ISTITUTO SUPERIORE DI EDUCAZIONE FISICA DI TORINO

                      CENTRO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT

 

 

                     Appunti dal  Corso di perfezionamento in

                       psicologia dello sport di: Renato Gaiotti

                                  allenatore di tennis

                             

 

                           IL  PREPARATORE PSICOLOGICO

                   Modulo base di preparazione psicologica

                               Nel giocatore di tennis

 

 

Lavoro sugli stati mentali: utilizzo di tecniche di ipnosi indiretta, lavorare sull’abbassamento della critica, o meglio sull’annullamento della critica, utilizzando l’attivazione di stati di comandi che attivano gli stati mentali. ( Pur poco che possiamo fare, riusciamo comunque a dare sempre un qualcosa in più all’atleta.) Il giudizio è quello di dire: “ hai sviluppato una strategia” ( i dubbi le smontano, dobbiamo cercare di dare delle certezze al nostro atleta).

 

         La prima valutazione da fare è quella riguardante:

                          ANALISI DELLA MOTIVAZIONE

VALUTAZIONE DELLA MONOIDEA IN POPSSESSO DELL’ATLETA, SE MOLTO FORTE STRUTTURARE UN PRECISO PERCORSO.

 

               Possibile questionario da sottoporre all’atleta

 

-      NOME, COGNOME, ETA’ ( DATI ANAGRAFICI)

-      OLTRE AL TENNIS PRATICHI ALTRI SPORT. SE SI A CHE LIVELLO.

-      DA QUANTO TEMPO GIOCHI (O PRATICHI) IL TENNIS.

-      QUANTI GIORNI ALLA SETTIMANA. PER QUANTE ORE.

-      QUANTO VORRESTI GIOCARE (O ALLENARTI) A TENNIS.

-      QUALE E’ IL TUO COLPO PREFERITO, DOVE TI SENTI VERAMENTE IMBATTIBILE.

-      DOVE PENSI SI DEBBA LAVORARE PER MIGLIORARE IL TUO GIOCO.

-      COSA TI PIACE ( tra i vari tipi di esercitazione) DURANTE L’ALLENAMENTO.

-      COSA INVECE TI PIACE MENO.

-      PENSI SPESSO DURANTE LA GIORNATA AL TUO SPORT.

-      QUANDO CI PENSI COME LO IMMAGINI, FAI QUALCOSA DI PARTICOLARE ( tipo: imitazione di alcuni tiri o gesti) PUOI DESCRIVERLO.

-      COME  IMMAGINI IL TUO FUTURO DA TENNISTA. CHE POSIZIONE VORRESTI RAGGIUNGERE.

-      COME HAI INIZIATO A GIOCARE A TENNIS.

-      NELLA TUA FAMIGLIA QUALCUNO GIOCA O HA GIOCATO A TENNIS.  SE SI CHI.. A CHE LIVELLO.

-      QUALCUNO DEI TUOI GENITORI (O PARENTI) QUANDO GIOCHI VIENE A VEDERTI. SE SI CHI.. COSA TI DICONO DOPO LA PARTITA.   SE VINCI………….  SE PERDI…………..

-      SEI CONTENTO CHE (UN GENITORE O UN PARENTE) VIENE A VEDERTI A GIOCARE QUANDO FAI UNA GARA.

-      PENSACI BENE, PREFERISCI CHE CI SIA OPPURE NO.

-      IL TUO ALLENATORE COSA TI DICE PRIMA DI UN TORNEO.

-      COSA TI DICE DOPO UNA PARTITA VINTA.

-      COSA TI DICE DOPO UNA PARTITA PERSA.

-      IN UN TORNEO QUALE E’ LA COSA CHE TI FA PIACERE PRIMA DI INIZIARE LA PARTITA. INVECE QUALE E’ LA COSA CHE TI DA FASTIDIO O CHE TI PREOCCUPA. ( vedere se ci sono situazioni di ansia pre gara).

-      DURANTE LA PARTITA COME TI SENTI.

-      A FINE PARTITA COME TI SENTI SE HAI VINTO.

-      A FINE PARTITA COME TI SENTI SE HAI PERSO.

