SCUOLA UNIVERSITARIA INTERFACOLTA' SCIENZE IN MOTORIE

DIPARTIMENTO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT

 

INDAGINE CONOSCITIVA SU ALCUNI TRATTI DELLA PERSONALITA' SU GINNASTE DI ALTO LIVELLO PRATICANTI LA GINNASTICA RITMICA SPORTIVA

Amalia Tinto

INDICE

 

I PARTE

 

1. Principali teorie della personalità p. 3

2. Intelligenza e sport p. 12

3. Psicosociologia dello sport p. 16

4. Sport di squadra p. 18

5. La G.R.S.: squadra p. 19

6. La ginnasta, dal punto di vista psicologico p. 26

 

 

II PARTE

7. Scopo della ricerca p. 29

8. Soggetti esaminati p. 31

9. Mezzi e metodi p. 33

10. Il Q.P.S. di Thill p. 34

11. Dati relativi al profilo di personalità delle

ginnaste esaminate p. 37

12. Confronto dei dati relativi al tratto "relazione" tra

la squadra nazionale di Sidney e la squadra nazionale

del 1992. p. 45

13. Confronto dei dati relativi al tratto "relazione" tra

la Squadra Nazionale di Sidney, la Squadra Nazionale

del 1992 e una Squadra Societaria del 1992. p. 46

14. Considerazioni p. 49

14. Commento p. 51

Bibliografia p. 53

Annessi

 

I PARTE

 

PRINCIPALI TEORIE DELLA PERSONALITA'

Nell'ambito dello sport la psicologia sta acquistando sempre maggiore importanza ed in particolare l'aspetto della "personalità", la cui conoscenza è utile per comprendere l'individuo nella sua totalità e quindi il suo comportamento umano, visto come un processo dinamico inserito in un contesto sociale.

L'interesse degli psicologi sportivi va oltre la conoscenza dei problemi della personalità in quanto l'approfondimento e lo studio deve servire per attuare piani di intervento psicologico sugli atleti, là dove esistono problemi (conflitti, ansie...).

La personalità può essere vista secondo due prospettive, una dinamico-motivazionale, l'altra caratterologico-strutturale: la prima di derivazione psicoanalitica e sociologica, la seconda di origine psichiatrica.

Possiamo intendere la prima come "un sistema dinamico in cui interagiscono fattori istintivi, filogenetici, ontogenetici, ereditari, motivazionali, situazionali, culturali, di natura intrapsichica ed interpersonale. Per cui il sentire, il capire, il porsi e l'agire nascono entro un sistema totale di sistemi interdipendenti, ciascuno dei quali, come l'individuo, la famiglia, la struttura sociale, e i rispettivi decorsi storici, possono diventare oggetto di osservazione e fonte di interpretazione"1.

Questi fattori determinanti sono quasi sempre inconsci, interagenti tra di loro e gerarchicamente strutturati. Questa condizione provoca fenomeni sinergici o conflittuali che vengono vissuti dalla persona a livello intrapsichico o interpersonale.

La seconda prospettiva considera la personalità - l'insieme di tutte le caratteristiche psichiche ed anche morfofisiologiche dell'individuo - l'insieme delle varie funzioni psichiche, che collaborano o interagiscono tra loro, ma anche delle variazioni legate all'età, la plasmabilità, gli strumenti per valutare l'equilibrio e la dotazione, - comprensiva di individualità (personalità soggettiva), cioè l'immagine complessa che ognuno ha di se stesso, cioè la coscienza dell'unità psichica individuale.

La maggioranza degli autori per praticità didattica concorda nella suddivisione arbitraria della personalità in tre strati, così definiti: 1) istinti, 2) temperamento, 3) carattere.

L'istinto è la parte a livello biologico più radicata dello psichismo. Ogni essere umano è diverso dagli altri, sia fisicamente che psichicamente. A livello psichico la differenziazione, pur più evidente sul piano comportamentale, già esiste sul piano della dotazione costituzionale.

Il temperamento detto anche timopsiche; il termine deriva dal latino temperare, cioè "mescolare in giuste proporzioni", è formato da un complesso di elementi psicobiologici, in parte acquisiti ed in parte costituzionali, mescolati in ogni individuo in maniera diversa. Comprende i sentimenti e le tendenze cioè i vettori motivazionali rappresentati dall'affettività e dalle spinte impulsive al benessere.

La caratteristica della vita temperamentale è quella di essere "patica" e cioè di essere subita come qualcosa che ci spinge irrazionalmente verso un fine attraverso azioni non completamente volontarie.

