt'uno, sono fondati sull'esperienza percettiva e motoria, la ragione non e' trascendente, ma e' di natura corporea, la percezione non e' un passivo rispecchiamento della realta', bensi' e' un processo costruttivo che si basa su presupposti che si son fissati entro la persona attraverso lo svilupparsi della sua esperienza.
Gran parte della concettualizzazione del mondo e' metaforica, come gran parte della nostra conoscenza e' formulata tramite concetti metaforici, la nostra concezione della realta' non e' letterale.
Lo sport rappresenta nella psicologia quella metafora che ci lega alla sfera della salute, della qualita' della vita.
La concezione tradizionale della psicologia finisce col denigrare il corpo poiche' la mente e' vista come la cosa davvero importante.
La visione della persona attraverso la Psicologia dello Sport che noi intendiamo portare avanti dissente dal modello occidentale (tradizionalmente patologico, nell'accezione che ritrova l'idea di normalita' per differenza dalla patologia, e non definendo la stessa), e' una persona unica, non scissa tra mente e corpo, una persona che da' valore al corpo perche' si considera inseparabile da questo (noi siamo anche cio' che facciamo o cio' che mangiamo, oltre a cio' che pensiamo di essere), e' una persona consapevole di aver bisogno di una filosofia che le permetta di vivere pienamente la sua vita fino a che il corpo esiste (tutto il resto deve riguardare un discorso di fede religiosa o politica, non psicologica).
E' una persona che non sottovaluta la spiritualita' (approccio riflessivo e meditativo all'esperienza), ma la declina in una dimensione terrena, grazie alla essenziale connessione tra mente e corpo, il resto torniamo a ripetere non riguarda la psicologia della persona.
Nella nostra visione psico-sportiva la persona e' dotata di senso storico poiche' riconosce che la storia personale di ciascuno e' incarnata nel suo corpo e plasma in modo decisivo il suo sistema cognitivo, e' una persona complessa che non puo' essere schematizzata in sistemi rigidi, ma possiede realta' molteplici di riferimento.
E' una persona aperta perche' considera ogni momento della vita una possibile tappa di cambiamento, e' creativa perche' considera l'importanza dell'immaginario (pensiero laterale) nel costruire il senso della vita e il nostro viverla.
E' infine una persona ecologica perche' si considera parte del mondo che la circonda, una persona con una vita ricca di significato, un significato che si fonda sul corpo e sulla pienezza dell'esperienza.
Questo il nostro traguardo questa la nostra visione che andiamo strutturando attraverso la metafora del movimento, una persona che a noi piace e riteniamo che ci porti a sviluppare una psicologia propositiva che pur integrandosi con altre discipline possa allo stesso tempo definirsi descrivendo l'uomo che vede, (il riferimento essenziale per conoscere la conoscenza e' infatti conoscere i presupposti dell'uomo che conosce) questo e' almeno il nostro proposito da qui a venire.