-      HAI MAI PROVATO DELLE TECNICHE DI RILASSAMENTO, CONCENTRAZIONE, CONTROLLO DELLA RESPIRAZIONE O ALTRE TECNICHE.

-      COSA PENSI QUANDO TI DICO…. CONCENTRAZIONE.

-      COSA PENSI QUANDO TI DICO…. RILASSAMENTO.

-      CREDI DI ESSERE IN GRADO DI CONCENTRARTI.

-      CREDI DI ESSERE IN GRADO DI RILASSARTI.

-      PENSI CHE POSSA ESSERE UNA COSA POSITIVA PER MIGLIORARE LA TUA PRESTAZIONE.

-      TI INTERESSEREBBE PROVARE A FARE UN ALLENAMENTO SULLA CONCENTRAZIONE  E RILASSAMENTO. PER VEDERE DI MIGLIORARE IL TUO GIOCO DURANTE LA GARA. SE NO… PERCHE’.

-      SECONDO TE QUALE E’ LA COSA PIU DIVERTENTE DEL GIOCO DEL TENNIS.

-      PENSI CHE IL NUMERO UNO DEL MONDO SI DIVERTA A GIOCARE A TENNIS.

-      ALLA FINE DELLA NOSTRA CHIACCHERATA TI PUOI DESCRIVERE, LASCIANDO SPAZIO ALLA FANTASIA, COME TI IMMAGINI SU UN CAMPO DA TENNIS. ( esempio: un animale, di un gladiatore, ecc. ecc.)

 

 

 

                                 OTTIMIZZAZIONE DELL’ATLETA

 

UNA APPARECCHIATURA DI MONITORAGGIO TIPO BIOFEEDBACK PUO ESSERE DI AIUTO PER VALUTARE SE LE TECNICHE DI RILASSAMENTO UTILIZZATE NEI CONFRONTI DELL’ATLETA PRODUCONO REALMENTE GLI EFFETTI DESIDERATI.

 

IN AMBITO TENNISTICO REPUTO MOLTO IMPORTANTI I SEGUENTI TRE PUNTI:

-      RESPIRAZIONE: QUANDO VADO A COLPIRE UNA PALLA MI CONCENTRO SULLA RESPIRAZIONE OVVERO INSPIRO QUANDO LA PALLA STA ARRIVANDO E ESPIRO NEL MOMENTO IN CUI VADO AD IMPATTARE LA PALLA SULLE CORDE DELLA RACCHETTA.

-      CONTRAZIONE E DECONTRAZIONE DEI MUSCOLI QUANDO COLPISCO LA PALLA. A TALE PROPOSITO LA PREPARAZIONE CON IL RILASSAMENTO PROGRESSIVO DI JACOBSON PUO DARE OTTIMI RISULTATI ANCHE DURANTE I CAMBI DI CAMPO.

-      CONTROLLO DELL’ANSIA PRE GARA E DURANTE LA GARA.

 

1)    ALLENAMENTO AL RILASSAMENTO ( PER POTER ARRIVARE ALLA SENSAZIONE DI FLOU = FLUSSO)

 

RILASSAMENTO PROGRESSIVO DI JACOBSON- IPNOSI- TRAINING AUTOGENO. QUESTA SCELTA VA EFFETTUATA IN BASE ALLE PROPRIE ESPERIENZE PERSONALI E DELL’ATLETA.

RILASSAMENTO IN VARIE SITUAZIONI ( SVILUPPARE LA CAPACITA’ DI ENTRARE E USCIRE DA QUESTI STATI DI RILASSAMENTO. TIPO DOPO UNA SERIE DI COLPI, RITROVARE UN CERTO RILASSAMENTO TRA UN PUNTO E L’ALTRO. (PASSARE LA RACCHETTA DA UNA MANO ALL’ALTRA DOPO ALLA FINE DEL GIOCO, PER SCARICARE LA TENSIONE. VIENE UTILIZZATO ANCHE DA GRANDI CAMPIONI).