Il carattere, detto anche noopsiche, o "funzioni psichiche superiori"; è la parte più nobile ed elevata della personalità umana, anche la più variabile individualmente, la più labile, quella che dà un "carattere" all'individuo.

Il termine deriva dal greco (((((((( che significa impronta o segno inciso su un oggetto per riconoscerlo.

Il carattere comprende il pensiero e l'intelligenza, la volontà, le capacità di adattamento.

Lo studio degli andamenti del carattere non è così semplice come quello delle funzioni psichiche più basse, molto più stabili e definibili, ma è indispensabile per comprendere la personalità umana nella sua normalità e nelle sue anomalie.

La tipologia classifica gli uomini secondo i tipi personologici più caratteristici e diffusi.

Le tipologie si possono dividere in tre categorie: 1) morfo-fisio-psicologiche, 2) psico-fisiologiche, 3) psicologiche.

Riguardo alla prima tipologia ricordiamo quelle più note, quella di Kretschmer e quella di Sheldon. La prima deriva dall'osservazione di casi patologici e considera tre tipi principali ed uno accessorio:

a) tipo picnico - ciclotimico: notevole espansione delle cavità viscerali, tendenza all'accumulo di adipe sul tronco, gracile sviluppo degli arti;

b) tipo leptosomico - schizotimico (predisposto alla schizofrenia): alto, magro, anemico, spalle strette, muscolatura misera, torace lungo e stretto con angolo costale acuto;

c) tipo atletico - vischioso: robustezza osteomuscolare e carattere definito "dall'associazione di una certa esplosività a una tranquilla vischiosità"; disposizione all'epilessia;

d) tipo displasico: riunisce numerose varietà dismorfiche ed è meno individualizzato.

La seconda si basa sull'esame di soggetti normali e parte da un ipotesi embriologica e cioè dai tre foglietti embrionali:

a) tipo endomorfo o viscierotonico: predominanza del tronco sugli arti, debolezza scheletrica e muscolare, mani e piedi piccoli;

b) tipo mesomorfo o somatotonico: scheletro robusto, muscoli possenti, arti lunghi e forti, cintura scapolare più forte delle anche;

c) tipo ectomorfo o cerevrotonico: bacino e torace piatti, arti lunghi in rapporto al tronco, viso rientrante rispetto alla fronte.

La seconda tipologia si interessa dell'integrazione di caratteristiche di funzionamento del sistema nervoso e di tipi psicologici.

Le due più note sono quella di Pavlov e quella di Heymans e Wiersma.

1) Tipologia di Pavlov, distingue due livelli tipologici:

a) primo livello (comune agli animali e agli uomini: determina 4 tipi:

1) equilibrato,

2) eccitabile,

3) inibito,

4) inerte;

b) secondo livello (esclusivo dell'uomo): determina due tipi, secondo la prevalenza relativa del primo o del secondo sistema di segnalazione.

2) Tipologia di Heymans e Wiersma; questi autori hanno isolato tre tratti fondamentali del carattere: a) l'emotività, b) l'attività, cioè la facilità a passare dall'idea all'atto, c) la risonanza, che può essere primaria o secondaria.

Dalla diversa associazione di questi tratti derivano 8 tipi caratterologici: 1) amorfo, 2) apatico, 3) nervoso, 4) sentimentale, 5) sanguigno, 6) flemmatico, 7) collerico, 8) passionale.

Nella terza tipologia ricordiamo quella di Jung, di Rorschach, di K. Schneider, e quella psicoanalitica.

1) Tipologia di Jung; si limita ad un solo tratto del carattere, la disponibilità sociale (estroversione ed introversione):

a) tipo estroverso: ha una grande considerazione per il mondo esterno, cerca l'approvazione sociale, tende al conformismo, è socievole, ama l'attività, il cambiamento, la varietà; le sue emozioni sono facili da suscitare ma poco profonde; non ha molte inibizioni;

b) tipo introverso: è praticamente l'opposto; il suo principale interesse è nel mondo interno delle idee.

2) Tipologia di Rorschach: è alla base del test proiettivo dello stesso Rorschach:

a) tipo estratensivo: corrisponde all'estroverso;

b) tipo intratensivo: corrisponde all'introverso;

c) tipo coartato: corrisponde alla debolezza dell'energia istintuale ed all'assenza di un orientamento sia verso il mondo esterno che verso la vita interiore.

3) Tipologia di K. Schneider: proviene dall'osservazione clinica e classifica le anomalie della personalità più che i tipi.

