Breve relazione convegno Scuola sport Lunedì 1 Febbraio 1999 Torino Corso Vittorio 77 ore 21 c/o sede CEPU

 

Movimento per lo sviluppo del cervello o sviluppo del cervello per il movimento!

Dr. Chisotti Marco

Possiamo chiederci quanti neuroni ci siano approssimativamente all'interno del cervello. La risposta è 10 alla decima, o 10.000.000.000. E' un numero enorme!
Ci possiamo chiedere anche quanti neuroni siano dedicati alla vista, all'udito o al tatto. In verità, molto pochi: la maggior parte dei neuroni del cervello non si occupa del mondo esterno. Queste e altre considerazioni ci fanno ritenere che il cervello sia, fondamentalmente, un sistema chiuso, il cervello è dunque più propriamente un emulatore che genera una realtà e che ne verifica l'affidabilità servendosi delle sensazioni.
Il nostro cervello é nato con un compito che solo oggi, con il grande sviluppo delle neuroscienze, cominciamo ad inquadrare, al riparo da convinzioni, credenze o superstizioni di sorta.
Ma ci si può dunque chiedere: "A che cosa serve il cervello?" Tutti sappiamo che, in assenza di attività cerebrale, ciascuno di noi è morto. Il cervello è, dunque, l'elemento essenziale della nostra esistenza. Noi siamo il nostro cervello. Ma qual è la storia naturale del cervello? Com'è diventato ciò che è? La biologia insegna che i soli organismi viventi che hanno sviluppato un cervello sono quelli dotati di attività motoria. Perfino il verme più semplice, o l'invertebrato marino più primitivo, ha un sistema nervoso. D'altro canto, le piante non hanno sistema nervoso. E infatti le piante non hanno neppure attività motoria.
Ma perché c'è bisogno di un cervello per muoversi attivamente?
La risposta risiede nel fatto che noi tutti siamo costretti a spostarci all'interno di una rappresentazione del mondo esteriore. Non possiamo andare alla cieca, sarebbe troppo pericoloso! Occorre avere un'idea di quello che c'è nell'ambiente. Si può quindi affermare dunque che il cervello si è sviluppato per consentire agli animali di muoversi.
Sebbene l'affermazione possa sembrare provocatoria é vera, la parte "evoluta" del nostro cervello, sede delle attività superiori, abbiamo modificato, e sebbene possa sembrare assurdo, solo una piccola parte del nostro cervello, il 20 % circa della massa cerebrale, ha il compito, attraverso l'attività della neocorteccia, di coordinare l'intelligenza razionale sede del Q.I. (quoziente intellettivo), crescita questa molto ambita da genitori e studenti modello all'interno degli insegnamenti della scuola.
La parte rimanente del cervello, l'80% della sua massa, é rivolta all'attività motoria ed all'intelligenza emotiva, da cui dipende il neo-riconosciuto Q.E. (quoziente emotivo).
Il quoziente emotivo é fondamentale all'attività relazionale e comportamentale degli individui, esiste in tutti gli animali ed é il principale responsabile della corretta crescita e dell'adeguata cura della prole; l'apprendimento e lo sviluppo dell'intelligenza emotiva é da rapportarsi all'attività inconscia, in particolare all'attività ludica, il movimento é alla base del gioco stesso.
Il cervello dunque é un sistema pressoché chiuso che coordina l'attività motoria del corpo emulando la realtà esterna; nello svolgere la sua attività si specializza, accrescendo le aree interessate a tale coordinamento, ma il proprio riferimento rimane al suo interno!
La prossima rivoluzione dell'umanità non avverrà all'esterno dell'uomo bensì all'interno, nascerà da una drastica considerazione legata al fatto che ogni apprendimento parte da un osservatore per arrivare ad un osservatore, l'uomo non può prescindere da come é fatto, la sua essenza é legata alla sua auto organizzazione.
Molto rimane da definire e comprendere sul reale funzionamento del cervello, sui suoi equilibri e cambiamenti, sulla diretta interazione del suo sviluppo, dovuto all'uso, e le sue finalità determinate a priori (DNA).
Ad esempio un attività fondamentale del cervello é quella di creare uno stato di coscienza, probabilmente il modo più semplice di mettere in relazione tutte le sensazioni è quello di creare un'immagine di noi nell'ambiente (coscienza). La coscienza dà agli animali la capacità di collegare le sensazioni nel modo più appropriato, qualunque sia il contesto in cui esse hanno luogo.
Ora l'anello senso-motorio é alla base di ogni sistema nervoso, anche il più banale, l'apprendimento e la conoscenza passano attraverso tale anello, dunque ogni forma di sviluppo dell'attività cerebrale non può prescindere dal movimento, ogni attività cognitiva che prescinda da tale necessità é di per sé aberrante.
Per concludere é importante ribadire che ogni tentativo di scissione, perpetuato ai danni dell'unicità mente-corpo, é per l'uomo il tentativo di comprendere la vita senza la vita, il corpo é attività e vita; la sua comprensione passa necessariamente attraverso la dinamicità della vita, e se nel senso comune la scuola rappresenta lo sviluppo della mente e lo sport lo sviluppo del corpo, é fondamentale considerare che i due aspetti sono facce della stessa medaglia della vita, ne l'uno può esistere, ne svilupparsi senza l'altro!

 

Dipartimento Psicologia dello Sport
Istituto Universitario di Scienze Motorie Piazza Bernini 12 10143 Torino.