ALTRA COSA IMPORTANTE RITROVARE CONCENTRAZIONE CON ESERCIZI DI RILASSAMENTO NEI 90 SECONDI CONSENTITI AI CAMBI DI CAMPO, UTILIZZANDO UN ASCIUGAMANO SOPRA LA TESTA PER ISOLARSI COMPLETAMENTE E CONTROLLARE LA RESPIRAZIONE CON UNA SERIE DI INSPIRAZIONI E ESPIRAZIONI CHE CI METTANO IN CONTATTO CON VISUALIZZAZIONI CHE DIANO RINFORZI POSITIVI ALL’ATLETA.

 

 

2)    GESTIONE DELLO STRESS ( VEDI CONTROLLO ANSIA PREGARA)

IMPARARE TRAMITE L’ALLENAMENTO AD AUTOVALUTARE LE SITUAZIONI DI STRESS. SAPERE RICONOSCERE UNA SITUAZIONE DI STRESS. AD ESEMPIO IL GIORNO PRIMA DELLA GARA.

AVERE BEN CHIARO IL TIPO DI INTERVENTO CHE VOGLIAMO ATTUARE. FARE UN ANALISI DELL’AMBIENTE.

 

NEL RILASSAMENTO PROGRESSIVO DI JACOBSON DOPO AVERLO INTERIORIZZATO DOPO VARIE SEDUTE DI ALLENAMENTO IL NOSTRO INTERRUTTORE DI ATTIVAZIONE POTRA’ ESSERE SOLTANTO STRINGERE FORTEMENTE IL PUGNO DELLA MANO DESTRA.

POSSIAMO COGLIERE SEGNALI POSITIVI ANCHE DI SUPERSTIZIONE OCCULTA. POSSIAMO OTTIMIZZARE QUESTO STATO MENTALE ( GIA’ IN POSSESSO DELL’ATLETA) CHE SONO RAPPRESENTATI DA SEGNALI DI RITUALI RELATIVI A MOMENTI PARTICOLARMENTE POSITIVI.

CERCARE QUALCOSA GIA’ PRESENTE NELL’ATLETA CHE POTREBBE ESSERE MODIFICATO AL FINE DI  FAR FUNZIONARE TUTTO NEL MODO MIGLIORE POSSIBILE.

ESSERE ATTENTI ALLE RAPPRESENTAZIONI DELL’ATLETA, MOLTO IMPORTANTE NEI CONFRONTI DELL’ATLETA DARE DELLE SICUREZZE, CERTEZZE, FERMEZZA, PICCOLI PASSI MA MOLTO CHIARI E SIGNIFICATIVI.

IL NUMERO DI SEDUTE  PER FAR SVILUPPARE UNA STRATEGIA ALL’ATLETA E’ VARIABILE, RICORDANDO CHE L’OBIETTIVO FINALE E’ DI RESTITUIRE AUTONOMIA ALL’ATLETA.

 

 

3)    CONTROLLO DEI PENSIERI

 

SPOSTARE IL PENSIERO DA NEGATIVO A POSITIVO (fondamentale il lavoro durante le sedute di allenamento tecnico-tattico)  LAVORARE SULLO SVILUPPO DI UN DIALOGO INTERNO CHE POSSA DARE RINFORZI POSITIVI DURANTE LA GARA.

EVITARE DI PARLARE DI QUELLO CHE L’ATLETA PREFERISCE NON SENTIRE, MA FOCALIZZARE L’ATTENZIONE SU QUELLO DI POSITIVO CHE HA DENTRO. TRASFORMARE I (VIA DA…) IN VERSO….

TROVARE UNA STRATEGIA VALIDA PER DESTRUTTURARE UN MECCANISMO NEGATIVO. IN ALCUNE SITUAZIONI ANCHE BLEFFANDO (SEMPRE A FIN DI BENE) PER POTER RAGGIUNGERE LO SCOPO. ES: NON SONO IN FORMA……

TRASFORMO IN: MAGARI ANCHE IL MIO AVVERSARIO NON E’ IN FORMA. ( cercare di togliere dal vocabolario dell’atleta il NON  es: non riesco, non sono in forma, non vincerò mai, ecc. ecc.)

LAVORARE SULLE VISUALIZZAZIONI CHE BLOCCANO SEGNALI NEGATIVI.

 

 

 

4)    AUTOREGOLAZIONE

PUO’ ESSERE INTERESSANTE L’UTILIZZO DI CONTRAZIONI E DECONTRAZIONI  PER MEZZO DEL RILASSAMENTO PROGRESSIVO DI JACOBSON.