Distingue:

a) tipo ipertimico: deviazione stabile dell'umore verso l'euforia;

b) tipo depressivo: umore stabilmente deviato verso la depressione e il dolore morale;

c) tipo inquieto: sensitivo e anancastico;

d) tipo fanatico: caratterizzato da rigidità, ipertrofia dell'IO;

e) tipo isteroide o che ha bisogno di farsi valere: egocentrismo, superficialità dei sentimenti, espressioni clamorose;

f) tipo instabile: instabilità sociale e dell'umore fino allo squilibrio mentale;

g) tipo esplosivo: caratterizzato da violente reazioni emotive;

h) tipo apatico: povertà e freddezza nella vita emotiva;

i) tipo abulico: malleabilità della volontà e influenzabilità della condotta;

j) tipo astenico: corrisponde al quadro della neuroastenia d'allarme.

4) Tipologia psicoanalitica; i tipi psicoanalitici corrispondono ad altrettanti stadi in cui lo sviluppo della "libido" può subire una "fissazione":

a) tipo orale: atteggiamento passivo dipendente;

b) tipo anale: caratterizzato dalle "tre P": parsimonia, pedanteria, petulanza;

c) tipo uretrale: ambizione e desiderio di competizione;

d) tipo fallico: comportamento temerario come compenso dell'angoscia di castrazione;

e) tipo genitale: corrisponde alla normalità ideale della personalità.

 

INTELLIGENZA E SPORT

L'atleta deve fronteggiare e risolvere problemi tecnici, tattici, emotivi; quale strumento usa?

L'intelligenza.

Un'azione agonistica è resa efficace e si esprime attraverso comportamenti intelligenti. Inoltre l' "allenamento atletico" sembra abbia una influenza significativa sul miglioramento di alcuni parametri dell'intelligenza.

Numerose definizioni concordano nell'indicarla come la capacità generale di adattarsi con il pensiero alle esigenze ed alle situazioni nuove offerte dalla ditta e risolverle, cioè come la capacità di affrontare un problema in maniera rapida, conveniente e con successo.

Si può integrare la definizione di intelligenza con il "degree of intelligence" cioè il grado di abilità ad anticipare l'esperienza, in una sorta di sperimentazione immaginaria attraverso la quale l'individuo esamina tutte le possibili scelte e immaginativamente manipola i dati reali o simbolici su cui opera.

In tale definizione devono essere tenuti presenti il potenziale e il rendimento intellettivo, che normalmente non coincidono.

A tale proposito Porteus paragona l'intelligenza al volume di un cilindro la cui altezza corrisponde alle disposizioni innate (potenziali) ed il diametro all'esercizio-educazione (rendimento).

Stern ed altri definiscono l'intelligenza come la capacità generica di utilizzare in modo adeguato allo scopo, tutti gli elementi acquisiti e tutte le possibilità del pensiero per impostare e risolvere adeguatamente nuovi problemi siano essi concreti (intelligenza pratica) o astratti (intelligenza teorica).

Un problema sorge quando un individuo si propone uno scopo e non sa come raggiungerlo. L'individuo intelligente non solo è in grado di affrontare il problema che gli si presenta, ma addirittura di provare una via di uscita ai nuovi interrogativi che può porsi (la creatività è un aspetto dell'intelligenza: il pensiero divergente di Guilford).

Il procedimento seguito da un individuo, e quindi anche da un atleta, per trovare la soluzione di un qualunque problema, entro ragionevoli limiti di tempo e di economia, costituisce un test di intelligenza.

L'atto intelligente rappresenta l'aspetto dinamico dell'intelligenza, intesa non come "struttura statica" capace di capire, ideare, collegare, bensì come "unzione generatrice" di un tipo di agire, nettamente caratterizzato.

L'atto intelligente ha delle caratteristiche che lo differenziano da altre modalità di comportamento:

a) è diverso dall'agire istintivo;

b) è diverso dall'agire per tentativi ed errori, cioè a caso;

c) diverso dall'agire per riflesso condizionato.

Quindi è un atto ragionato, e consegue ad una successione di fasi.

L'atto intelligente comprende quattro fasi (Binet):

1) comprensione: della situazione problematica e degli scopi da raggiungere;

2) direzione: verso tali scopi;

3) ricerca dei mezzi risolutivi;

4) critica di questi mezzi.

La successione di queste fasi può essere subitanea, al punto che la soluzione del problema può sembrare determinata da un impulso o dal caso, ma tal volta è evidenziata da rallentamenti o arresti causati dalla difficoltà di reperire i mezzi idonei.

Il ruolo dell'intelligenza nello sport è notevole, e comunque maggiore di quanto si pensi.

E' vero che esistono campioni che sono intellettualmente poco dotati, così come esistono cantanti molto bravi seppure poco intelligenti: ma questa non è la regola.

E' vero anche che l'intelligenza non basta, da sola a creare un campione e che, tra i praticanti una qualunque specialità sportiva, non è detto che i più intelligenti siano i più bravi.

In genere i più bravi sono anche i più dotati intellettualmente.

Perciò si può dire che l'intelligenza è una delle principali doti "determinanti" del successo sportivo.

 

PSICOSOCIOLOGIA DELLO SPORT

La sociologia è la scienza che osserva, interpreta e valuta i fenomeni sociali e studia da una parte le strutture di potere, i rapporti economici, le istituzioni e la cultura, dall'altra i comportamenti individuali e collettivi riferiti alle dinamiche interpersonali e di gruppo (psicosociologia).

Il procedimento sociologico consiste in:

1) scomporre il fenomeno nei diversi livelli di analisi (i conflitti, le devianze di gruppo, la personalità);

2) ricomporre i livelli di analisi servendosi di modelli esplicativi legati alla realtà della società (quadro di riferimento storico-economico, politico-culturale, psicologico).

Ogni individuo è inserito nel gruppo, ed è plasmato nei suoi comportamenti dalle esperienze che vive con gli altri.

La psico-sociologia studia:

- processi di socializzazione e percezione della personalità;

- la natura e la formazione di tutti gli atteggiamenti, giudizi percezioni e motivazioni connessi col sistema sociale ed i suoi ruoli;

- i processi di comunicazione, persuasione e influenza;

- i problemi organizzativi;

- le dinamiche di gruppo ed interpersonali;

- comportamento e stati affettivi dei gruppi più vasti;

- le tecniche di gruppo (T - Groups, psicoterapie di gruppo) e i metodi di ricerca e di intervento nei gruppi (famiglie, scuole, organizzazioni sportive).

I problemi fondamentali della psicosociologia sono stati affrontati secondo quattro indirizzi:

1) Comportamentistico;

2) Gestaltico;

3) Psicoanalitico;

4) Sociologico;

La psicosociologia trova nello sport un valido campo di applicazione in relazione alle dinamiche di gruppo, ai problemi interpersonali, alle tecniche di conduzione ed intervento sugli atleti.

 

 

SPORT DI SQUADRA

Gli sport di squadra presuppongono dei requisiti di base legati alla personalità, al carattere e alla psicologia dell'individuo:

- spirito di collaborazione;

- capacità di modifica e aggiustamento;

- capacità di rinuncia e accettazione;

- capacità decisionale e prontezza;

- senso critico costruttivo.

La formazione, la preparazione, l'allenamento di una squadra è la risultante della integrazione di una serie di fattori molto complessi che continuamente devono adattarsi per la presenza di numerose variabili.

Nella squadra della G.R.S., come si vede dalla tabella seguente gli aspetti della preparazione sono numerosi e complessi.

Ovviamente la tabella ha valore sia per le ginnaste individuali che per quelle di squadra: a questa si deve aggiungere la complessità della preparazione di squadra: intendendo con ciò tutte le fasi attraverso le quali "passare" per arrivare all'optinum.

La G.R.S. : squadra

LA G.R.S. è uno sport che viene codificato in Italia nel 1970, si chiamava allora Ginnastica Femminile Moderna, denominazione attribuita da Andreina Gotta Sacco che ne enuncia i principi fondamentali su cui si basa: la naturalezza dei gesti, l'accentuazione dei movimenti, gli assecondamenti, il rispetto dell'aderenza alla musica di accompagnamento ed un raffinato uso del piccolo attrezzo. Da allora ad oggi si è avuta una grande trasformazione ed evoluzione tecnica. Lo sport viene ammesso alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 solo con una specialità, quella individuale; bisogna aspettare fino al 1996 per l'ammissione della specialità di squadra, nonostante l'effetto spettacolare molto gradito al pubblico che l'attività d'insieme produce.

Una interessante "analisi computerizzata e valutazione critica dei Campionati del Mondo e di Europa su medie di punteggi ottenuti dalle Nazioni partecipanti dal 1977 al 1984"2, portava alla seguente conclusione: ciascun paese secondo le rispettive metodiche di allenamento e le caratteristiche culturali, deve sforzarsi di inventare nuovi elementi, scoprire nuovi stili che siano la sua espressione completa e non l'arida imitazione degli studi degli altri.

La Ginnastica Ritmica comprende due specialità: la specialità di squadra e la specialità individuale.