 

 

 

5)    RECUPERO STATO MENTALE

UTILIZZO DI SEGNALI POST-IPNOTICI CHE SERVONO PER ENTRARE E USCIRE DAGLI STATI MENTALI.

 

6)    AUMENTARE LA CAPACITA’ DI CONCENTRAZIONE

IL RUOLO DELLA CONCENTRAZIONE NELL’ATLETA                    di Dr. Giuseppe Vercelli

 

E’ capitato a tutti noi di trovarci in situazioni di disorientamento  nello spazio e nel tempo, situazioni in cui sembrava di essere sulla soglia di ingresso di un altro stato………  vedi capitolo allegato a pag. 14

 

 

7)    CONTROLLO DELLE ENERGIE

TRIGGER MENTALI. ES: AL 5° SET DI UN INCONTRO TIRATISSIMO AGLI OPEN DI AUSTRALIA (vedi la semifinale del gennaio 2000 tra Sampras e Agassi vinta da quest’ultimo al 5° set dopo tre ore di gioco e dopo che Sampras era arrivato nel 4° set quasi a vincere la partita si vedeva travolgere nel 5° set per 6-1 da un Agassi che sembrava rigenerato da una solidità mentale che precedentemente aveva fatto propria Sampras.)    DEVO TROVARE LE ENERGIE NERVOSE PER FARE EMERGERE LE ENERGIE RIMANENTI. QUELLO CHE E’ SUCCESSO NELLA SEMIFINALE SOPRA DESCRITTA E’ FATTIBILE, A PATTO CHE SIA STATO STRUTTURATO UN PERCORSO CON L’ATLETA TALE DA CONSENTIRCI PER MEZZO DEI FAMOSI INTERRUTTORI DI ATTIVAZIONE DI POTER SFRUTTARE TUTTO IL POTENZIALE RESIDUO DELL’ATLETA.

 

 

 

 

 

 

  GESTIONE DELLO STRESS  (CONTROLLO DELL’ANSIA PRE-GARA)

 

ANSIA DI TRATTO

CI SONO VERE E PROPRIE FOBIE. C’E’ IL RISCHIO DI DISTRUZIONE PER LA PERDITA DI UN INCONTRO.

UN QUALCOSA VISSUTO IN MODO FORTEMENTE NEGATIVO CHE SFOCIA POI NELLA “NIKEFOBIA” E’ UN DEBITO CHE L’ATLETA DEVE PAGARE (IN MODO IRRAZZIONALE ) PULSIONE A NON VINCERE L’INCONTRO.

POSSIAMO PARLARE DI NEVROSI DI SCACCO O DI FALLIMENTO, UNA PREDISPOSIZIONE A METTERSI IN SITUAZIONI SPIACEVOLI PER SE STESSI O PER I PROPRI OBIETTIVI.

LO STRESS HA LE SEGUENTI VIE DI PAURA:

           FUGA- ATTACCO- IMMOBILIZZAZIONE

LO SCHEMA PREDEFINITO E’ UN ANCORAGGIO:

-      AGGRAPPARSI A QUALCUNO CHE DIVENTI QUALCOSA

-      MANTENIMENTO DIFENSIVO DELLE POSIZIONI ACQUISITE

-      LA VITTORIA GLI HA FATTO PAURA, QUINDI SENSAZIONE DI IMMOBILIZZAZIONE

-      IL RAGGIUNGIMENTO DELLA VITTORIA INNESCA UN SENTIMENTO DI INFERIORITA’ (RIUSCIRO’ A RIPETERE QUELLA PERFORMANCE)

 

ANSIA DI STATO

SI MANIFESTA NEI GIORNI PRECEDENTI LA GARA CON UNA AGITAZIONE  PSICOFISICA O SOMATICA E COGNITIVA.A LIVELLO FISICO MOBILITAZIONE DI VARI ORGANI INTERNI:GRANDE SUDORAZIONE, FORTISSIMA PRODUZIONE DI LIQUIDI, AUMENTO DEL BATTITO CARDIACO.

E’ UNA RAPPRESENTAZIONE DI STRESS NON REALE.