L'esercizio di squadra può essere così definito:

"è la costruzione collettiva di una sequenza di azioni ginnastiche, strutturate ritmicamente, rispondenti alle esigenze di composizione e di esecuzione codificate, nel rispetto del continuo rapporto delle ginnaste tra loro e con gli attrezzi nello spazio"3

Può essere considerato sport di composizione4 in quanto ha come obiettivo quello di presentare in un confronto indiretto, un insieme di azioni ben automatizzate e perfezionate espresse in varie forme, come da richieste tecniche precise, alcune codificate ed altre di libera scelta, da eseguire in un arco di tempo stabilito per ottenere la migliore prestazione ed il miglior punteggio.

La squadra G.R.S. pur mantenendo le caratteristiche degli sport di squadra, non è considerato sport di situazione (pallavolo, pallacanestro...) in quanto la performance di una squadra di giochi sportivi garantisce la capacità di contrapporre una risposta adeguata all'azione imprevista dell'avversario mentre la performance di un collettivo deve raggiungere la perfezione e la sicurezza del gesto tecnico, diventando una unità compatta e coerente.

Nella squadra sono valutati due aspetti: la composizione (costruzione dell'esercizio) e l'esecuzione (strumento per farlo conoscere ad altri).

Per la specialità individuale, dove l'atleta si esibisce e gareggia da sola, è indispensabile una forte e spiccata personalità che si manifesta con uno stile esecutivo originale. Il carattere, la cultura, il senso estetico, tutto emerge attraverso un esercizio: più la ginnasta è matura e padrona delle sue qualità motorie, tecniche e coordinative, più l'esercizio tenderà a rispecchiare la sua personalità.

Molto spesso succede che la ginnasta collabori alla scelta delle sue musiche, scelga lei stessa degli elementi, dei collegamenti, diventando così la coreografa dei suoi esercizi.

Risulta anche più semplice per l'allenatrice gestire il rapporto con la ginnasta individualista in quanto si tratta di un rapporto diretto con la stessa.

Nella squadra invece il rapporto tra primo allenatore e la squadra è spesso mediato da un secondo allenatore che deve essere in grado di inserirsi trovando comportamenti adeguati e corretti per favorire la riuscita e la crescita tecnica.

Squadra Nazionale Russa

Ogni squadra ha una sua fisionomia e dinamismo, è in continua evoluzione e trasformazione, non nasce dall'oggi al domani, col tempo diventerà una unità compatta e coerente per la volontà comune dei componenti tra i quali si stabilirà quella coesione che per la sicurezza raggiunta esprime il modo collettivo di sentire.

Per realizzare tutto questo è indispensabile una buona disposizione interiore che insieme alle capacità fisiche e tecniche consente di intraprendere un buon lavoro.

Il privilegio delle qualità sociali e interpersonali attraverso le quali si sviluppa lo spirito di corpo e si impara a superare le tendenze personali e l'egoismo è il vero significato del lavoro di squadra.

A questo proposito è necessario sottolineare quanto sia importante il reclutamento delle ginnaste: spesso non si tiene conto del carattere, delle aspirazioni personali, delle motivazioni e spingono l'atleta a praticare una specialità piuttosto che un'altra.

* La caratteristica principale dell'esercizio di squadra è il rapporto continuo tra le ginnaste, e tra queste e gli attrezzi.

* Le ginnaste che compongono una squadra sono attualmente cinque.

* Gli attrezzi utilizzati sono fune, cerchio, palla, clavette e nastro.

* Il programma di squadra comprende due esercizi: uno con attrezzi uguali, l'altro con abbinamento di due attrezzi diversi.

* L'esercizio di squadra è un esercizio di libera composizione con accompagnamento musicale libero.

* La coreografia dell'esercizio5 (cioè l'arte di comporre insieme figure del corpo con la musica) è caratterizzata da un'idea guida e si realizza attraverso un discorso motorio, dall'inizio alla fine, dove sono utilizzati il maggior numero di movimenti del corpo e dell'attrezzo e molte situazioni di relazione tra le ginnaste, tra gli attrezzi e tra ginnaste e attrezzi tra loro.

* La durata dell'esercizio è stabilita tra due minuti e quindici secondi e due minuti e mezzo.

* Le relazioni tra le ginnaste sono le stesse che determinano il lavoro collettivo a cui va aggiunto lo SCAMBIO di attrezzo.

Sono le seguenti:

- scambio di attrezzo;

- rapporto spaziale tra le ginnaste;

- simultaneità, successione e alternanza di azioni uguali o disuguali;

- legamenti;

- passaggi intorno, sottopassaggi, superamenti.

Ogni forma di contatto corporeo, di traino o di spinta è vietato.

Sono permessi alcuni elementi di acrobazia limitati al ribaltamento dell'asse longitudinale del corpo purchè siano eseguiti in stretto rapporto con l'attrezzo.

Lo scambio

Lo scambio è uno dei momenti più significativi dell'esercizio di squadra e può essere definito come "il passaggio reciproco di un attrezzo da una ginnasta ad un'altra" 6.

Le modalità fondamentali dello scambio sono: la consegna o trasmissione, il lancio, il palleggio, il rotolamento e lo scivolamento.

Il rapporto tra gli attrezzi, le ginnaste e lo spazio può essere:

* attrezzo in movimento e ginnaste sul posto;

* attrezzo sul posto e ginnaste in movimento;

* attrezzo in movimento e ginnaste in movimento.

Le modalità di scambio sono molte, come si può vedere dalla seguente tabella riassuntiva7.

La determinazione del livello delle difficoltà è data dalla distanza nello spazio tra le ginnaste, in senso orizzontale e verticale: lanciare e riprendere l'attrezzo, ginnaste a pochi metri, una di fronte all'altra, non costituisce difficoltà, ma, se la distanza è di almeno sei metri, se l'azione si effettua durante un salto o al suolo, lo scambio diventa difficoltà.

Un altro parametro per aumentare il livello della difficoltà è l'esclusione dal campo visivo sia dell'uscita dell'attrezzo della compagna sia del suo arrivo. Nel caso di consegna o passaggio in cui la distanza è minima, la difficoltà del corpo deve aumentare. Ogni situazione di scambio si può eseguire con tempi diversi: gli attrezzi possono essere scambiati simultaneamente o con sfasature di uno o più tempi cioè successivamente.

Il rapporto nello spazio tra le ginnaste determina FORMAZIONI o schieramenti che possono avere un carattere di unità, come per esempio un circolo, una fila, o possono essere costituite da sottogruppi, per esempio una coppia e una terziglia. Nel corso dell'esercizio di squadra sono richieste sei formazioni minimo, differenti, che devono essere ben precise e anche varie per quanto riguarda l'ampiezza (disegni piccoli o serrati, o molto ampi).

Squadra Nazionale Italiana, Bruxelles, 1992

 

 

LA GINNASTA

La personalità dell'atleta, anche se non si differenzia molto da quella dell'uomo non sportivo, presenta l'accentuazione di alcuni tratti del carattere legati sia ai fattori motivanti, sia all'influenza dei vissuti agonistici, all'ambiente.

* Alcuni fattori caratterologici tendono ad essere più presenti in determinate attività sportive anziché in altre.

* Alcune motivazioni secondarie possono influenzare la scelta di un particolare sport.

E' vero che un atleta vivendo in un certo ambiente sportivo può interiorizzare alcuni modelli di comportamento e che la pratica costante e intensa di una disciplina sportiva porta a rafforzare alcune abilità psicologiche e alcuni aspetti della personalità ma non si può certo dire che esiste una rigida relazione tra disciplina sportiva e profilo della personalità,soprattutto se si considera che,

- un atleta, quando inizia uno sport ha già una propria struttura di personalità che si è costruita nella sua infanzia e preadolescenza in un particolare contesto socio-familiare.

- lo sport non è l'unica esperienza che concorre a formare il carattere

- la scelta di una disciplina sportiva può avvenire anche in base alle offerte del contesto socio-sportivo in cui si vive.

Una ricerca (Von der Trenk) ha evidenziato che i ginnasti presentano notevoli doti e capacità senso-motorie, abilità espressive e impressive, profondo senso del ritmo e cinestesico, rapidità dell'apprendimento motorio.

E' motivato da bisogni esibizionistici, ha un elevato livello d'aspirazione, sente il bisogno di raggiungere modelli ideali e tutto ciò nelle gare comporta un altro tasso di ansietà.

Nel complesso la personalità del ginnasta è bene integrata, priva di conflitti emotivi, coerente con le proprie motivazioni.

Il maggior carico di ansia sembra dipendere dal fatto che in questo sport la gara è anche prestazione artistica e quindi il risultato è in parte determinato da giudizi soggettivi.

 

II PARTE

 

 

SCOPO DELLA RICERCA

E' ormai risaputo che lo sport esercita una influenza positiva sull'intelligenza e sullo sviluppo della personalità. Non è ancora dimostrato e non si hanno dati sufficienti per sostenere che lo sport ha un'influenza sull'elemento quantitativo dell'intelligenza ma si può affermare che "lo sport favorisce un miglioramento qualitativo dell'intelligenza, grazie a una efficacia sensoriale aumentata che porta a una diminuzione dei tempi di reazione, al miglioramento della discriminazione visiva, della sensibilità kinestesica e dell'attenzione"8.