IL GOAL-SETTING OVVERO LA FORMULAZIONE DI OBIETTIVI A  BREVE, MEDIO, LUNGO TERMINE SONO DI FONDAMENTALE IMPORTANZA, DEVONO ESSERE CHIARI E PRECISI, INOLTRE ALTRETTANDO FONDAMENTALE SONO LE INFORMAZIONI SUI RISULTATI CHE VENGONO CONSEGUITI NEL CAMMINO VERSO IL RAGGIUNGIMENTO DEI VARI OBIETTIVI ED EVENTUALMENTE SERVIRE DA CORREZZIONE AGLI OBIETTIVI STESSI.

TUTTO QUESTO FORNISCE ALL’ATLETA UN GROSSO INCENTIVO ALLA MOTIVAZIONE ALLA FATICA NELL’ALLENAMENTO.

 

IL DIALOGO INTERNO DELL’ATLETA E’ DI FONDAMENTALE IMPORTANZA:

-      PUO ESSERE ANSIOGENO

-      OPPURE DIMINUIRE L’ANSIA. IN QUESTO CASO PUO’ ESSERE FONDAMENTALE  IL RUOLO DELL’ALLENATORE CON I SUOI CONTENUTI COMUNICATIVI ANCHE SUL PIANO TECNICO-TATTICO.

 

1)   ABBASSAMENTO DELL’ANSIA PRE-GARA

 

PARTENDO DAL LIVELLO DELLA PRESTAZIONE OVVERO DAL RAPPORTO TRA AROUSAL E PRESTAZIONE ARRIVARE AD AVERE UN LIVELLO DI AROUSAL OTTIMALE.

 


                                                  OTTIMALE

  

 


LIVELLO DELLA PRESTAZIONE

 

    

                                     basso                         elevato   

                                    L I V E L L O  di  A R O U S A L

                       RAPPORTO TRA AROUSAL E PRESTAZIONE

 

NEL  CASO IN PERCENTUALE PIU PROBABILE DI LIVELLO DI ANSIA ELEVATO BISOGNA CERCARE DI EFFETTUARE ESERCIZI FISICI PRE-GARA:

POTREBBERO ESSERE ESERCIZI DI CORSA, SCATTI, PROVARE DEI SERVIZI, ( Tomas Muster  atleta che è arrivato ad essere il numero uno del mondo arrivava al punto in fase di preparazione  di simulare quasi una partita vera e propria, prima di iniziare la patita)IN PRATICA EFFETTUARE UNA TRASFORMAZIONE ENERGETICA (  in questo momento l’atleta vive una situazione come se ci fosse un eccesso di energia una sorta di ingorgo energetico) IL NOSTRO COMPITO E’  CERCARE DI FAR CIRCOLARE L’ENERGIA IN TUTTO IL CORPO CON UNA ESALTAZIONE DI TUTTE LE FUNZIONI, IN QUESTO CASO PUO’ DISTRIBUIRSI IN TUTTO IL CORPO  OPPURE USCIRE SOTTO FORMA DI SCARICHE DI GLICOGENE O ADRENALINA.

 

E’ ALTRETTANTO IMPORTANTE NON FARE ABBASSARE TROPPO IL LIVELLO DI ATTIVAZIONE RELATIVO AL LIVELLO DI PRESTAZIONE DELLA CURVA AD U ROVESCIATA SOPRA PROPOSTA.

 

NEL CASO DI BASSA ATTIVAZIONE PRE-GARA SI CONSIGLIANO ESERCITAZIONI CHE POSSANO ECCITARE A LIVELLO PSICOFISICO L’ATLETA.

AD ESEMPIO: IN FASE DI PALLEGGIO UTILIZZARE DUE PALLINE, OPPURE ESERCIZI VICINO ALLA RETE CENTRALE UTILIZZANDO DELLE PALLE NUMERATE DOVE L’ATLETA DOVRA’ DIRE IL NUMERO IN RAPIDA SUCCESSIONE.

 

 

 

2)   ABILITA’ IMMAGINATIVA

L’ANSIA PRE-GARA E’ UNA ANTICIPAZIONE DELLA GARA STESSA, IN PRATICA SI HA PAURA DI CIO’ CHE CI RISERVERA’ IL FUTURO.