Un aspetto dell'intelligenza che trae beneficio dall'attività sportiva è l'elemento "spazio" considerato come abilità di comparazione, di orientamento dello spazio, legato alla sensibilità kinestesica che molti sport sviluppano al più alto livello (ginnastica, alpinismo).

La pratica di sport collettivi sviluppa certe caratteristiche psicologiche molto importanti legate alla socializzazione, alla cooperazione, alla relazione.

In Italia la specialità di squadra è molto apprezzata e molto praticata.

La ricerca è stata condotta sulle ginnaste della squadra nazionale di Ginnastica Ritmica in preparazione alle Olimpiadi di Sidney 2000 con due scopi principali:

1. formare una base per verificare successivamente una evoluzione del profilo psicologico.

2. fare una comparazione con le ginnaste della squadra nazionale di G.R. del 1992.

Per questa ricerca è stato utilizzato il "Questionario di Personalità per Sportivi" di E. Thill che cerca di conoscere le motivazioni, l'attività, il controllo emotivo e la relazione.

 

I SOGGETTI ESAMINATI

I soggetti della ricerca sono otto ginnaste della squadra nazionale di G.R. con età media di 17,5 anni che sono state sottoposte al "questionario di personalità", durante l'ultimo allenamento prima delle Olimpiadi di Sidney 2000, svoltosi a Follonica in data luglio 2000.

Si allega la tabella delle ginnaste con l'età e i valori staturo-ponderali. Le ginnaste hanno svolto la preparazione olimpica a Follonica, per più di due anni; lo staff tecnico era composta da - un'allenatrice responsabile - un'assistente tecnica - una coreografa.

Hanno effettuato visite mediche periodiche di controllo a Roma, presso l'Istituto di Medicina dello Sport, ed erano seguite in loco da un medico e da un fisioterapista.

 

 

MEZZI E METODI

I test di laboratorio sono stati eseguiti presso l'Istituto di Scienze dello Sport di Roma - Reparto di valutazione clinico-nutrizionale -, in orari mattutini con temperature tra i 22° e i 24°.

Le ginnaste hanno risposto al Questionario, in orario pre-serale in un locale (sala riunioni) situato presso l'albergo che ospitava le ginnaste, a Follonica.

Sono state effettuate le seguenti prove:

1) valutazione antropometrica;

2) valutazione di alcuni aspetti della personalità tramite il Q.P.S. di Thill.

IL Q.P.S. DI THILL

Il questionario, che comprende 14 tratti della personalità ne studia quattro aspetti principali:

- la motivazione

- l'attività

- il controllo

- la relazione

Negli sport di squadra gli atleti devono presentare certe caratteristiche e prima di tutto:

- la capacità di rapportarsi agli altri (SO)

- la capacità di collaborare con i compagni per ottenere un risultato comune (CO)

Una buona squadra non nasce dall'oggi al domani; c'è bisogno di tempo, di disponibilità, di una preparazione specifica, di allenatori e assistenti a livello della situazione.

La preparazione psicologica comprende anche delle verifiche e deve far parte integrante della Programmazione Generale9.

Molto spesso il risultato positivo di una squadra è dovuto anche e soprattutto a una buona coesione della squadra piuttosto che alle capacità tipicamente tecniche e fisiche.

Una squadra mediocre (dal punto di vista tecnico e fisico) può ottenere dei risultati positivi se questa è eccellente a livello di relazione e dal punto di vista psicologico.

Viene di seguito allegata la scheda utilizzata per riportare i valori standardizzati di ciascun tratto dalla quale si può vedere il "profilo" di personalità di ciascuna ginnasta.

PROFILO DEL Q.P.S. - THILL

DATI RELATIVI AL PROFILO DI PERSONALITA' DELLE GINNASTE ESAMINATE

( SQUADRA NAZIONALE DI SIDNEY 2000 )

GINNASTA N° 1

 

 

 

GINNASTA N° 2

 

GINNASTA N° 3

 

GINNASTA N° 4

 

GINNASTA N° 5

 

GINNASTA N° 6

 

GINNASTA N° 7

 

GINNASTA N° 8

 

CONFRONTO DEI DATI RELATIVI

AL TRATTO RELAZIONE TRA LA SQUADRA OLIMPICA DI SIDNEY E LA SQUADRA NAZIONALE DEL 1992

Comparazione delle medie dei tratti riferiti alla "relazione": Squadra Nazionale 2000, Squadra Nazionale 1992.