ES: MI SI RAPPRESENTA LA GARA, LA BUTTO DIETRO LE SPALLE E VADO A VIVERE LA SITUAZIONE CHE STO’ AFFRONTANDO, CONCENTRANDOMI SU QUELLO CHE STO’ FACENDO, RIPORTANDOMI AL PRESENTE ( qui ed ora).

ASSOCIAZZIONE E DISSOCIAZIONE PUO’ ESSERE UN OTTIMO ALLENAMENTO UN ORA PRIMA DELLA GARA, MIRATA A PENSARE SOLO A QUELLA SITUAZIONE.

 

-      IMMAGINE DISSOCIATA: ACCOGLIERE L’IMMAGINE ANSIOGENA E COSTRUIRE QUESTA IMMAGINE ( ES: IL CAMPO DI GARA, I PERSONAGGI, L’ARBRITO I GIUDICI, I SUONI, I COLORI RAPPRESENTAZIONI FIGURALI, SENSAZIONI CENESTESICHE, QUESTA IMMAGINE GUARDATA DALL’ESTERNO VIENE DISSOCIATA DALL’ATLETA. RISULTA ESSERE MENO DISPENDIOSA A LIVELLO ENERGETICO

-      IMMAGINE ASSOCIATA: OVVERO IL CONTRARIO DI QUANTO ESPOSTO PER QUELLA DISSOCIATA PER CUI ESSERE DENTRO QUESTA RAPPRESENTAZIONE, CREANDO UN GRANDE DISPENDIO ENERGETICO.

 

MODEL TRAINING:

FAR VIVERE ALL’ATLETA LA DIMENSIONE DELLA GARA, GLI OSTACOLI CHE L’ATLETA INCONTRA DEVE SUPERARLI TROVANDO UNA STRATEGIA CHE POSSA DARE DELLE CONTROMISURE EFFICACI.

TIPI DI IMMAGINI VISTE  CON FILMATI, UTILIZZANDO FERMO IMMAGINE O RALLENTY PER COPIARE A SEGMENTI IL GESTO.

SCOMPOSIZIONE DEL GESTO PRIMA A BLOCCHI POI IN MOVIMENTO, RIPASSANDOLA MENTALMENTE IN MODO PIU’ RICCO POSSIBILE, IN MODO PIU’ LUMINOSA POSSIBILE.

PRIMA VEDIAMO IL VERO PROTAGONISTA, POI VEDIAMO NOI FARE L’AZIONE.

A TALE PROPOSITO PUO ESSERE IMPORTANTE L’UTILIZZO DEL VIDEO-TAPE DURANTE L’ALLENAMENTO PER FARE RIVEDERE LE AZIONI DEGLI ATLETI.

FARE VEDERE LE IMMAGINI DELL’ALLENAMENTO, CREARE SENSAZIONI CENESTESICHE, SENTIRE IL PESO DELLE GAMBE, DELLE ARTICOLAZIONI, CREARE UNA BUONA  ABILITA’ IMMAGINATIVA. (UTILIZZO DI UNA SCATOLA CON DUE BUCHI PER METTERE LE MANI, CON DENTRO OGGETTI CHE NON SI VEDONO, FAR DIRE AGLI ATLETI QUALE E’ L’OGGETTO ALL’INTERNO DELLA SCATOLA.

 

 

                                       PRIMA  FASE

 

ALLENARSI ALLA RAPPRESENTAZIONE DI IMMAGINI FUTURE GRADEVOLI.

ES: SE ESCO CON UNA BELLA RAGAZZA LA DESCRIVO IN TUTTI I PARTICOLARI.

E’ POSSIBILE L’UTILIZZO DI MUSICHE E SUONI. IL TEMPO DELLE VISUALIZZAZIONI E’ VARIABILE CON UNA DURATA MASSIMA DI 15 MINUTI.

DA 3 A 5 MINUTI POSSIAMO CONSIDERARLO UN TEMPO CORRETTO, SEMPRE CHE NON INTERVENGANO PENSIERI NEGATIVI, IN QUESTO CASO BISOGNA LAVORARE SULLA CORREZZIONE DELL’IMMAGINE NEGATIVA.

SI INIZIA CON UN LAVORO IN POSITIVO CON LE LUCI, CAMBIANDO LA MUSICA, LE VOCI, IN MODO TALE DA AVERE UNA SITUAZIONE PIACEVOLE, A QUESTO PUNTO TOGLIAMO L’OGGETTO INQUINANTE.

 

 

                                     SECONDA  FASE

 

FARE UNA SCALA DA 1 A 10 MENTALMENTE, CHIEDENDO ALL’ATLETA DI RAPPRESENTARSI LA SUA GARA MIGLIORE, DANDO UN VOTO A QUESTA PRESTAZIONE.

QUESTA DIVENTA UN PUNTO DI RIFERIMENTO E DI PARTENZA.

IMPORTANTE E FARE RAPPRESENTARE LA GARA IN TUTTE LE SUE PARTI SENTENDO LE VOCI DA DOVE PROVENGONO, L’ATLETA DEVE VEDERSI IN TUTTE LE FORME POSSIBILI DELLA GARA, MA ALLA FINE VEDERSI VINCENTE.

E’ POSSIBILE EFFETTUARE DELLE CORREZZIONI DI IMMAGINI O ELIMINAZIONE DI IMMAGINI NEGATIVE.

 

 

                                        TERZA  FASE

 

VISUALIZZAZIONE DELLA GARA PEGGIORE, ANCHE IN QUESTO CASO UTILIZZO UNA SCALA DI VALORI DA 1 A 10, CON DOMINANZA A CORREZZIONE DEI MOMENTI NEGATIVI.

ARRIVARE A ISOLARE I MOMENTI CHE HANNO DISTURBATO L’AZIONE E CORREGGERLI MENTALMENTE.

RESTANO TRACCE NEGATIVE DELLE GARE PRECEDENTI  CON PRESTAZIONI NON BUONE, A QUESTO PUNTO RIPETENDO QUESTE IMMAGINI CERCARE DI CANCELLARLE LENTAMENTE DALLA MENTE DELL’ATLETA.

ADESSO FARE SOLO VISUALIZZAZIONI DI BUONE GARE.

FARE EFFETTUARE ALL’ATLETA UNA SORTA DI “  RICOGNIZIONE MENTALE DELLA GARA CHE ANDRA’ A FARE”.

IL RISULTATO DI QUESTA RICOGNIZIONE E’ DI CREARE NELL’ATLETA  UN AMBIENTE FAMIGLIARE, OVVERO CREARE TRACCE FAMIGLIARI NEL NOSTRO MONDO INTERNO, PER TROVARE TRANQUILLITA’.

 

IL PREPARATORE PSICOLOGICO DI UN ATLETA TENNISTA DOVRA’ QUINDI TENERE SEMPRE IN GRANDE CONSIDERAZIONE IL LAVORO SUGLI STATI MENTALI, LA CAPACITA’ DI ENTRARE E USCIRE, COME FOSSERO UNA SORTA DI INTERRUTTORI ON-OFF.

FAR INTERIORIZZARE AL PROPRIO ATLETA LA CONCENTRAZIONE RICORDANDOGLI CHE L’APPROCCIO OTTIMALE ALLA GARA E’:

 

-      OGNI COLPO E’ IL PRIMO COLPO  ( COLPO SU COLPO)

-      OGNI GAME E’ IL PRIMO GAME

-      OGNI GIOCO E’ IL PRIMO GIOCO

 

CERCHIAMO DI FARE USCIRE GLI ATLETI DALLE TRAPPOLE MENTALI, RICORDIAMO A LORO CHE SE UN ESSERE UMANO E’ RIUSCITO A FARE UNA DETERMINATA COSA, POSSO PROVARE ANCHE IO A FARLA. LASCIAMO SEMPRE ALLE PERSONE LA CAPACITA’ DI RACCONTARSI.

 

SE CREDIAMO NOI PREPARATORI IN UN CAMBIAMENTO LO FAREMO FARE ANCHE AL NOSTRO ATLETA.

 

 

PER CHIUDERE:

N0N ESISTE PROBLEMA SENZA SOLUZIONE

NEL PROBLEMA C’E’ LA SOLUZIONE

IL PROBLEMA E’ CHE NON SI VEDE LA SOLUZIONE!!!!!!!!!!!!!!