CONFRONTO DEI DATI RELATIVI AL TRATTO RELAZIONE TRA LA SQUADRA OLIMPICA DI SIDNEY, LA SQUADRA NAZIONALE DEL 1992 E UNA SQUADRA

REGIONALE SOCIETARIA DEL 1992

Comparazione delle medie dei tratti riferiti alla "relazione": Squadra Nazionale 2000, Squadra Nazionale 1992, Squadra Societaria 1992.

CONFRONTO DELLE MEDIE DEI TRATTI RELATIVI ALLA "RELAZIONE" TRA LE SQUADRE NAZIONALI, LA SQUADRA DI SOCIETA' E LA POPOLAZIONE STANDARD DI RIFERIMENTO

 

Comparazione delle medie dei tratti riferiti alla "relazione" tra la S. N. 2000 e la popolazione standard di riferimento.

Comparazione delle medie dei tratti riferiti alla relazione tra la S.N. 2000, la S.N. 1992, una squadra societaria 1992 e la popolazione standard di riferimento.

CONSIDERAZIONI

 

Risulta che la maggior parte delle variabili si trova per la maggior parte nella fascia che raccoglie i tre valori centrali: 4,5,6.

Se si fa una comparazione tra i valori del tratto relazione delle due squadre nazionali risulta che:

- il valore di EI è uguale;

- DO, AG, SO sono più alti nei soggetti della ricerca;

- solo CO è più alto nella squadra del 1992;

- i più alti sono AG, SO, il più basso CO.

E' significativo il fatto che CO sia più alto nella squadra del '92: la squadra di Sidney è stata formata con ginnaste provenienti dal settore individuale (individualiste di un certo livello) abituate quindi a tirare fuori il meglio di sé, rispetto ad altre compagne e ad un diverso rapporto ginnasta / allenatrice.

L'allenamento con la squadra è stato in sostanza "breve" rispetto ad una squadra per esempio della Russia, dove le ginnaste lavorano insieme per lo stesso scopo per almeno quattro anni (ciclo Olimpico).

Rispetto ai risultati che hanno ottenuto nelle competizioni non c'è una differenza significativa in quanto le squadre si sono classificate sempre tra il 7° e 8° posto.

Si potrebbe, osservando i valori DO, EI, SO individuare il leader o chi potrebbe diventarlo: in questa squadra osservando i valori suddetti non emerge nettamente la figura del leader, era più evidente nella squadra nazionale del '92 come si vede dal grafico sottostante.

COMMENTO

Importante è far capire come può essere utilizzato il "profilo".

Le allenatrici, venendo a conoscenza dei dati ottenuti tramite il Q.P.S. potrebbero avere un quadro completo della situazione di ciascuna ginnasta in vista di selezioni, orientamenti.

Potranno intervenire per rafforzare o al contrario diminuire certi tratti non positivi per il lavoro, il controllo emotivo o altro.

Dovrebbe essere fatto annualmente per vedere nel corso del tempo l'evoluzione di ciascuna ginnasta.

Il lavoro di gruppo e la coesione sono considerati qualità essenziali nelle squadre sportive. Carron (1993) definisce la squadra sportiva "un insieme di soggetti che posseggono un'identità collettiva, dispongono di obiettivi e di scopi comuni, condividono una stessa sorte, sviluppano modelli strutturati di interazione e di comunicazione, presentano un'interdipendenza sul piano funzionale ed operativo, manifestano un'attrazione interpersonale ed inoltre si considerano un "gruppo".

La relazione coesione-prestazione che per alcuni autori sembra registrare nelle squadre un maggior numero di successi là dove si è elevata, o avere poca importanza per altri o a dirittura sembra che si ottengano prestazioni migliori sul piano individuale o degli sport di tipo coattivo, là dove esiste una debole coesione; gran parte delle ricerche mostrano una correlazione positiva tra coesione e prestazione.

Per rafforzare la coesione del gruppo si possono usare metodiche diverse, in funzione del tipo di allenamento, dell'abilità degli atleti, delle relazioni interpersonali tra gli atleti.

Gli individui non reagiscono alle situazioni quali esse sono, ma a come le percepiscono. Così la percezione della coesione all'interno di un gruppo è indicativa di soddisfazione collettiva che rafforza la sensazione di unità. (Brawlery Carron, Widmeyer, 1993).

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- Lisitskaja, Ginnastica Ritmica, 1985, pag. 256.

 ANNESSI

Ginnaste 2 3 4 5 6 7 8 ripete la prima tabella qui sopra.

 

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